Silenzio in Pubblicità, Rumore sul Mercato

 Ci sono alcuni marchi che da anni non fanno pubblicità (certi non ne hanno mai fatta), nemmeno quella “below the line”, eppure tutti ne parlano, godono di ottima fama e in generale sono in buona salute.  Di esempi ce ne sarebbero parecchi in molti settori, ma forse il più eclatante è la Ferrari. A parte qualche gadget e qualche licenza concessa a produttori di abbigliamento, la loro unica preoccupazione è vincere il campionato di F1. La ragione è evidente: una visibilità mediatica impressionante. Ma anche un prestigio ineguagliabile persino dalla più innovativa delle campagne. E tutto con un costo nullo in termini pubblicitari. Certamente essere competitivi in Formula Uno costa una fortuna, ma evidentemente i ritorni ci sono, se qualche mese fa la scuderia aveva seriamente minacciato di ritirarsi nel caso fosse stato approvato il regolamento che limitava gli investimenti sulle macchine.

Tecnicamente quindi tutta la promozione del marchio Ferrari dipende dal Product Placement. Una cosa simile sta accadendo anche per Vespa (ne ho già parlato in due post precedenti) e per Benetton. Insomma i marchi made in Italy più riconosciuti hanno dedicato tutte o quasi le risorse promozionali a questo strumento. Qualche altro marchio molto importante timidamente prova a testare la sua efficacia. Latitano invece tutte le aziende grandi o medio grandi, che con poco investimento potrebbero trarre grandi benefici (che mai come in questo momento sarebbe importante ottenere). Sono certo che questo sia dovuto in buona parte per diffidenza o scarsa conoscenza. Messaggio per tutte queste aziende…. SVEGLIAAAAA!!!!!

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