24 Hour Restaurant Battle

19 01 11Quando mi chiedono quale sia le merceologia più indicata per il product placement, sono sempre indeciso se assegnare il primo posto al settore abbigliamento o a quello del food. Naturalmente ce ne sono molti altri che meritano il podio, ma questi due in effetti hanno potenzialità espressive superiori. Esistono molti TV Show, come il più volte citato Martha Stewart Show (che ritengo essere il prototipo dell’eccellenza per i prodotti enogastromici), i quali vivono una simbiosi inscindibile con cibi e bevande. Questo fattore rende il product placement un’inevitabile scelta artistica per il programma, al punto da sviluppare attorno al produttore (o al marchio) una percezione di prodotto molto alta e bene veicolata a costi contenutissimi. E’ questo il caso di 24 Hours Restaurant Battle, che a marzo ritorna con la seconda stagione, dopo un’eccellente esordio sempre su FoodNetwork (a proposito ci sono canali tematici che riescono a segmentare in profondità il pubblico). L’idea del programma è quella di dare l’opportunità ad una coppia (coniugi, o fratelli, o cugini o amici è lo stesso) che ritenga di avere talento per la cucina l’uno e talento per il servizio in sala l’altro, di cimentarsi in un ristorante vero con clienti non solo reali ma addirittura assaggiatori, critici e commentatori professionisti. Il programma si svolge per metà nelle cucine e per metà nella sala, dove al centro delle conversazioni e degli eventi ci sono sempre cibi, bevande, condimenti, prodotti alimentari ecc. Una volta di più il made in Italy la può fare da padrona e sinceramente non riesco ad immaginare un mezzo migliore per promuovere un prodotto del food o del beverage. Niente costi di creatività, niente di panificazione ma invece una sinergia integrata e bidirezionale.

Adesso si fa sul serio

17 01 11Ho ricevuto la lista di tutte le produzioni del primo semestre di Hollywood. Un elenco di quasi 300 produzioni suddivise tra Features Film e TV Show. Di ciascuna di queste ho a disposizione scheda tecnica e sceneggiatura, oltre alle opportunità di product placement e brand integration possibili. Erano anni che non si registrava un numero così elevato di progetti in essere, ciò è dovuto in parte al miglioramento della situazione economica interna (ma anche internazionale) e in parte all’allargamento del mercato per questo tipo di prodotti. Recentemente infatti anche paesi un tempo molto ostili all’occidente hanno iniziato ad importare produzioni americane ed altri, come la Cina, stanno incrementando con percentuali a due cifre gli acquisti di entertainment. Tutto il materiale che ho raccolto è frutto di un grande lavoro di ricerca ma anche di trattativa con gli Studios e questo risultato può considerarsi un esclusiva mondiale. Le aziende interessate potranno visionare i documenti su richiesta e con patto di riservatezza.

Havana Heat prende Vyrus

13 01 11Ecco un caso esemplare di Product Placement. Nemmeno un mese ho raccontato su questo blog della bella sceneggiatura su cui si posava la produzione di Havana Heat. Proprio la figura della cattiva ma affascinante killer in pelle nera e moto futurista, ha ispirato il patron della Vyrus, il quale ha proposto agli Studios di utilizzare uno dei suoi gioielli. L’idea è piaciuta così tanto che lo sceneggiatore si è offerto di riscrivere alcune scene proprio in virtù delle peculiari caratteristiche della moto, che a suo dire merita di essere valorizzata. Alla fine il film vedrà una Vyrus sin dalla scena di apertura ed un intero inseguimento che è attualmente allo studio proprio con lo scopo di profilare il personaggio assieme alla sua “Vyrus”. Si tratta di un caso con non troppi precedenti, che oltretutto assume ogni giorno più corpo anche in considerazione del fatto che proprio ieri è stata ufficializzata la presenza di Samuel Jackson e Kurt Russell, oltre ai già confermati Jean Claude Van Damme and Joey Lawrence. Non posso rivelarvi il costo dell’operazione, ma posso dirvi che è inferiore ad un set dressing (ovvero il meno pregiato dei placement) di qualche secondo.

