Archive for the ‘Web’ Category
TV Everywhere Reloaded
Posted by admin | Filed under Mobile, Serial TV, TV, Web, product placement, web serial
Poco meno di un anno fa su questo blog si dava conto dello stop che Jeff Bewkes, CEO della Warner Bros., aveva dato al suo stesso progetto di “TV Mobile” denominato “TV Everywhere”. Le ragioni principali dell’accantonamento erano la fase parossistica della crisi che in quel momento si stava vivendo (al tempo negli USA le banche fallivano a ripetizione) e la non sufficiente diffusione di tecnologia mobile (telefonini, net-pc, tablet etc).
A distanza di 11 mesi la situazione è piuttosto diversa. A parte qualche nuovo strumento lanciato di recente e molto utile a questo scopo ( iTablet della Apple appunto), il dato più incoraggiante arriva da una ricerca di “comScore” aggiornata a dicembre 2009, che registra come, soprattutto le nuove generazioni, fruiscano abitualmente dei video on demand presenti nella rete. Le cifre sono di quelle che non ammettono repliche: 178 milioni di utenti fedeli, che consultano 33 miliardi di video. Di questi, circa un miliardo sono video pubblicitari. Alcuni osservatori ritengono che l’ultimo ostacolo che separa i video on demand dalla conquista semi-monopolistica del mercato siano la standardizzazione dei protocolli e della navigazione. Altri invece, come Matt Wasserlauf fondatore della casa di produzione e distribuzione di video digitali “BBE” ritiene che questo non sia già più un problema se è vero (come ed è vero) che portali come “hulu“ hanno dichiarato di avere superato la rispettabile soglia di 100 milioni di utenti.
Il vero fattore di successo (o la vera barriera da superare) saranno invece, secondo Matt Wasserlauf, lo studio e l’individuazione di nuovi contenuti, nuovi linguaggi, nuovi tempi e nuove formule di business adatti alla Facebook Generation.
In questo contesto si innesta alla perfezione anche il progetto nel quale Oratorio Posting crede (e sostiene), di produrre web serial multiformat, commissionati da marchi che con questo prodotto intendono veicolare la loro comunicazione (7plot X 7brand). Ora quindi, i tempi sono maturi perchè è maturata una intera generazione… sia di ragazzi che di tecnologia.
Product Placement & Social Network
Posted by admin | Filed under Marketing, Web, product placement
Nel sito www.emarketer.com sono state pubblicate delle statistiche che mettono in comparazione l’incremento dell’utilizzo dei social network, negli ultimi due o tre anni, con la generazione a cui appartengono i suoi utilizzatori. Questo è un dato interessante anche per chi pianifica il product placement, perché segmenta piuttosto bene l’utenza su base anagrafica e stile di comportamento. Detto così dovrebbe interessare chiunque si occupi di marketing, ma nel nostro caso ancora di più, perché il web è uno dei “catalizzatori di visibilità” del product placement più efficaci. Giustamente, ancora oggi, molte aziende si trovano un po’ in difficoltà per capire come valorizzare al meglio un passaggio televisivo o cinematografico, in quanto in tutta Europa esiste una certa lacuna normativa e legislativa, che fino a un paio di anni fa tendeva ad ostacolare il placement, sulla base di un’interpretazione restrittiva di leggi per altro non finalizzate a regolamentare questo mezzo di promozione. Una volta ottenuto un product placement invece, si possono fare un sacco di cose interessanti. Una ad esempio è quella di analizzare le tabelle qui sopra e quindi investire in visibilità all’interno dei social network più affini alle proprie strategie di marketing e alla profilazione del marchio.
