La Gran Bretagna apre al Product Placement
Circa tre settimane fa il ministro della cultura britannico Ben Bradshaw è intervenuto come relatore alla convention della “Royal’s Television Society” e quello che ha detto stravolge completamente l’orientamento che fino ad allora aveva tenuto il governo sul tema del Product Placement. La posizione inglese infatti era piuttosto restrittiva e in più di un’occasione aveva auspicato una presa di posizione ufficiale da parte dell’Unione Europea, capace di segnare la rotta per tutte le successive leggi nazionali. Adesso invece il Ministro Bradshaw sta lavorando ad una proposta di legge che “permetta alla Gran Bretagna di uniformarsi al mercato degli Stati Uniti e di altri mercati occidentali (l’Australia n.d.r.)”. Sono state proprio queste le parole che anche la rivista Variety ha colto come molto significative ed infatti le reazioni non si sono fatte attendere. Il portavoce di ITV ha dichiarato che qualora il governo decidesse di permettere il product placement, “le televisioni britanniche saranno le benvenute nel mercato della comunicazione commerciale globale”, per il quale si stima un introito iniziale di circa 166 milioni di euro.
Questa nuova legge porrà fine anche ad una diffusa situazione di ambiguità e di svantaggio competitivo. Il governo sembra infatti essersi reso conto quanto il Product Placement sia già parte integrante della vita delle famiglie inglesi, che quotidianamente fruiscono di Film e TV Show americani e australiani, dove il Product Pacement è diffuso.
Per non dire della presenza degli sponsor negli eventi sportivi, i quali ostentano i loro loghi nelle magliette dei giocatori, alle spalle delle panchine o nei pannelli davanti ai quali, non a caso, si svolgono tutte le interviste.
Saggiamente il ministro ha anche tenuto a precisare che tutti i programmi per bambini saranno esclusi da questa pratica, al fine di tutelare il libero arbitrio e la possibilità di far operare, nel modo più corretto possibile, una scelta consapevole anche ai minori.