Musica e Amori al tempo di Harvard

E’ ora di pensare a “A Great Education”  perchè è prossimo allo shooting. Uscita dalla eclettica e originale penna di Chris Keyser (Cenerentola a New York, Cinque in famiglia, Sisters, Avvocati a Los Angeles e tanto altro), e’ la storia di un ragazzo di umili origini che riesce ad entrare ad Harvard. Subito viene arruolato come cantante in gruppo e fa in tempo anche ad innamorarsi di una bella ragazza dell’alta società. Da li cominciano i suoi guai. Keyser, che ad Harvard ha studiato veramente e si è laureato con il massimo dei voti e la lode, farà recitare nel suo film Emma Roberts  (Blow, Unfabulous, Aquamarine, Nancy  Drew…), William Moseley (Le Cronache di Narnia) e Ben Kngsley (Ghandi, Schindler’s list, Shutter Island…) a partire dalla metà di questo mese negli Studios di Vancouver in Canada. Il progetto è ideale per coloro che desiderano dialogare con l’universo giovane o giovanile, sofisticato e sensibile. Data di uscita del film e distribuzione non sono ancora noti ma provvederò a tenervi aggiornati.

Censura o Controllo?

08 01 10Da 24 ore si è scatenato nella rete una feroce discussione attorno alla regolamentazione sui mezzi di comunicazione, che potrebbe avere risvolti molto significativi in tutto il mondo. Il motivo del contendere è stata la pubblicazione di uno studio che riporta il parere del pubblico americano in merito all’intervento o meno della potente Federal Communication Commission per la regolamentazione di internet. Il responso in realtà parla chiaro: il 54% degli intervistati non vuole l’intromissione dell’FCC sul web, un 25% è incerto e solo il 21% desidera una regimentazione dei contenuti della rete. Alcuni bolggers  hanno fatto subito notare come probabilmente le domande poste al panel fossero prive del contesto necessario a comprendere le conseguenze che in entrambi gli scenari si prospettano. Un non intervento della FCC ad esempio significherebbe, tra le altre cose, uno sdoganamento senza controllo di contenuti pornografici o imbarazzanti, lessico turpe e naturalmente pubblicità occulta o subliminale, apologia indebita, sedizione ecc. ecc. Viceversa una gestione dei contenuti da parte dell’Istituzione pubblica implicherebbe probabilmente una censura secondo il filtro della morale dominante, degli interessi dei cosiddetti “poteri forti” (lobby), e naturalmente della politica e del business. Nessuna delle due scelte in verità pare idilliaca ed è per questo che personalmente non sono molto convinto da quel modesto 25% di incerti, che invece dovrebbe essere più alto se prima non venisse chiarito poteri e limitazioni della FCC. Storicamente i suoi interventi, è doveroso dirlo, sono stati limitati e raramente contestati e da qui la sua autorevolezza e potenza. Unico atto controverso degli ultimi 20 anni proprio quello a favore del product placement. Per ben tre volte infatti, sollecitato dalle associazioni dei consumatori, dal parlamento e dal mondo dell’entertainment, la Federal Communcation Commission si è sempre dichiarata favorevole ad un loro inserimento nei programmi, ritenendolo “una risorsa per il mondo dello spettacolo ed un occasione di sviluppo per l’economia. Essendo questo strumento facilmente identificabile per un pubblico maturo ed informato”.  Da qui la legittima deduzione che forse alcune fasce di spettatori (come i bambini, e gli anziani….) ragionevolmente meno strutturati per discriminare queste tecniche, dovrebbero esserne “esentati”. Una linea che in Europa ha trovato già molti sostenitori. Con diverse sfumature ed intransigenze, infatti, tanto in Francia, quanto in Gran Bretagna ed Italia, alcune buone leggi sono già in vigore. Non è improbabile però che l’esito di questo dibattito tutto americano possa spostare (e di molto), in un verso o nell’altro, l’ago della bussola. Oltre il 60% di tutte le produzioni cinema e TV dell’Occidente, infatti provengono da quel Paese.

