La Contro-Rivoluzione Francese

 Della nuova legge francese sulla pubblicità in televisione se ne è occupato anche il Corriere della Sera. In pratica già da qualche giorno nei canali nazionali è stata tolta la pubblicità in prima, seconda e terza serata (tecnicamente dalle 20.00 fino alle 6.00). Ma non è finita, entro tre anni saranno completamente estromessi gli spot dalla programmazione TV. Ma niente paura, i 50 milioni di euro che le reti perderanno a causa della mancata raccolta pubblicitaria, saranno compensati da una nuova tassa sui cittadini. Sarà infatti sufficiente possedere un computer o un telefonino per pagare una tassa che secondo le stima riappianerà ogni cosa. Tutto questo nonostante i primi test sugli ascolti non abbiano dato segnali di particolare gradimento da parte del pubblico.

Questa legge, probabilmente volta a tutelare la qualità dei programmi (accipicchia!) o la libertà dei cittadini (eh!), ha come evidente premessa l’incapacità di discernimento dei francesi, che nonostante vengano quotidianamente bombardati da pubblicità sui giornali, sui manifesti stradali, sugli autobus e alla radio, evidentemente soffrono particolarmente di suggestione per quella televisiva (notoriamente particolarmente ipnotica e nociva) che sembra circuirli gravemente, modificando inconsciamente ma profondamente il loro comportamento d’acquisto (soprattutto dalle 20.00 alle 6.00). Resta da chiedersi se le prossime apparizioni di Carla Bruni all’Eliseo saranno tacciate di Product Placement…..

p.latini@oratorio.biz

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