Rolex e l’espansione del Product Placement
Il Rolex Mentor and Progétegé Arts Initiative è un evento dalla formula interessante. Una trentina tra i grandi intellettuali del pianeta, affiancano altrettanti giovani emergenti per portare a termine, patrocinandolo, un loro progetto. La cornice della finale (dove sono rimasti solo in 6) è quella del bellissimo Lincoln Center di New York. Tutto bene si dirà, una delle tante iniziative di sponsorship della Rolex che è sempre presente nei luoghi più esclusivi, siano essi ippodromi, campi di regata, campi da golf, autodromi ecc. Il punto è che oramai sono si tratta più di sponsorizzazioni ma di product placement nella sua accezione più ampia. Fino ad una quindicina di anni fa, in effetti, sarebbe stato corretto definire il Rolex Mentor un’attività di PR legata al patrocinio artistico. Questo perché il Product Placement stava muovendo solo allora i primi seri passi. Ma da allora la sua zona di influenza è stata veloce e pervasiva. Ha cominciato con il cinema, quasi subito si è introdotto nella televisione, poi nei videoclip, negli show, nella vita privata dei V.I.P (Celebrity Seeding), nel web e naturalmente anche nei grandi eventi. Ed è proprio questo il punto, quello che conta qui non è il ruolo di Mentore che giustamente Rolex Rivendica, non è nemmeno in discussione che patrocini e sponsorizzazioni non siano la stessa cosa del product placement. Quello che appare chiaro da questo caso è che tutta l’operazione è stata gestita proprio come fosse un’iniziativa di product placement. Tanto nella pubblicità quando nel suo decorso, in questo bel progetto si possono registrare Verbal Metion, Dress On, Celebrity Seeding e Set dressing a volontà. Ovvero i tipici strumenti del Placement, che a questo punto va interpretato nella sua quasi sconfinata dimensione orizzontale e verticale.