21 Jump Street

04 01 11 2In Italia si chiamava “I quattro della scuola di polizia” e andava in onda sul finire degli anni ‘80 con un giovanissimo Johnny Deep, forse alla sua prima apparizione video. Era un bel telefilm che per 5 stagioni ha seguito il lavoro di una squadra di polizia di Los Angeles (la 21 Jump Street appunto) impegnata a combattere la delinquenza minorile. Per infiltrarsi senza destare sospetti i poliziotti dovevano avere un aspetto giovanile, ecco quindi il reclutamento di quattro ragazzi poco più che adolescenti. La versione cinematografica prodotta dalla Colombia Pictures sarà nei cinema nel 2012 e non nell’estate di quest’anno come si pensava in  un primo momento. Il film è diretto dal giovane e bravo produttore, regista e attore Phil Lord,  mentre il ruolo da protagonista sarà affidato a Johnan Hill (40 anni vergine, Cambia la tua vita con un click, Molto incinta ecc.). L’attore ci tiene a far sapere che non ha nessuna intenzione di scimmiottare Johnny Deep e che oltre al personaggio, nemmeno il suo ruolo sarà simile. Il film è un divertente action movie che racconta il ritorno a scuola di alcuni polizziotti, per combattere lo spaccio della droga. Non una parodia del serial quindi, ma una bad-boy story ambientata in un College.

Havana Heat

22 12 10Ho avuto una serie di indiscrezioni direttamente dallo sceneggiatore di Havana Heat (+11% di popolarità questa settimana). La trama, già nota, si dipana tra gli splendidi paesaggi cubani fatti di spiagge, architetture coloniali, auto d’epoca americane e tanta musica. E’ una storia di intrighi, spie, omicidi ed inseguimenti; un action thriller insomma. Quello che solleticherà di più di questo progetto però sarà un personaggio che solitamente in questo genere di film è una figura poco memorabile: il cattivo. Innanzitutto vi è da dire che non sarà “un cattivo” ma “una cattiva”, guiderà una moto ipertecnologica, sarà abilissima negli inseguimenti, killer spietata, elegante e fatale allo stesso tempo, latino americana e sempre vestita di pelle nera. Al momento giusto saprà però anche essere umana e sensibile, un personaggio complesso e sfaccettato che porterà dalla sua parte una grossa fetta di pubblico come solo Rosa Klebb nel 1963 (James Bond – dalla Russia con Amore) ha saputo fare. Il film comincerà le riprese a fine gennaio, tutti quei marchi che vorrebbero abbinarsi a questa inedita e magnetica figura si facciano avanti.

L’eleganza di “A Late Quartet”

19 12 10Il “Moviemeter”, l’indice di popolarità e gradimento dei film negli U.S.A., premia questo elegante e intenso film con un 14% di crescita nell’ultima settimana.  “A Late Quartet” comincerà le riprese  tra poco meno di un mese e si tratta di una eccellente occasione per valorizzare prodotti in sintonia con il raffinato mondo della musica classica, i teatri, e tutto quell’ambiente colto e selettivo che gli fa da contorno. La storia è stata scritta dal regista “Indi ” Yaron Zilberman divenuto famoso con il documentario “Watermarks”. L’ispirazione a Zilberman è venuta durante un suo viaggio in Europa, durante il quale ebbe occasione di partecipare ad alcuni concerti di musica da camera. Quel contesto gli sembrò la chiave perfetta per esplorare e raccontare la complessità dei rapporti umani. Il progetto ha quindi preso forma attorno ad un quartetto di archi che dopo 25 anni di concerti insieme perde il  leader a causa del Parkison e questo scatena dinamiche di competizione tra gli altri componenti che si intrecciano con le vicende private di ciascuno. Il cast è composto da attori eccellenti e perfetti per i loro ruoli, che si sono già confrontati con film di culto estremamente pregiati: Philip Seymour Hoffman (Capote, il Dubbio…), Jeremy Northman  (Gosford Park, Mimic, Possession,..), Catherine Keener (Essere John Malkovich, Capote, Friends with Money…), Christopher Walken (Il Cacciatore, Pulp Fiction,  Prova a prendermi), Imogen Poots (28 Weeks Later, V per Vendetta, Solitary Man). Infine una curiosità: il perfezionismo del regista e la qualità stilistica del film sono anche confermati dalla consulenza artistica garantita al progetto da quartetto d’archi “Brentano String Quartet”, considerato uno dei più prestigiosi quartetti attualmente in attività.  Occasione bella e rara questa, che le festività natalizie non dovrebbero distrarre dal considerarla molto molto seriamente per progetti di Product Placement.

