Arrvano le Web Novelas
A breve nel portale della Univision (www.univision.com), il più grande network americano in lingua spagnola, si inaugurerà “Vidas Cruzadas”; una telenovela declinata per il web e realizzata in collaborazione con Endemol e Amistad Production.
In tutto 15 episodi di 5 minuti ciascuno, visibili gratuitamente da tutti gli iscritti al sito.Il plot è probabilmente ispirato all’omonimo film di Robert Atlman del 1993, che a sua volta era stato tratto da un racconto di Raymond Carver. Il prodotto ha tutte le caratteristiche per essere qualitativo, oltre che per la produzione anche per il Cast (Kate del Castillo e Guy Ecker), che nel suo genere è di assoluto prestigio, tanto da vantare numerosi fans e siti a loro dedicati. Interessantissimo è anche notare come il progetto avrà una “mobile extensions” di cui però al momento si hanno poche notizie. Di certo si sa solo che i fans del serial potranno interagire tra loro.
Tutto questo è stato possibile grazie ad un budget cospicuo che la produzione è riuscita a raccogliere attraverso un massiccio ricorso al product placement, al tie-in e alla creative utilization. Le aziende coinvolte infatti, oltre al posizionamento dei prodotti negli episodi, potranno dialogare con in fans iscritti al portale e a quelli abbonati alla mobile extensions.
Ma non solo, all’interno del portale ci sarà anche una lotteria legata a Vidas Cruzadas, un concorso il cui premio è un cameo in un episodio, interviste degli attori in esclusiva ed altri gadget. Tutte opportunità offerte anche agli sponsor, che avranno così l’opportunità di una visibilità ben segmentata e non invadente. Questa promozione infatti, è bene ricordarlo, non implica mai l’interruzione della trasmissione o della navigazione e non interferisce se non per espressa scelta dello spettatore.
La Univision già in altre occasioni si era distinta per capacità di innovazione, creatività e sviluppo di contenuti originali, tanto da meritare la fiducia del Colosso Endemol ed una numerosa schiera di aziende che la seguono e la sostengono nel suo percorso di reinterpretazione dell’entertainment ma anche dell’advertising.



