NeuroMarketing e Music Placement
Molti se la prendono con il Product Placement perchè lo confondono con la pubblicità occulta.Di fatto il Product Placement è l’esatto contrario. Se fosse occulto del resto non interesserebbe a nessuno. I clienti del Product Placement viceversa, pretendono che il loro prodotto sia visibile e riconoscibile (quindi non latente). Infatti solo in questo modo potranno poi basare la loro campagna stampa o le loro promozioni su questo fatto.
Chiarisco nuovamente questo aspetto perché soprattutto negli Stati Uniti, grandi amanti delle classifiche e delle categorie, si tende a far rientrare nelle attività di Product Placement anche il NeuroMarketing, che invece risulta a pieno titolo tra quelle attività poco etiche che vanno decisamente biasimate. Per chi non lo sapesse il NeuroMarketing è una delle tante derive estreme attraverso il quale si ricercano spazi (mentali) non ancora assediati dalla pubblicità, ma invece efficienti, da far occupare con promo e brand. Il caso che sta facendo clamore in questi giorni riguarda le dichiarazioni di un produttore discografico di musica hip hop (Russels Simmons co-flondatore dell’etichetta Def Jam) che sostiene di aver ricevuto un offerta dalla Mc. Donal’s per inserire il nome della catena all’interno di una loro hit. Il premio che avrebbero pagato sarebbe stato di circa 1 dollaro per ogni passaggio radiofonico. Pare che l’accordo non sia andato a buon fine solo perchè il produttore pretendeva che l’accordo rimanesse segreto, cosa evidentemente impossibile per il marketing del colosso del fast food. In seguito a questa rivelazione si poi scoperto che alcune agenzie che posseggono una “divisione riservata” avrebbero offerto la medesima operazione ad una trentina di altri artisti (tra cui Lil’ Wayne, Keri Hilson, The Pussycat Dolls, Black Eye’d Peas, Eminem) solo negli ultimi 6 mesi, ma sempre senza successo.
L’integrità artistica è più importante di una piano marketing è stata la risposta di tutti.
Ed è la stessa cosa che sanno da tempo tutti quelli che si occupano seriamente di product placement. Nessun regista, nessun attore, nessun sceneggiatore e nessun produttore che si rispetti, squalificherebbe il suo lavoro per 15.000 euro di un product placement. Costa così poco un posizionamento in un film di alta fascia di Hollywood perché si tratta sempre e comunque di una scelta artistica o narrativa, capace di profilare un personaggio, contestualizzare una scena o addirittura interagire con la storia,.
Se volete p.latini@oratorio.biz



