Le Film Commission

Alle volte anzi spesso, certi luoghi, certe città, certi scenari naturali diventano elementi strutturali dei film. In questo caso è corretto interrogarsi sulle potenzialità di questo fattore in termini di “place placement”. L’italia da questo punto di vista offre una lista quasi interminabile di location suggestive, che infatti Hhollywood sfrutta considerevolmente (è probabile che l’Italia sia il paese estero più utilizzato dagli americani). Le risorse naturali, architettoniche e artistiche italiane sono gestite attraverso le “Film Commission”, che sono enti amministrativi indipendenti di emanazione pubblica. La suddivisione del territorio in Film Commission è in verità piuttosto articolato e, anche se in generale è su base regionale, non mancano le eccezioni (Latina Film Commission, Vicenza Film Commission, Riviera Alpi del Mare ecc.). I compiti delle Film Commission non si limitano però alla sola attrattiva dei cineasti, ma comprendono anche le valutazioni dei progetti di fattibilità (impatto, infrastrutture ecc.) e le eventuali ricadute economiche e sociali (in termini ad esempio di accoglienza turistica, ma soprattutto di opportunità di lavoro per manodopera e artigiani). Il fatto che attualmente non esista ancora un istituto giuridico per la Film Commission, ha pesato non poco sulla sua incompleta presenza nel territorio italiano. Manca ad esempio la Film Commission del Trentino Alto Adige. Ciò significa che sono escluse dai giochi città di enorme fascino come Trento o Bressanone, per non dire delle Dolomiti e del sud Tirolo in generale. Le Film Commission Italiane rappresentano probabilmente il product placement sistematico dal maggior potenziale al mondo e trattandosi di guadagni pubblici è probabile che su questo punto nessun legislatore avrà obiezioni da porre e limiti da tracciare. Solo meriterebbero maggiore attenzione e sostegno a livello quanto meno burocratico e normativo.


