Il Curling e le altre Occasioni Perdute
Il Product Placement dovrebbe crescere di pari passo con il “Placement Planner”: la figura professionale (consulente o agenzia è indifferente) che studia tutte le occasioni di placement possibili, le segmenta, le valuta, le monitora e le propone ai propri clienti sulla base delle profilazioni, dei budget e dei risultati attesi. Beh, la brutta notizia è che questo non accade perché il Placement Planner, di fatto, in Italia, non esiste. Intendiamoci, la possibilità di panificare interventi su show, serial, film, videoclip e videogiochi sia italiani e stranieri è concreta… solo che viene gestita come un’attività scoordinata per non dire estemporanea, che nella migliore delle ipotesi viene supportata da attività di PR e poco altro. Non esiste una struttura in grado di raccogliere tutte le opzioni di Placement possibili, per poi proporle nella loro globalità, come un vero piano media, integrandole in una pianificazione organica di product placement che utilizzi più “produzioni” ma anche e soprattutto più mezzi. L’altra sera alle Olimpiadi si stavano sfidando le due squadre femminili di Curlling della Svizzera e della Danimarca. Il Curling è un sport emergente e piacevolissimo (una specie di gioco delle bocce sul ghiaccio) che già alle Olimpiadi di Torino aveva appassionato tanta gente e da allora questa disciplina è considerata qualcosa di abbastanza chic senza però essere snob (come ad esempio il Polo). Bene, seguendo la partita ho scoperto due cose piuttosto interessanti. La prima è che esiste un nutrito numero di tifosi competenti ed aggiornati; la seconda è che tra un mesetto ci saranno i mondiali di Curling proprio qui da noi, in Italia….a Cortina. Ovviamente ora è troppo tardi, immagino, per pensare di sfruttare questa occasione per piazzare qualche prodotto in quel bello, inedito, piacevole e probabilmente gratificante evento. Ma se ci fosse stato un lavoro di coordinamento, gli organizzatori avrebbero plausibilmente raccolto fondi non solo dalle sponsorizzazioni ma anche da questo canale. Ed altrettanto probabilmente le aziende avrebbero gradito… sempre l’altra sera, durante la telecronaca, un buon quarto d’ora è stato dedicato al make up delle belle atlete danesi, a cui si dovrebbe sommare un numero imprecisato di minuti spesi ad illustrare l’attrezzatura tecnico-sportiva ed altre amenità.
Un evento come i mondiali, per altro, fornirebbe anche una serie di altri contesti, come le iniziative collaterali, le attività di promozione e la gestione delle delegazioni, che in chiave di placement sono “finestre” di grande interesse. Ci vorrà del tempo ma il salto di qualità del product placement dovrà passare inevitabilmente attraverso il Placement Planner.




