Troilled e il Virtual Product Placement

TroilledSe quando guardate una partita in TV vi sembra che i cartelloni a bordo campo o il logo dentro la lunetta del basket siano “strani” beh, non vi state sbagliando. Si tratta di un posizionamento realizzato in post-produzione. Ma questo è stato solo il primo passo del Virtual Placement, ovvero un product placement ricostruito in studio grazie alla tecnologia digitale, ormai largamente utilizzata in ogni produzione TV e Cinema. L’ultima frontiera del Placement a posteriori sono proprio i serial TV, dove da poco è possibile che l’anonima lattina bevuta da un attore diventi una lattina con un marchio ben visibile, oppure che il negozio dove si svolge la scena si trasformi in un punto vendita monomarca. Il caso più recente ed eclatante è quello della fortunata serie inglese Trollied (alla prima stagione su Sky One) ambientata, non a caso, in un supermercato (Valco) dove le potenziali situazioni di virtual placement si sprecano. Di recente si è saputo che molti placement sono stati venduti e realizzati dopo che i buoni risultati delle prime puntate hanno cominciato ad interessare i media planner. Per la seconda stagione il sistema sarà ancora più affinato e non è da escludere che gli autori ne terranno conto al momento di scrivere le sceneggiature. Dai rumors che sono riuscito a cogliere, non si esclude addirittura una gara per aggiudicarsi le posizioni migliori che potranno essere (e questa è la vera novità) valutati direttamente sul girato. Più in generale i produttori ed i registi indipendenti potranno realizzare demo significativi, poi da utilizzarsi anche nel final cut, con i quali proporre placement avendo decisamente maggiori possibilità di successo.