IL PRODUCT PLACEMENT DI HONG KONG

 Così come Bollywood anche il cinema di Hong Kong sta cambiando registro. Questo per lo meno per quello che riguarda i film che riescono a fare cassetta anche all’estero e che fino a poco fa seguivano quasi esclusivamente due filoni: quello di azione a base di calci, pugni e arti marziali (Bruce Lee e Jackie Chen in testa) e quello dei Kolossal storico-mistici dove comunque qualche evoluzione bellica difficilmente mancava.

Da qualche tempo invece, oltre alla sofisticata produzione che però è distribuita quasi solo nei circuiti d’essay, esiste una precisa strategia di occidentalizzazione sia nelle sceneggiature che nelle tattiche di marketing. E questo il caso di “Connected”, prodotto e diretto da Benny Chan Muk-Sing e con attori di buona o addirittura ottima visibilità, come Luis Koo e Barbie Hsu. E’ considerabile come una rivisitazione dell’Hollywoodiano “Cellular” del 2004 (di David R. Ellis con Chris Evans e Kim Basinger) e anche in questo lo si può accomunare al distretto cinematografico indiano dove le cover americane furoreggiano.

Di questo film è interessante notare che oltre all’inevitabile product placement legato al telefonino (Motorola è il fortunato marchio che si è aggiudicato la visibilità) sono stati coinvolti altri due brand internazionali come Tissot e Pepsi. Un ingresso in grande stile nel mercato dell’entertainment cinese ed internazionale, probabilmente dovuto anche agli ottimi rapporti che intercorrono tra il cast e i tre brands. Barbie Hsu infatti, è la testimonial per la Cina di Tissot e Luis Koo il testimonial per la Pepsi addirittura in tutta l’Asia.

p.latini@oratorio.biz

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