Pessimi Soggetti Ottimi Product Placement
Il genere più richiesto per il product placement è la commedia, su questo ci sono pochi dubbi. Trama non impegnativa, situazioni brillanti e, in genere, ottime location, sono le condizioni ideali per dare risalto a marchi e prodotti. Anche i Teen Movie sono abbastanza presidiati, perché il pubblico di questi film è generalmente attento ai particolari e tende ad immedesimarsi di più con i personaggi: quindi il Placement funziona meglio. Seguono action e disaster movie, dove prodotti come auto e moto sportive, accessori tecnologici e alcune linee di abbigliamento sportivo, presentano un profilo ideale ma decisamente più di nicchia. Più raramente invece, si trovano buoni product placement o brand integration su spy story o trhiller. Il cattivo poi è ben lunghi da essere oggetto di attenzioni, questo perché si ritiene che abbinarsi al malvagio sia una strategia pericolosa e perdente… una volta forse sarà anche stato così (io ne dubito), ma ora le cose sembrano decisamente cambiate. Se ne è accorto anche Barry Janoff, l’intelligente editore del quotidiano on line NYSportjournalism.com (che si occupa esclusivamente di marketing sportivo). Nel suo caso i “cattivi” sono i tanti giocatori, geniali ma caratterialmente difficili, che da sempre popolano i campi di basket, baseball, football, tennis ecc. Solo che una volta gente cone McEnroe o peggio Eve Barkely, alla prima sciocchezza perdevano credibilità e sponsor, ora invece ne guadagnano in popolarità, consenso e sponsorizzazioni. Per avere qualche esempio basta citare il campione olimpionico di nuoto Phelps, beccato a fumare erba, che ha perso uno sponsor (kellogg) per guadagnarne subito un altro (il telefonino subacqueo H2O) o il fuoriclasse del basket Kobe Bryant, ormai più presente nella cronaca nera che in quella sportiva e sempre più ricercato da case di moda, di auto, di gioielli ecc.
Tornando a noi, la scelta del cattivo può diventare una precisa strategia di differenziazione con una eccellente resa in termini di visibilità e percezione di prodotto. E’ il caso delle auto sportive Spyker, che nella nuova serie di Supercar, già giunta alla seconda stagione negli USA, è stata adottata come antagonista di Kit (la Supercar appunto, che in questa edizione è una Ford Mustang). Di seguito pubblico, tradotta, la lettera di ringraziamento che il Vice Presidente ci ha fatto pervenire e che chiarisce meglio di qualsiasi altra spiegazione, le motivazioni di questa coraggiosa ma intelligente scelta che potrebbe essere imitata anche da diverse altre aziende.:
“Dopo aver visto i primi episodi trovo sia veramente difficile stabilire quale delle due macchine sia la vera Star, se la Ford Mustang che è Kit o la nostra Spyker C8 Spyder. Il product placement che avete ottenuto, abbinato ad una splendida e cattivissima ragazza che guida con grande abilità la nostra macchina, ha reso il nostro prodotto più desiderabile e sexy che mai. Voglio ringraziarvi personalmente per il grande servizio che ci avete reso, interpretando al meglio la personalità del nostro prodotto.”



