YouTube Generation

Il consumo di informazione negli Stati Uniti si va sempre più decisamente orientando al web. Nei mesi da aprile ad agosto i portali dei più prestigiosi quotidiani hanno registrato un incremento del 65% di visualizzazioni dei video proposti, raggiungendo l’incredibile quota di 3,4 miliardi. Gli analisti ritengono che questo significativo incremento sia in buona parte dovuto alla crisi seguita alla catastrofe ambientale del Golfo del Messico, che ha tenuto con il fiato sospeso mezzo continente, ansioso di aggiornamenti costanti circa la sua evoluzione. Gli stessi analisti però ritengono che una volta familiarizzato con il mezzo, il pubblico tenderà a familiarizzare e quindi a fidelizzarsi, consolidando in buona parte il risultato. A confortare questa tesi anche due diverse indagini di mercato che hanno rilevato come il 70% dei media planner intensificherà l’investimento in mobile advertising. Interessanti sono anche gli obiettivi che questi intendono ottenere dalla pianificazione in questi mezzi: il 65% ha come intento quello di migliorare la brand awareness mentre solo 21% intende in questo modo raggiungere il pubblico giovanile ed infine un modestissimo 12% ha aspettative di vendita e/o di e-commerce.
Le aziende che già sono impegnate in queste attività hanno notato come il traffico video sia originato in modo più efficiente e rapido attraverso link di Facebook e Twitter in luogo dei tradizionali search engine.
Due sono le riflessioni che si possono fare:
1)
gli investimenti in visibilità passano quindi attraverso strategie di comunicazione orizzontali più che verticali
2)
i video virali e la placement popularity funzionano meglio, ai fini promozionali, degli ormai istituzionali motori di ricerca.
Bollywood: intervista a Paola Ricotti
Questa mattina a Venezia, in pieno Festival del Cinema, ho incontrato la mia amica Paola Ricotti e le ho chiesto di parlarmi di Bollywood, che conosce molto bene perché ci lavora da tanti anni. Paola è una raffinata e creativa imprenditrice che realizza eventi per i marchi in assoluto più prestigiosi al mondo nel settore moda e lusso. Per saperne di più su qui ci sono due link: roomservicefilm e Lunapiena . Nella nostra chiacchierata abbiamo esplorato il rapporto tra attori e pubblico indiano (diametralmente opposto a quello che lega le star di Hollywood ai propri fans), ma anche cosa significhi per un indiano un film e quali siano le figure e le professionalità che popolano il più performante dei distretti cinematografici . Alla fine abbiamo scoperto che gli occidentali da sempre sono attratti dalla magia dell’India, ma da un po’ di tempo anche gli indiani ammirano incondizionatamente l’occidente…. e Bollywood, anche se molto distante, e sempre più vicina.
Ancora un po’ di pazienza

Sono ancora a Venezia in questi giorni e non riesco a postare. Ma ho preparato un’interessande intervista che a giorni pubblicherò. Vi piacerà.
Marchio, simbolo e metafora
C’é un film tedesco del 2009, “L’onda”, che racconta la storia vera di un esperimento fatto da un professore di un Liceo con la sua classe, per ricreare le condizioni che hanno portato all’avvento del nazismo (disagio sociale, assenza di valori, difficile situazione economica e bisogno di una leadership forte). Le intenzioni dell’insegnante di proporre la storia in un modo alternativo hanno avuto però delle conseguenze inimmaginabili e drammatiche, che hanno cambiato per sempre la vita del professore e di tutto l’istituto. Il film ha sconvolto l’opinione pubblica in Germania e fatto parlare di se moltissimo in tutto il mondo. In una scena del film, uno dei ragazzi più “coinvolti” dall’esperimento, prende tutti i suoi vestiti, le sue scarpe e i suoi accessori di marca Nike, li mette in una carriola, li riempie di benzina e quindi gli dà fuoco. Efficace come immagine, questo è sicuro. Sia per spiegare gli sviluppi psico-emotivi del ragazzo sia per fotografare una leadership economica che ha saputo trasmettere dei valori (vigorosamente rifiutati dal liceale neonazi) e ha saputo identificarli in un logo. A quel punto distruggere un baffo bianco su una maglietta significa dichiarare guerra ad un sistema. Non è certo una teoria nuova o un gesto inedito, ma in quel contesto e attraverso quel mezzo, ovvero un film, quello che realmente accade è che un product placement decisamente negativo, potrebbe trasformarsi in uno invece positivo perché contro-metafora di un delirio. Qui non stiamo quindi parlando, come invece spesso accade, di un placement correlato ad un personaggio negativo che però magari affascina e potrebbe quindi risultare efficace per il brand. Non stiamo nemmeno parlando di un placement negativo nel senso che il prodotto viene sputtanato (questo non accade mai per evitare il rischio di querele o peggio). In questo caso una multinazionale nel mirino dei tanti contrari alla globalizzazione, diventa il simbolo di una contro rivoluzione, di una autonomia intellettuale e di un sano approccio alla vita. Forse il contrario di quello che realmente è Nike, ma che invece potrebbe indicare una nuova via da far esplorare al suo dipartimento Marketing.
Telefilm – la nuova stagione U.S.A.

