Bollywood con…turbanti e product placement

Per gli amanti del genere questa estate sarà tra quelle da non dimenticare. Da un paio di mesi a questa parte Rai Uno programma delle ottime e recenti pellicole di Bollywood, del genere commedia sentimentale (il più diffuso e tradizionale), che vanno sotto il cappello di “Amori con….turbanti” Purtroppo per ragioni credo di palinsesto e forse anche di “digeribilità”, questi filmoni vengono edulcorati attraverso il taglio di tutti i balletti, le scenografie e i canti, che invece sono parte distintiva e caratterizzante di queste belle produzioni normalmente della durata di 3 ore e mezzo…. ma è sempre meglio di nulla.

Anche in questo caso vale l’appello di molti critici televisivi che ritengono la programmazione di terza serata e quella estiva, molto spesso migliore di quella di prima serata in alta stagione. Amori con…turbanti è una grande occasione di incontrare un cinema alternativo, ma dalla lunga e gloriosa tradizione, che da qualche anno si sta sforzando di occidentalizzare il suo prodotto per poterlo esportare su più ampia scala. Cuori in onda (Salaam Namastee), ad esempio, una frizzante commedia del 2005 andata in onda mercoledì scorso, è ambientato a Sidney e tratta temi piuttosto inediti per il cinema indiano, come la gravidanza extraconiugale, la convivenza e l’indipendenza dalla famiglia. Ma soprattutto si concede un bacio tra i due amanti… cosa che per i nostri canoni sarebbe un fattore marginale ma nel loro comune senso del pudore invece è estremamente lincenzioso.

Con questa nuova generazione di commedie il cinema di Bombay si prepara a crescere sensibilmente il suo già considerevole numero di spettatori, che nei casi migliori arriva già al miliardo di persone (considerando solo la visione al cinema… poi ci sarebbe il DVD, il passaggio televisivo ecc.). Evidentemente questi calcoli e queste considerazioni sono già stati fatti dalle aziende più intraprendenti, che infatti hanno abbondantemente rifornito gli attori di abbigliamento e accessori alla moda; Diesel e Adidas su tutti.

La strada è segnata e molte aziende del made in Italy potrebbero e dovrebbero seguirla. Per info: p.latini (at) oratorio.biz

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