I DON’T KNOW HOW SHE DOES IT

10 12 12Sarah Jessica Parker, abbandona I panni della terribile ragazza upper class newyorkese per vestire quelli di un broker della City londinese. In questo caso però è anche mamma e deve fare dei gran numeri per conciliare I due ruoli. La commedia è basata sull’omonimo best seller di Allison Pearson che a febbraio sarà il libreria con il nuovo romanzo “I think I love you” Alla regia il grande sceneggiatore e premio Oscar Douglas Mc Grath, famoso per aver scritto opere come Emma, Nicholas Nicklebly, Una spia per caso, Nata ieri, ma anche il serial Avvocati a Los Angeles,  e soprattutto il Saturday Night Live, dove ha lavorato per Bill Murray, Jimmy Cliff, Charlene Tilton e tanti altri. Le riprese inizieranno a  Londra a metà gennaio. Un progetto questo molto adatto per il product placement di case di moda di alta fascia, accessori per l’abbigliamento e soprattutto tutta la gamma di utilità per l’infanzia a cui le mamme attente e sofisticate non potrebbero rinunciare. Si tratta di un’occasione rara per il comparto kids, che dovrebbe essere sfruttato. Le premesse di questo film infatti sono molto buone.

Looper

06 12 10Ecco un interessante film del genere Futurista carico di Suspence, che è stato dedicato ad un target giovane o giovanile (17-39 anni). Sto parlando di “Looper”, un termine che in genere serve ad indicare persone troppo distaccate dalla realtà o comunque fissate su cose e argomenti almeno apparentemente irreali e irrisolvibili. La storia racconta di un gruppo di Killer che viaggia nel tempo compiendo delitti per conto del crimine organizzato. La cosa parecchio interessante è che Bruce Wills e Jospeph Gordon Lewitt (Inception, G.I. Joe, 500 giorni insieme) interpreteranno lo stesso personaggio, “Joe”, che a seconda dello spazio-tempo nel quale si svolge l’azione sarà appunto Lewitt (Joe) o Willis (Il Vecchio Joe). Il ruolo femminile è invece affidato a Emily Blunt (Il diavolo veste Prada, The Young Victoria, Wolfman), attualmente impegnata anche nelle riprese di “The Muppets. Il film è stato scritto e sarà diretto dal bravo e giovane Rian Johnson, che nella sua carriera aveva già firmato anche “Brick” nel 2005, con il quale ha vinto il prestigiosissimo Sundance Film Festival e “The Brothers Bloom” nel 2006, non ancora arrivato nelle sale italiane. Le riprese cominceranno alla fine di gennaio e vedranno come location New Orleans e la Cina. Del progetto non verrà rilasciata la sceneggiatura completa, ma le aziende interessate al product placement o al brand integration riceveranno parti consistenti dello script.

Sul set del ” The Paul Reiser Show”

03 12 10Come promesso pubblico le foto del permanent set del The Paul Reiser Show, relative al placement Bialetti. Diversamente dal recente altro posizionamento sul serial Life Unexpected, dove era stata scelta la tradizionale Moka, in questo caso la produzione ha optato per un più estroso ed innovativo modello Moukka. Correttamente avranno pensato di conciliare il mood del programma con gli accessori che ne costituiscono l’ossatura scenografica ed in questo senso la nostra Bialetti sta facendo il suo dovere. Mi chiedo quanti altri marchi avrebbero potuto sfruttare, con accessori complementari alla cucina, la stessa meravigliosa occasione.

