Il Web a Tavola

                                                         
 Se c’è un format ben sviluppato nel mondo dell’entertainment televisivo quello è di sicuro l’enogastronomico. Esiste il serial presentato dal cuoco internazionale emergente e creativo (Jamie Oliver); la rubrica fissa nei grandi contenitori del week end condotti da cuochi, somellier e critici prestigiosi (Vissani, Luca Maroni ecc.), i programmi semiprofessionali e di approfondimento (New Work di Laura Ravaioli) e quelli dedicati ha chi ha poco tempo ma tanta passione (Nigella Express)Anche alla radio ci si occupa volentieri di enograstromia e di enoturismo con programmi dedicati (Decanter) o con appuntamenti settimanali spesso finalizzati a proposte per il week end e ai momenti conviviali. Il web poi è addirittura inflazionato di siti tematici che raccontano l’arte della buona tavola, così come i portali video accolgono grandi quantità di canali con corsi di cucina e degustazione, più o meno fruibili e qualitativi. Per ragioni diverse, nessuno di questi però ha approcciato il product placement. Le produzioni professionali probabilmente perché questo avrebbe potuto essere letto come un conflitto di interessi, le produzioni minori ed indipendenti invece, a causa della prevedibile scarsa attrattività nei confronti delle aziende potenzialmente interessate. Su questa base, il progetto “Padelle a 5 Stelle”, candidato al concorso “7 plot per 7 brand” presenta un fattore di novità, proprio perché concepito su misura per il product placement e su misura per il web. Immaginiamo una sorta di video on demand, suddiviso per tematiche, di breve durata e facilmente fruibile da chiunque attraverso il web. Il set potrà indifferentemente essere una location reale o un set allestito alla bisogna e le declinazioni di placement spaziano dall’arredamento, alle stoviglie, dai prodotti gastronomici a quelli enologici.

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