Da qualche anno eravamo abituati a seguire praticamente in contemporanea la programmazione dei serial americani, e questo ci dava grandi soddifsazioni. Con la nuova stagione invece il loro palinstesto è a dir poco alieno rispetto a quanto ci sarà dato di vedere da queste parti. Le motivazioni sono un grande numero di prime stagioni (addirittura 20: Mike & Molly, Hawuaii Five-O, Lonestar, The Event, Chase, No Ordinary Family, Detroit 1-8-7, Running Wild, Better Together, The Whole Truth, Hellcats,The Defenders, LA & Order LA, My Generation, Undercovers, Nikita, Outsourced, Love Bites, Body of Proof, Outlaw) che i nostri network per il momento non si sono fidati di acquistare, eccetto mi pare per L&O-LA. Un secondo non trascurabile fattore sono I gusti, che mai come nelle ultime stagioni sono stati distanti. Negli USA infatti continuano a spopolare serie che qui da noi hanno fallito (Two and Halfl Men, Gossip Girl, 90210, Big Bang Theory ecc.) e viceversa. Voglio essere sincero, per il product placement questo non è bene, ma se vogliamo prenderla dal lato positivo sicuramente questa rivoluzione permetterà una eccellente segmentazione del mercato. Ad ogni modo eccovi la guida ai serial americani per la stagione autunnale.
Fall TV Schedule 2010-2011
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Monday |
8:00pm |
8:30pm |
9:00pm |
9:30pm |
10:00pm |
10:30pm |
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| ABC | Castle | ||||||||
| CBS | How I Met Your Mother | Rules of Engagement | Two and a Half Men | Mike & Molly | Hawaii Five-O | ||||
| CW | 90210 | Gossip Girl | |||||||
| FOX | Lonestar | ||||||||
| NBC | Chuck | The Event | Chase | ||||||
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Tuesday |
8:00pm |
8:30pm |
9:00pm |
9:30pm |
10:00pm |
10:30pm |
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| ABC | No Ordinary Family | Detroit 1-8-7 | ||||||
| CBS | NCIS | NCIS: Los Angeles | The Good Wife , | |||||
| CW | One Tree Hill | Life Unexpected | ||||||
| FOX | Glee | Raising Hope | Running Wilde | Local | ||||
| NBC | Parenthood | |||||||
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Wednesday |
8:00pm |
8:30pm |
9:00pm |
9:30pm |
10:00pm |
10:30pm |
|||
| ABC | Better Together | Modern Family | The Whole Truth | ||||||
| CBS | Survivor | Criminal Minds | The Defenders | ||||||
| CW | Hellcats | ||||||||
| FOX | Lie to Me | Hell’s Kitchen | |||||||
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NBC
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Undercovers | Law & Order: SVU | Law & Order: Los Angeles | ||||||
Not for Nothing

