La letteratura e il valore di un Product Placement

 E’ bene ricordare che il product placement gode della proprietà commutativa (come nella migliore tradizione matematico-economia). Una deduzione logica che merita però maggiore attenzione, perché poco presidiata…. quindi interessante.

Se è abbastanza normale che un prodotto posizionato in televisione generi notorietà e vendite, lo stesso però succede anche quando una televisione (meglio: un programma televisivo) viene posizionata in un prodotto. Di esempi a supporto di questa tesi ce ne sono parecchi e i più comuni sono annoverabili proprio tra i “prodotti” più autorevoli, la qual cosa aumenta esponenzialmente l’efficacia del product placement, perché plausibilmente scevro da intenti speculativi (…. forse….. a volte….). Il riferimento è ai prodotti culturali e/o editoriali. Ne cito uno al di sopra di ogni sospetto, sia in virtù della sua data di pubblicazione (1961) sia in virtù del suo autore (Saul Bellow). Nel libro “Herzog”, ad un certo punto della narrazione, un’autoritaria e intraprendente donna ormai nonna e semi-rincitrullita, passa le sue giornate davanti alla televisione guardando “Dione Lucas”: una sorta di Martha Stewart in salsa swinging sixties, autrice di libri di cucina e di programmi televisivi di successo nelle TV americane dell’epoca. Nemmeno per un secondo a nessun lettore o critico letterario è passato per l’animo di stigmatizzare la citazione, perché trattavasi certamente di “scelta artistica”… e di sicuro lo era…. e di sicuro Dione Lucas ne fu oltremodo grata.

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