UP IN THE AIR: Tra le Nuvole del Product Placement

Mancano pochi giorni all’uscita nei cinema italiani di Tra le nuvole – Up in the Air, che vanta già 6 nomination ai Golden Globe. Una bella pellicola firmata Jason Reitman, dalla quale ne esce molto bene anche George Clooney, che comunque aveva già dimostrato un eccellente registro di interpretazione anche in altri progetti, ad esempio “Burn After Reading” dei fratteli Coen. Pochi giorni prima di Natale il film, o meglio un articolo di uno dei più influenti giornalisti di cinema americani (Brook Barnes), aveva originato una riflessione tra il polemico ed il divertito, attorno al pesante product placemet di cui avevano beneficiato American Airlines e Hilton Hotels. Il film segue infatti le vicende di un uomo che spende buona parte della sua vita tra aerei ed hotel, girando gli USA per licenziare dipendenti che i loro datori non hanno il coraggio di eliminare. A pochi giorni dall’uscita dell’articolo e della conseguente discussione allargata, i due colossi hanno tenuto a comunicare che per quella presenza non era stato pagato nemmeno un dollaro. E questa dichiarazione ha scatenato nuovamente il giornalista, il quale, in un successivo articolo, ha sottolineato come questa fosse solo una metà della verità. Dopo l’uscita del film negli USA infatti, si erano susseguite, tanto negli ambienti della American Airlines quanto in quelli dell’Hilton, eventi promozionali, party celebrativi, circolari ai dipendenti e molte altre iniziative finalizzate esclusivamente a tesorizzare l’ottimo placement. Pare per altro che questa importante declinazione di marketing abbia dato risultati positivi in un momento economicamente difficile per entrambi. Molto pragmaticamente, gli americani, davanti a questa terza rivelazione hanno plaudito al doppio centro.

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