New York e le location a pagamento

Presto si dovrà pagare per girare a New York un film, un serial, uno show o anche solo uno spot. Lo ha ufficializzato ieri a sorpresa il Sindaco Bloomberg, durante un incontro con una rappresentanza di Studios di Hollywood, di agenzie di pubblicità e il sindacato dei lavoratori dello spettacolo. Per la Grande Mela e per gli Stati Uniti si tratta di una svolta epocale, ma forse più dal punto di vista normativo che economico. La cifra stabilita è infatti poco più che simbolica: 300 dollari una tantum indipendentemente dalle ore o dai giorni di impiego del suolo pubblico, che i telefilm e gli show dovranno pagare all’inizio della stagione e i film prima dell’allestimento dei set. Naturalmente la “once-fee film” sarà richiesta solo nel caso di occupazione del suolo pubblico, che comunque riguarderà solo quest’anno più di 3.000 produzioni.A gestire le operazioni e la burocrazia sarà il “Film Office” di New York, che è stato costituito nel 1966 per promuovere la città, in quello che è diventato il caso di city-placement più frequente nella storia del cinema mondiale (forse insieme a Bombay).
Diverso e più articolato è invece il caso delle Film Commission in Italia ed Europa, che sono uno strumento di gestione, promozione e introito, gestite con poca coordinazione tra di loro, al punto che non è facile individuare una linea di condotta comune in quasi nessuna procedura. Dall’altra parte dell’Oceano invece, gli addetti ai lavori scommettono su un effetto domino dal quale si salveranno forse solo Los Angeles e Las Vegas. Le economie delle due città infatti, sono troppo dipendenti dallo spettacolo per scherzare con gli umori dei produttori, che potrebbero trovare più conveniente trasferire produzioni ed investimenti in altri distretti come quello di Vancouver, già frequentemente impiegato, o di Bollywood, dove lavora da circa un anno Spielberg.



