Massimo Rispetto per i Web Serial

Interpret è una società di ricerche di Los Angeles con sedi anche a New York e Londra, specializzata nel monitorare e analizzare l’entertainment (http://interpretllc.com). Molte case di produzione e big spenders internazionali comprano e utilizzano gli studi di questa società per pianificare il loro lavoro. Bene, la settimana scorsa è stata pubblicata un’indagine che ha studiato il fenomeno delle Web Serials e quello che ne viene fuori avvalora i molti segnali deboli che già da tempo si rincorrevano tra gli addetti ai lavori. Passata la fase pionieristica e sperimentale, gli online video presentano ora delle caratteristiche e soprattutto delle fruibilità piuttosto omogenee, tanto da essere già considerati un media con un proprio linguaggio e un pubblico fidelizzato. Tra le più interessanti caratteristiche vi è la grande dilatazione del cosiddetto “prime time”. Differentemente dalla TV, che registra un picco di spettatori tra le 20 e le 23, gli online video hanno un seguito costante nel corso di tutto il giorno (notte compresa), fatta eccezione per le ore dedicate ai pasti e le prime ore della sera. Una distribuzione così uniforme presenta grandi vantaggi perché aumenta esponenzialmente la possibilità che il “prodotto” sia visto da un più ampio spettro sociale di utenti ma non solo, il fatto di fruire del web serial attraverso un computer implica la possibilità di approfondire immediatamente i contenuti (anche commerciali) di quello che si è visto. Infatti il 27% degli intervistati afferma di raccogliere maggiori informazioni sui prodotti pubblicizzati durante o dopo la visione del serial (che naturalmente si può stoppare semplicemente mettendolo in pausa). Il 28% dichiara esplicitamente che se lo spot o il product placement gli è piaciuto, naviga nel sito dello sponsor per un periodo quasi uguale a quello impiegato per godere del serial. Il 47% infine, chiama i numeri verdi segnalati dalla pubblicità. I ricercatori sostengono anche che l’attenzione concessa a questi video sia maggiore rispetto alla televisione ed inoltre più di un terzo degli spettatori condivide il serial con amici e parenti e lo promuove spontaneamente. Attualmente esistono due tipologie di web serial, quelli interamente prodotti da uno sponsor per ragioni commerciali (si veda Celia and Chloe di cui già ci si è occupati in questo blog), che si distinguono per la buona fattura (regia, fotografia, recitazione ecc.) ed i video indipendenti, che spesso presentano lacune tecniche dovute allo scarso budget a disposizione, ma sono ricchi di creatività quanto a sceneggiature, dialoghi o invenzioni. I dati che si evincono da questa indagine però, dovrebbero suggerire a qualcuno di cominciare a progettare web serial di nuova generazione, dove produttori e sceneggiatori di qualità si impegnino a confezionare buoni prodotti sotto tutti i punti di vista, essendo poi in grado di raccogliere pubblicità non già da un unico sponsor ma dai molti che sono già interessati ad esplorare nuovi mezzi in grado di dialogare diversamente ed anche più efficacemente con il proprio pubblico.

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