Fino a qualche anno fa gli schemi di Hollywood erano più chiari. C’erano i produttori, gli studios, i registi, gli sceneggiatori, gli attori ecc. Oggi capita spesso invece, che produttore, regista e attore convergano nella stessa persona. Gli studios poi si fondono insieme, si dislocano in Canada, India, Cina, Europa, vengono acquistati da colossi giapponesi produttori di tecnologie come il digitale ed il 3D, modificando radicalmente le scelte creative di sceneggiatori e registi, obbligati a confrontarsi con le politiche commerciali e distributive su scala mondiale. Ma a parte questi grandi cambiamenti ce ne sono altri, più sottili ma non meno interessanti. Una volta ad esempio New York era utilizzata prevalentemente da registi di culto nati nella grande mela (Woody Allen, John Carpenter, Amos Poe ecc.) o per i contesti invernali con sciarpa e cappotto (prevalentemente sentimentali, di riscatto o polizieschi). In California invece si giravano tutti i film (e telefilm)“estivi” di ogni genere e formato. Ora non è più così e New York è sempre più spesso la cornice di commedie estive come nel caso di “Not for Nothing”, che si comincerà a girare la prossima settimana. Le ragioni di questo cambio di “set” sono più d’una. Da una parte Los Angels ha perso smalto in termini di appetibilità, non riuscendo più ad esprimere la sua tipica cultura a base di musica west coast, cura del fisico, del look e follie creative legate al tempo libero. E questo non solo a causa della grave crisi economica che ha reso tutto ciò inappropriato. Read more
Gadda e la Cognizione delle Guzzi

Se io fossi alla Guzzi un pensierino ce lo farei.
Non sono molti i marchi entrati a pieno titolo nell’immaginario collettivo, e meno ancora quelli che addirittura anche nella cultura (e non sto parlando di quella popolare ma della più esclusiva). La Moto Guzzi ha una tale storia di successi agonistici e un attaccamento all’azienda di una parte non trascurabile dello zoccolo duro dei motociclisti, che potrebbe vivere di rendita anche dopo il più apocalittico dei 2012 possibili.
Giustamente invece l’azienda è proiettata al futuro (perché è proprio così che si costruisce la storia, che una volta passata si chiama cultura e/o mito) e pare stia pensando a cose azzardatissime da combinare con le loro ultime e bellissime creazioni. C’è però un verbal mention degli anni ‘30, ovvero collezionato dopo appena una decina d’anni dalla nascita del prima Guzzi, che è talmente clamoroso, efficace, elegante, prestigioso e freschissimo per attualità, da meritare una riflessione. Sto parlando di uno dei migliori romanzi italiani del ‘900 e del più elegante e dotato scrittore del secolo: rispettivamente l’Adalgisa e Carlo Emilio Gadda (mi assumo la piena responsabilità del giudizio, nella certezza di non poter essere contraddetto). Vi estrapolo per comodità alcuni tratti così’ ci si capisce meglio, ma prima una doverosa premessa. L’Adalgisa è un romanzo speciale che si muove su due diversi livelli di lettura dipendenti ma non subordinati. Il primo livello è il testo della narrazione ed il secondo livello sono le note a fondo pagina, che sono esse stesse parte integrante del romanzo, spesso piuttosto estese e confezionate con grande stile. Il primo capoverso della citazione è quindi da riferirsi al testo narrante, mentre il secondo costituisce la nota n.5 al detto romanzo:
“Il semovente cocchio, con attaccato un cotal ciondolaccio, vittoriose motociclette lo sopravvenivano e gli percorrevano male odoranti pendendo in una perfida giostra, buttatesi tutte in una volta e in un fiato a quella ribalda gimcana…. Nel piroettante cosmo della Viscosa e delle moto Guzzi, col pericolo di vedersi ribaltato a ogni giro lui e il cocchio e il cocchiere e la padrona, e dama, ……
“Moto Guzzi: motociclette di fabbricazione Guzzi. Officine Guzzi a Mandello del Lario, ramo che volge a mezzogiorno, o quasi, riva orientale, dopo un po’ di golfi e di seni da Lecco. Sparso, il borgo, sull’ampio ventaglio della deiezione. Guzzi! Nome vivo e dirò palpitante nella sistole-diastole d’ogni italico centauro.”
Alle volte, senza troppo penare dietro a starsystem……
Empires of the Deep: cosa ci insegna il modello cinese

Immaginate la versione subacquea di “Avatar”, questo è grosso modo il concept di una produzione CinoAmericana che si sta girando in questi giorni in Cina. L’ottimo canale Euronews ha intervistato ieri un paio di responsabili della sua realizzazione, che nell’illustrare le ragioni di questo progetto credo abbiamo colto almeno un paio di punti essenziali per il futuro dell’entertainment. Il primo di questi ha a che fare con i costi di produzione; in Cina costano 10 volte meno e per un lungometraggio con queste caratteristiche (dove la realtà virtuale e la post-produzione rappresentano la grande maggioranza dei costi e dell’impegno), ciò significa un taglio dei budget nell’ordine dei 7 zeri. Ovvero un soglia di accesso molto più ampia a disposizione di molte più produzioni, anche non americane, magari europee, indiane e cinesi appunto. Ovviamente questo implicherebbe, come già successo per tutte le nostre imprese manifatturiere, una dislocazione all’estero dei centri produttivi, del know how e soprattutto degli investimenti. La tendenza immagino sia irreversibile, anche se drammatica per molti aspetti. Il secondo spunto di riflessione entra dritto nel merito della discussa tecnica Read more
Non ci sono (ancora) le mezze stagioni

