Musicisti Multitasking

 Stephanie Savage, produttrice e sceneggiatrice di “Gossip Girl”, per rispondere ad una domanda di un giornalista del Los Angeles Time (Adam Tschorn ) circa il problema ormai diventato quasi ingestibile dello zapping durante i break pubblicitari, ha utilizzato un interessante parallelo.

I grandi network e gli studios stanno cercando di compensare le perdite subite dal calo di spot , attraverso il product placement. Inserendo infatti i prodotti direttamente nello show si evita il “flippering”, che danneggia non solo i nostri inserzionisti ma sempre più spesso anche il canale e i produttori, diminuendo la fedeltà al programma. E’ un po’ quello che sta succedendo anche nel mondo della musica: Si vendono sempre meno dischi, così i manager delle band e dei cantanti si sono posti la questione di come compensarli. Molti hanno individuato la soluzione nel Product Placement. Gwen Stefani e Justin Timberlake ad esempio, hanno una loro linea di abbigliamento che esibiscono ad ogni occasione e questo è un mezzo di promozione eccezionale, probabilmente tanto proficuo quanto la vendita di dischi.

Ma la Savage si spinge ancora più nel dettaglio e rivela un paio di tecniche e diverse applicazioni. Un musicista può stringere contratti con delle case di moda per indossare in esclusiva i suoi vestiti e magari permettere l’utilizzo della sua immagine a scopo pubblicitario (e questo si chiama Tie In), oppure può indossare casualmente, una tantum, un capo ma permettere di essere ripreso e fotografato dalla stampa (Cameo) o spingersi a firmare una linea di abbigliamento con il suo marchio o il suo nome (Partnership). Tutti questi casi inoltre, vanno suddivisi in due grandi categorie “Inside the Show or Outside the Show”, ovvero durante i concerti o nella vita privata (che poi spesso in realtà è assolutamente pubblica). Le scelte della tipologia di placement e il contesto nel quale utilizzare i prodotti sono dettati da strategie di marketing interne all’azienda, che si riconducono in parte alla disponibilità di budget, in parte al desiderio di monopolizzare o meno la star ed in parte alla volontà di rimanere un tantino underground, cosa che tutto sommato piace sempre tanto agli stilisti.

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