A Caccia di Nicchie

30 11 2010Capita alle volte che prodotti dal grande potenziale in termini di placement, abbiano come target nicchie di mercato più o meno consistenti e più o meno distribuite uniformemente nel mercato globale. A volte il prodotto è di nicchia perché soddisfa bisogni poco comuni, alle volte è il prezzo a segmentare molto i consumatori, altre volte il contenuto tecnologico o tecnico alza la soglia di accesso. Per queste e per molte altre ragioni, clienti di prodotti di nicchia mi chiedono abbastanza spesso  produzioni altrettanto specializzate. La buona notizia è che ce ne sono parecchie. Tempo fa ho segnalato ad esempio il programma di Bear Grylls, che in questi giorni è on air con la nuova stagione “Metropolis, Worst Case Scenario”. Un TV Show molto seguito e adatto ad attrezzature per il trekking, la montagna, e le attività all’aperto in generale. Su History Channel, invece, è in programmazione già da tempo con successo “A caccia di Misteri” che è in onda anche negli USA  (MisteryQuest) con la medesima stagione. Il plot vede gruppi di studiosi provenienti da università, laboratori o associazioni di ricerca (di volta in volta selezionati in base alla tematica da trattarsi), che affrontano con tecniche scientifiche i misteri e le leggende più famose. Argomenti come gli U.F.O., lo Yeti, il triangolo delle Bermude, ma anche Jack lo squartatore e il viaggio di Ulisse, sono investigati allo scopo di trovare tracce tangibili e concrete a supporto o a smentita della leggenda. Per fare questo utilizzano tutte le tecnologie più sofisticate come cannocchiali, telecamere, rilevatori, tester ed una grande quantità di altre strumentazioni di cui quasi sempre viene inquadrata la marca. Ecco quindi una ottima opportunità di placement per le aziende produttrici di strumenti di rilevazione ad alto contenuto tecnologico che in Italia certo non mancano.

Il Placement Etico del “World Food Programme”

28 11 2010Per una volta si può anche pensare di posizionare il marchio di altri vicino al nostro. Una specie di Product Placement al contrario, che farebbe bene a molte persone in difficoltà e magari anche allo spessore etico del nostro lavoro, quindi del marchio che ci rappresenta. Marsha Levine, fondatrice e presidente di Alist Entertainment, è da anni Ambasciatrice del “United Nations World Food Programme” e quello che propone (e che io propongo a voi) è proprio di investire nel co-marketing con questo meraviglioso e grande progetto.  Solo l’anno scorso il WFP  ha sostenuto e in molti casi salvato la vita ad oltre 90 milioni di persone in tutto il mondo. Si tratta della più estesa e articolata attività umanitaria mai realizzata, con la quale si può dialogare perché così come essa necessita di realtà economiche (oltre che naturalmente istituzionali) per esistere, così anche noi potremo trovare un senso nuovo e diverso con cui proporci nel mercato. Il Natale è così vicino che vale la pena provarci.

Tablet Placement

25 11 10Il fenomeno dei tablet e degli e-book sta costringendo gli editori di libri e giornali a riconfigurarsi, inseguendo i loro inserzionisti e clienti. Solo nei primi sette mesi del 2010 Apple ha venduto più 3 milioni di Ipad, oltre ad aver aperto un book store dedicato ai possessori del sistema. In giugno i prezzi dei libri negli U.S.A. sono crollati e hanno costretto Barnes & Nobles ad adeguarsi con politiche di chiusura di punti vendita, promozioni di prezzo e convenzioni con i nuovi e-readers (Apple infatti non è ormai l’unico a proporsi nel mercato) Il product placement si è velocemente insinuato in questa dinamica che ben si concilia con la sua natura. Sino ad ora infatti si era ben radicato in Televisione, al cinema, nei videogiochi, sul web e stava cominciando prima della crisi economica a infilare un piede nel mobile. Ora invece l’esplosione delle piattaforme e-book e l’apertura al dialogo da parte degli editori apre uno scenario nel quale il product placement viene indicato come “l’ammortizzatore delle perdite su obsolescenza.” I settori merceologici pionieri di questo nuovo comparto sono probabilmente quelli della tecnologia e dei prodotti del lusso. In considerazione del costo medio di questi dispositivi e dell’impiego che ne viene fatto dagli utenti infatti, potranno trovare soddisfazione i prodotti ad alto contenuto tecnologico (auto e moto, orologi, gadget elettronici, audio-video) prodotti rivolti a fasce di popolazione a reddito medio alto (prodotti assicurativi, di investimento mobiliare ed immobiliare, articoli di lusso,) e soluzioni innovative per il web (servizi on line, market place, consulenze per lo sviuppo di soluzioni software e dell’e-commerce). In considerazione della massa critica di consumatori già in grado di interagire su questo mezzo la proposta di pianificare adv o placement su questi supporti può e deve essere presa subito seriamente.

 Page 3 of 18 « 1  2  3  4  5 » ...  Last » 

Iscriviti alla nostra newsletter

Powered by Sendit Wordpress newsletter

Find the Best Media Production Blogs - BlogCatalog Blog Directory