Ieri sulla home page di Corriere.it era pubblicata la notizia che per tutto il periodo estivo nessun canale avrebbe programmato nuove stagioni o peggio nuovi format. La qual cosa fa il paio con un post apparso sempre ieri su cineblog, che si lamentava della assenza di programmazione commerciale nei cinema Italiani. Dopo qualche stagione sperimentale nella quale si sono proposti veri e propri blockbuster durante l’estate (con risultati altalenanti ma non decisamente negativi) si è evidentemente deciso di ritornare al passato. In entrambi gli interventi si leggeva una nota di biasimo per questa involuzione ma personalmente non sono d’accordo. La stagione estiva italiana infatti, ha offerto spesso ai cinefili eccellentissime opportunità. Negli ultimi due anni ad esempio, sulla RAI si programmano belle commedie Bollywoodiane (che questo blog palesemente appoggia e apprezza da sempre), così come su altri canali si rispolverano interi generi non “commerciali” come le commedie italiane dei mattatori, la nouvelle vague, i corti ecc. Con l’avvento dei canali digitali questa tendenza si è addirittura accentuata e si sta imponendo come un vero e proprio modello che auspico si possa consolidare. I cinema all’aperto infine, fanno il resto ripresentando il meglio della passata stagione, i vincitori degli ormai numerosi premi internazionali del cinema di qualità e/o indipendente, i film in lingua, i classici rimasterizzati e godurie varie. La via italiana all’entertainment estivo insomma è una eccellente occasione… speriamo che qualcuno se ne accorga.
Down and Dirty Pictures: Il Film per chi ama I Film

E se vi dicessi che si sta per girare un film che parla di un libro che parla di film? Sembra una filastrocca di Branduardi, invece è quello che faranno tra poco Matthew Perry, Vincent D’Onofrio, Hugh Dancy, Toby Jones, ed Elias Koteas.
Down and Dirty Pictures è un grande libro di Peter Biskind (lo stesso che ha scritto Easy Rider per intenderci), che racconta quel magico periodo del cinema indipendente americano a cavallo tra gli anni ‘80 e ‘90, nel quale sono stati scoperti registi ora di culto come Steven Sodenbergh, Quentin Tarantino e una dozzina d’altri. Molto del libro (e quindi del film), gira attorno al Sundance Film Festival di Robert Redford, che è stata la prima vetrina per questi innovatori del linguaggio, così come per i più controversi fratelli Winstein, fondatori della “Miramax“, che proprio all’inizio di quest’anno ha chiuso forse per sempre, se si considera che proprio qualche giorno fa si è ufficializzato il fallimento delle tratttative con la Disney per il suo salvataggio. Il film viene prodotto dalla Celsius, compagnia londinese specializzata nella produzione e distribuzione di film nel circuito indipendente, mentre dietro la macchina da presa troveremo Kenneth Bowser (lo stesso di Easy Rider e voce ufficiale della Sex & Drugs & Rock’n Roll Generation). La sceneggiatura è dello stesso Biskind, il quale ha voluto dare alla storia il taglio della commedia satirica dove meteore impazzite e geni disadattati girano attorno a conferenze stampa, premiazioni, sceneggiature, dialoghi e altre surrealtà.
Ultim’ora: Berlin How We Met

Avete presente quel progetto che riunisce i 10 migliori registi tedeschi più una ventina di Star, già in odore di nomination e già ricca di sponsor?. Ne abbiamo parlato qualche giorno fa su questo post. Bene, ho appena saputo che le riprese sono state procrastinate, forse addirittura di 4 o 5 mesi. Non conosco al momento altri dettagli ma conto di averne nei prossimi giorni. Quello che penso è che, forse, però, per certi versi, questa è una buona notizia. Abbiamo più tempo per organizzare un’attività di placement no?
Change Up

