L’enigma dell’Estinzione delle Felpe Logate
Per almeno una sessantina d’anni hanno furoreggiato le (belle, comode) felpe colorate con enormi loghi davanti o dietro. In genere si trattava di blasoni di college americani prestigiosi e più di recente (ultimi 25, 30 anni) anche di brand di case di moda molto casual (Diesel, Replay, Baci e Abbracci, Franklin & Marshall ecc.). Un caso davvero atipico nel ipercinetico pianeta della moda, dove in genere si cambia rotta ogni tre mesi. Infatti per apprezzare una svolta nell’amatissimo jumper ci è voluto più di mezzo secolo. Ora però i grandi loghi che connotavano con civetteria questi capi sono spariti o si sono molto ridimensionati. Quasi mai questo cambiamento però è dovuto ad un’evoluzione della moda o ad un cambio di strategia del brand. La ragione di questa svolta è invece da imputarsi al product placement. Uno strumento che da qualche anno è integrato a pieno titolo nei media plan di tutte le case produttrici di abbigliamento, accessori, design, automotive, elettronica ecc.ecc. Nessun produttore o regista, infatti, accoglierebbe mai un placement come scelta artistica (i più preziosi ed anche i più economici) se il prodotto fosse troppo sfacciatamente pubblicitario e in realtà la situazione non cambia molto nemmeno in caso di contingency placement, a parte qualche imbarazzante caso italiano come ad esempio la smart elettrica in “don Matteo”. In questo processo adattativo non si è tenuto conto delle richieste del mercato. “Poco male”, hanno pensato le aziende, le perdite di vendita causate dagli scontenti saranno ampiamente compensate dai nuovi entusiasti catturati dal placement.