Il Web a Tavola
Posted by admin | Filed under Marketing, Serial TV, Web, product placement, web serial
Se c’è un format ben sviluppato nel mondo dell’entertainment televisivo quello è di sicuro l’enogastronomico. Esiste il serial presentato dal cuoco internazionale emergente e creativo (Jamie Oliver); la rubrica fissa nei grandi contenitori del week end condotti da cuochi, somellier e critici prestigiosi (Vissani, Luca Maroni ecc.), i programmi semiprofessionali e di approfondimento (New Work di Laura Ravaioli) e quelli dedicati ha chi ha poco tempo ma tanta passione (Nigella Express). Anche alla radio ci si occupa volentieri di enograstromia e di enoturismo con programmi dedicati (Decanter) o con appuntamenti settimanali spesso finalizzati a proposte per il week end e ai momenti conviviali. Il web poi è addirittura inflazionato di siti tematici che raccontano l’arte della buona tavola, così come i portali video accolgono grandi quantità di canali con corsi di cucina e degustazione, più o meno fruibili e qualitativi. Per ragioni diverse, nessuno di questi però ha approcciato il product placement. Le produzioni professionali probabilmente perché questo avrebbe potuto essere letto come un conflitto di interessi, le produzioni minori ed indipendenti invece, a causa della prevedibile scarsa attrattività nei confronti delle aziende potenzialmente interessate. Su questa base, il progetto “Padelle a 5 Stelle”, candidato al concorso “7 plot per 7 brand” presenta un fattore di novità, proprio perché concepito su misura per il product placement e su misura per il web. Immaginiamo una sorta di video on demand, suddiviso per tematiche, di breve durata e facilmente fruibile da chiunque attraverso il web. Il set potrà indifferentemente essere una location reale o un set allestito alla bisogna e le declinazioni di placement spaziano dall’arredamento, alle stoviglie, dai prodotti gastronomici a quelli enologici.
BORDERMAN
Posted by admin | Filed under Brand Integration, Creative Utilization, Marketing, Mobile, Placement Popularity, Serial TV, TV, Web, music, product placement, web serial
Cominciano ad arrivare delle buone idee per il premio “7 produzioni per 7 prodotti” di cui abbiamo trattato un mesetto fa e che forse nella sua versione ufficiale si chiamerà “7 plot per 7 brand”.
E’ bene dire che questo premio non vede un solo vincitore; perché regalare coppe e medaglie non è il suo scopo. Il suo obiettivo infatti è individuare delle buone idee da segnalare ad aziende interessate a pianificare in product placement innovativi. I budget dei web serial sono così contenuti che, di fatto, i brand che investono nel progetto si trasformano in microproduttori e in questa nuova veste potranno gestire e veicolare il loro prodotto/webserial anche secondo proprie specifiche strategie (nel sito aziendale, nella pagina di facebook, su youtube o metacafe, attraverso DVD, videofonini e magari anche vendendo il format a qualche emittente del digitale).
Proprio all’interno di questo scenario il progetto “Borderman” è una sua eccellente interpretazione. Innanzitutto non si tratta nemmeno di una webserial tradizionale, non è cioè una semplice trasposizione sul web di una sit-com, ma si declina in una cosa diversa che viene definita un “multiformat” perché si divide in 5 sezioni tra di loro conseguenti ma che trattano lo stesso tema. Poi, proprio grazie a questa struttura modulare, Borderman si presta particolarmente a iniziative di product placement, tanto da essere stata concepita proprio per questa funzione, naturalmente salvaguardando le peculiarità narrative e l’appetibilità per il pubblico. I più interessati a questo progetto dovrebbero essere le aziende di articoli e abbigliamento sportivo, i brand più casual ed informali della moda, compresi gli accessori, e tutti quei marchi che gravitano a vario titolo attorno alla musica “Indi”. Data l’esiguità dell’investimento, la creatività del progetto e la sua duttilità nella pianificazione, si tratta di un opportunità dal grande potenziale su cui investire con sicurezza.