E’ una di quelle classiche parole inglesi dai molti significati. Per gli appassionati di baseball ad esempio, è un lancio un po’ bastardo che cala improvvisamente di velocità, facendo girare a vuoto la mazza del battitore. I cultori della velocità sapranno che significa anche cambiare marcia, ma più in generale viene usata per intendere un cambiamento importante nella propria vita. Nel caso della Comedy prodotta dalla Universal Pictures, invece, il cambiamento in questione è quello del corpo. Ossia due amici che decidono di scambiarsi i corpi e vivere le esperienze dell’altro. Il punto è che tra loro sono diversissimi, il primo è un coscienzioso padre di famiglia, mentre il secondo un clamoroso perdigiorno.
La storia è stata sceneggiata da Jon Lucas e Scott Moore, che hanno già lavorato insieme a cose molto carine come Chicken Little, The Hangover e Four Crhistmases. I ruoli principali saranno di Ryan Reinolds (+160% di popolarità questa settimana secondo lo StarMeter) e Jason Bateman (+32% StarMeter). Le riprese cominciano ad ottobre ed il set sarà allestito ad Atlanta in Georgia. Allora, in merito alle opportunità di placement, sono talmente tante e varie che le possibilità di successo per un prodotto originale, bello o prezioso sono ottime. Siccome questo è anche uno dei rari casi dove c’è anche un po’ di tempo per programmare per bene le cose.. beh ragioniamoci sopra seriamente.
Il video del Lolla Mobile
In aggiunta al post sul Lollapaloosa Mobile Placement e più in generale sulle Mobile TV, mi sono fatto prestare questo video dalla produzione.
E’ fatto bene è piuttosto chiarificatore.
Lolla Mobile

Nonostante che Lollapaloosa sia il più antico e popolato festival rock del mondo, di sicuro è anche il più dinamico. E’ di qualche giorno fa la notizia di un accordo con Go Tv per la distribuzione dell’evento anche attraverso il suo syindicate. Go Tv è un intelligente produttore di contenuti media dedicati alla mobilità (telefonini, iPad ecc.), che oltre ad essere il più grande e qualificato nel suo campo, per me rappresenta il futuro dell’entertainment. Ad ogni modo l’accordo con Lollapaloosa prevede tre diverse opzioni. La prima, denominata “Branded Video Content”, consente la sponsorizzazione di 15 video del Lollapalossa nei quali è possibile integrare anche un video istituzionale del brand sponsor. La seconda opzione è la “Sponsored Channel Takeover” dove è addirittura possibile creare un canale dedicato allo sponsor, attraverso il quale distribuire 35 video dell’evento. La terza opportunità detta anche “Silver Package” prevede una visibilità “on stage” ed oltre 50 video distribuiti con la brand integration dello sponsor.
Se posso permettermi un consiglio, ritagliatevi una mezz’oretta del vostro tempo per studiarvi il sito e la proposta di GO TV. Lo dico senza interesse personale (purtroppo).
Berlin How We Met

Forse per festeggiare i 20 anni della caduta del muro, a Berlino stanno per cominciare le riprese di Berlin How We Met. Una bellissima produzione affidata ai 10 più affermati registi tedeschi, ognuno dei quali dirigerà uno dei 10 episodi del lungometraggio. Il filo conduttore e l’obiettivo del progetto è raccontare le mille sfaccettature, le grandi ricchezze attrattive, la gente ed i luoghi della Berlino post muro. Ogni regista avrà a disposizione due star del cinema (anche non tedeschi) e per questo uno dei claim dell’operazione è proprio “Ten Directors, Twenty Stars. A parte il curioso fatto che già si parla di nomination ad un paio di festival tra i più prestigiosi (probabilmente dati sulla fiducia considerato che non sono nemmeno cominciate le riprese) il fatto notevole è sicuramente l’appoggio di sponsor che sostengono il progetto. Si parla di brand leader come BMW, Hugo Boss, Universal Pictures, Air Berlin, la rivista Bild e parecchi Altri. E’ evidente che diversi di questi saranno anche impiegati come product placement, oltre che naturalmente essere presenti nel sito che per altro è fatto davvero bene. Ci sono però ancora opportunità per partecipare al progetto. Anche se i tempi sono stretti, la visibilità di questo film è davvero promettente come pochi e già ambisce a diventare un cult.



