Wipeout HD – un precedente da dimenticare
Il giorno prima di ferragosto Shankar Gupta, un importante editorialista di Mediapost, ha pubblicato un articolo nel quale ammette la scarsa efficacia della pubblicità nei videogiochi. Anche se il target solitamente è molto ben profilato e i costi non sono esorbitanti, l’opportunità di inserire clips sponsorizzate è davvero dubbia. Nessuno delle centinaia di migliaia di utenti, infatti, è disposto a subire un ritardo nel caricamento del gioco o peggio degli schemi successivi, solo per vedersi costretto a guardare un promo, anche se questo significasse spendere qualche spicciolo in meno per l’acquisto del videogame (quest’ultima teoria, per altro, è tutta da dimostrarsi). Ne è un recente clamoroso esempio l’ultimo gioco della Sony, Wipeout HD, pubblicato ai primi di questo mese e nel quale vi sono appunto delle forzature pubblicitarie che hanno scatenato uno sciame di polemiche. Un video postato da un giocatore ha dimostrato come il caricamento subisse un ritardo variabile dai 9 ai 19 secondi proprio a causa delle intromissioni pubblicitarie. Il video ha avuto migliaia di visitatori e di sostenitori, da qui il dibattito tra i pubblicitari, che probabilmente durerà ancora per diversi mesi. Peccato perché la soluzione giusta esiste già e si chiama product placement. Certamente non è una soluzione valida per tutti i tipi di giochi, ma nella grande maggioranza di essi il product placement non genera i fastidi causati dall’intrusività, anzi li rende più realistici, oltre ovviamente a non indurre ritardi nel gioco.