HULU… per chi non lo conosce
Posted by admin | Filed under Cinema, Marketing, Movie, Serial TV, TV, Web, product placement
Anche se funziona solo negli Stati Uniti (per il momento), dopo appena due anni dalla nascita è il portale video più visto dopo youtube (per il momento), con i suoi 38 milioni di visitatori. Ma Hulu non funziona come youtube, si potrebbe dire che è di un’altra generazione, perché il suo servizio si accorda con l’etica della rete nella più profonda, distintiva e sentita delle sue tematiche (quello della condivisione e della personalizzazione), ma riesce anche a dare soddisfazione alle major company e ai loro più importanti obiettivi (soldi, guadagno, profitti). Come funziona è presto detto: Hulu ha un accordo con le più importanti broadcast americane (NBC, FOX, E’, Commedy Central ecc) e con le più importanti case di produzione (Universal, 20th Century, MGM ecc.) per la distribuzione dei loro prodotti. E’ sufficiente scegliere il telefilm, lo Show (spesso trasmesso anche in diretta) o il film che si preferisce e quindi lo si scarica. Ma la cosa veramente strepitosa che mi fa considerare questo progetto il più innovativo del suo genere, risiede nel fatto che una volta scaricato il video, questo può essere modificato a piacimento e quindi reintrodotto nel circuito.
Spesso i media planner ed i product placer adottano convenzionalmente i 7 anni di vita per i film e circa altrettanti per i telefilm, ma in considerazione del processo di rivitalizzazione che alcuni di questi (diciamo pure anche molti di questi) subiscono ad opera degli utenti, immagino che il ciclo di vita di un prodotto così modificato, potenzialmente anche più di una volta, possa forse quasi raddoppiare. Negli anni scorsi qualcosa di analogo si è visto anche in Italia con il doppiaggio in dialetti regionali di interi episodi di Happy Days, o brani più o meno lunghi di noti film (Ufficiale Gentiluomo, Rambo ecc.). Hulu parte dallo stesso principio sviluppandolo in modo esponenziale e regalando nuova vita, talvolta anche più creativa ed attrattiva, a molti prodotti del cinema. In qualche caso i product placement sono stati anche presi di mira, con il risultato quasi sempre positivo di regalare verbal mention e notorietà aggiuntiva al brand, nonostante non fosse sempre questo l’intento del “manipolatore”.
Chiamiamoli AdverMovie
Posted by admin | Filed under Cinema, Honk kong, Marketing, Movie, TV, Web, product placement, web serial
A Pechino le Olimpiadi hanno avuto un’imprevedibile influenza sul mondo della pubblicità. Nel corso di pochi mesi, massimo forse un anno, sono sorte centinaia di agenzie pronte a soddisfare “in loco” le necessità di sponsor provenienti da ogni angolo del pianeta, che avevano il preciso scopo di sfruttare la finestra di visibilità dei giochi per dotarsi di notorietà mondiale. Il fatto di non avere una tradizione promozionale alle spalle che frenasse la loro creatività e di possedere invece il meglio della tecnologia e della multimedialità, ha permesso un contemporaneo fiorire di sperimentazioni davvero interessanti. Innanzitutto le assunzioni di queste agenzie non erano pianificate secondo il classico organigramma (copy, art, webmaster, pr, media planner ecc.) In mezzo ci si sono messi anche sceneggiatori, registi, ballerini, visionari, burocrati della TV statale e tutta un’altra folta pletora di figure, spesso solo tangenti alla comunicazione più ortodossa. Quello che ne è scaturito è stato a dir poco fantastico!… una cosa molto più vicina al vecchio carosello degli anni ‘70 dove attori di grande fama si esibivano in veri show di un quarto d’ora, o eccellenti “corti” dotati di trame robuste, buone recitazioni, fotografia d’autore e dialoghi brillanti, per non dire delle numerose web serial (molte ancora presenti in rete) che con budget risibili hanno ottenuto visibilità spropositate. Tutti questi prodotti, tutt’altro che ingenui, erano così belli che sono stati adottati in tutti gli stadi, palazzetti, campi di gara ecc, per intrattenere il pubblico durante le molte ed inevitabili pause tecniche.
