Dyson & Jane
Per un paio di stagioni (dal 2006 al 2007) una sit-com canadese si è distinta per un uso importante di product placement. The Jane Show seguiva la vita di un’aspirante scrittrice che, molto pragmaticamente, aveva accettato un lavoro in una grossa azienda in attesa di trovare un editore per le sue storie. Realizzato con budget modesti, recitato bene, sceneggiato benino, non è però riuscito a dare continuità al suo progetto. Ed è un peccato perché invece il matrimonio con certi brand sembrava idilliaco. In particolare segnalo quello con Dyson , il noto marchio di aspirapolveri che per primo ha presentato modelli senza sacco e senza il filtro dell’acqua e diverse altre tecnologie e soluzioni innovative. Nel corso delle due stagioni la sua presenza era pressoché costante, con diversi “verbal mention”, “hands on” quasi costanti e gestiti con ironia ed equilibrio. Parte del merito di questo riuscito inserimento è attribuibile all’agenzia di Placement canadese che ha curato gli interessi del cliente. Nello stesso periodo infatti i modelli più significativi sono entrati anche in altri programmi autorevoli dedicati alla comparazione degli acquisti come “The shopping bags” e “Dotto Tech”. Una pianificazione media che si declinava solo attraverso il Product Placement, scelto da una delle più innovative aziende al mondo per inserirsi in un mercato importante ed evoluto come quello canadese. Difficilmente ora, anche se sono trascorsi solo due anni, si potrebbe ripetere l’esperimento senza incorrere nel rischio di una fastidiosa iper-esposizione sicuramente biasimata da un pubblico attento. Esiste però uno spazio dove tutto è ancora possibile, dove la libertà di azione che prima aveva il distretto cinematografico canadese (non vincolato a quello USA) è ancora più ampio in termini di sperimentazione e di apertura mentale: si chiamano web serial, sono meravigliose ed il meglio deve ancora arrivare.