Prodotti nati per pubblicizzare qualche cosa che diventano prodotti per divertire qualcheduno. L’avanguardia più estrema è stato forse “Style Experience” un interactive on line movie commissionato dalla francese “Pernord Richard” per promuovere il suo cognac “Martell Noblige” (per vederlo su youtube: http://www.youtube.com/watch?v=p2VsKIQ-_c0) che omaggia James Bond e collabora con altri marchi davvero prestigiosi per confezionare qualcosa che è così distante da un “povero commercial” e così vicino ad un buon “corto” che forse sarà il caso di chiamarli “AdverMovie”…. e il product placement gongola…
Viral Rebook
Posted by admin | Filed under Placement Popularity, Web, product placement
Circa una settimana fa avevo scritto della declinazione web del product placement. Un’interessante e recentissima “case history” vede come protagonisti di un video che la Reebok ha diffuso il 23 maggio, per promuovere le nuove scarpe da calcio “reebok Instante”, Thierry Henry (Barça) e Ryan Giggs (Manchester United).
I due giocatori hanno infatti indossato queste nuove scarpe proprio nella giornata della finale di Roma. Nel video non mancano co-placement (telefonino e laptop della Apple), probabilmente barattati con una consulenza al riguardo della link popularity. Il plot racconta dei due giocatori che si sfidano a colpi di scherzi, avendo come sottofondo musicale la canzone “Anything you can do, I can do better”.
http://www.youtube.com/watch?v=SqxRDIBkDbo
Perchè è importante il Placement Popularity
Posted by admin | Filed under Placement Popularity, Web, product placement
…. perchè il settore dell’e-commerce in Italia è cresciuto enormemente. Il suo valore sta raggiungendo risultati insperati e, soprattutto, inaspettati. Sarà a causa della crisi economica globale che sta colpendo il mondo intero e ogni fascia della popolazione, sarà la poca disponibilità di tempo da poter spendere fra passeggiate e shopping, sarà la poca voglia, fatto sta che un semplice click sul proprio computer piace più del camminare fra le vetrine dei negozi.
Dall’abbigliamento all’elettronica alla consultazione per la scelte di diverse polizze, ed è l’abbigliamento il settore che sta crescendo di più: ci sono marchi come Armani, Prada, Gucci, Energie, Diesel, Pinko, Bata. L’ultimo arrivo è Furla, che a novembre ha aperto un sito europeo mentre quello per gli U.S.A è stato inaugurto a marzo. E poi spicca la storia dell’appena nata Loriblu, un’azienda artigiana molto popolare tra le signore della nuova borghesia russa. Altro fenomeno in crescita sono gli outlet virtuali, siti dove trovi grandi marche scontate fino al 50 per cento. A gennaio-febbraio di quest’anno in Italia hanno aumentato i fatturati del 130 per cento rispetto al 2008, secondo i dati emersi dalle statistiche. I portali più visitati sono Born4shop, Saldi privati, Buyvip, Vente.privee. Ma Internet non è solo un buon negozio per lo shopping di capi di abbigliamento o elettronici, altro settore in forte espansione, che, tra l’altro, perette la comparazione di prezzi e dei diversi prodotti è quello delle assicurazioni. Spicca sul web, infatti, anche la famiglia di siti dedicati alle polizze. A marzo è nato 6sicuro.it (gruppo Assiteca), il primo sito che permette di confrontare, gratis, le tariffe assicurative per auto e moto delle 18 principali compagnie italiane. Dai dati statistici elaborati da 6Sicuro (con circa 1.700 preventivi fatti al giorno) risulterebbe che la tariffa più economica costa in media la metà rispetto a quella più cara. All’interno di questo universo che cresce di tre cifre percentuali diventa strategico farsi trovare, farsi conoscere e farsi rispettare. Da tempo anche il Product Placement ha la sua declinazione web che si chiama Placement Popularity e si basa su concetti quali la brand reputation, il link popularity o il video placement. Tutti strumenti che oltre a comportare spese limitate consentono la verifica dei risultati in tempo reale e di conseguenza anche la possibilità di ottimizzare la comunicazione o il prodotto con altrettanta rapidita.
Per approfondimenti: p.latini@oratorio.biz




