Archive for the ‘product placement’ Category
Placement che più Placement non si può
Posted by admin | Filed under Marketing, TV, product placement
Quando la Televisione (che è un mezzo) invece di proporre contenuti, si occupa di se stessa, avviene quel pernicioso fenomeno detto della “ridondanza”, che è anche una spirale involutiva basata sul nulla, dal quale è difficile uscirne con eleganza.. Qui in Italia questo aspetto è talmente comune da aver ormai passato il punto di non ritorno, tanto che per recuperare credibilità, la televisione dovrà passare per un processo (ahimè utopico) di rifondazione. E’ più ragionevole pensare quindi che l’innovazione arriverà da altrove: Web, Mobile TV, Editoria minore ecc. Lo stesso fenomeno però, applicato ad altri ambiti come ad esempio quello pubblicitario, può risultare positivo ed efficiente. Si chiama Co-Marketing e qui da noi è quasi sconosciuto (Benetton e Calfort a parte) ed è una strategia che prevede l’utilizzo di uno spazio pubblicitario (spot, manifesto, pagina ecc.) per la promozione di due o più marchi complementari tra di loro. Questa opportunità si può e deve essere applicata anche al Product Placement. (more…)
La Legge di Time Square
Posted by admin | Filed under Brand Integration, Marketing, Placement Popularity, product placement
New York senza Time Square sarebbe un po’ meno attraente e Time Square lo sarebbe ancora meno senza i suoi megavideo. E noto come i poster ed i video che compaiono in Time Square rappresentino il meglio del glamour, della creatività e della grafica al mondo. Proprio questo aspetto fa di quello slargo, tra la Quinta Strada e Broadway, uno dei luoghi più visitati ma soprattutto ammirati al mondo (ora ci hanno addirittura messo una scalinata per permettere ai turisti di fotografare con una prospettiva quasi a volo d’uccello la piazza). Questo è vero al punto che non è nemmeno più sufficiente pagare lo spazio per essere certi di assicurarselo. Prima è necessario che un’apposita commissione accetti il contenuto del video o del poster in termini di appetibilità, qualità ecc. Ed è proprio questo aspetto, sommato alle innovazioni tecnologiche del video digitale, che ha dato una improvvisa accelerazione di popolarità a Time Square, cambiandone anche la sua fruibilità. Ora infatti le persone non si limitano a passare per fare due foto e poi pensare ad altro, ma sostano a gruppi sempre più folti sotto le decine di video grandi come navi da crociere, per guardare video veramente pazzeschi, proiettati con colori mai visti prima, con un audio che ti gira attorno come una centrifuga e con panorami, attori e storie sempre in esclusiva. Ora, cosa centri tutto questo con un blog dedicato al product placement è presto detto: sono regolati dalle stessi leggi.
Prima Legge: Il luogo
Nel caso di Time Square è nel pieno centro di Manhattan, ovvero nell’ombelico del mondo e l’effetto trascinamento è quindi indubbio.
Nel caso del cinema un Product Placement efficiente deve quindi essere al centro di un ottima produzione (Studios famosi, registi capaci, attori bravi e popolari) e di una eccellente distribuzione (more…)
Q School, The Golf Comedy
Posted by admin | Filed under Brand Integration, Cinema, Hollywood, Marketing, product placement
Ci sono molti thiller ed action movie sul set in questo momento… ne parleremo prossimamente. Ma per la ragione che, generalmente, il product placement preferisce le commedie, soprattutto quelle con attori e attrici che piacciono, che sono bravi o che divertono, vi segnalo “Q SCHOOL”. Prodotto dalla corazzata Dreamworks / Paramount, il film racconta di un torneo (realmente esistente) al quale partecipano centinaia di aspiranti professionisti del golf che, vincendo questa competizione, vengono ammessi al circuito professionistico mondiale (PGA Tour). Q. School che significa “Qualifying School, viene raccontato attraverso le vicende di Dennis Quaid e Tim Allen, una coppia inedita ma dal grande mestiere, che si darà da fare tra i “green” dei campi da golf ma anche nella vita.
Si tratta di un tipico caso di Product placement per un verso generalista (auto, abbigliamento, accessori come occhiali, cappelli, orologi ecc.) e per un altro verso invece, estremamente di nicchia quando si parla di abbigliamento accessori e attrezzatura da golf. Quest’ultima farà ragionevolmente la parte del leone in questa produzione. In Italia ci sono soprattutto ottime aziende di abbigliamento, che dedicano linee o intere produzioni a questo sport, ancora selettivo ma in grande espansione. L’opzione italiana potrebbe. per altro, trovare più di un consenso ad Hollywood, sia per la credibilità del nostro made in Italy, sia per l’opportunità di presentare qualcosa di nuovo in un film che di nuovo ha già la coppia di star.
Crossmedia e Video Olistici
Posted by admin | Filed under Marketing, product placement
Damon Bethel è direttore dei contenuti digitali di Mediavest, uno dei più grossi gruppi di comunicazione al mondo, che conta 110 sedi, sparse in 67 Paesi. In questi giorni, parlando dei suoi progetti sulla comunicazione video, ha espresso dei concetti davvero sorprendenti sui quali è giusto riflettere. Tutto parte dalla premessa che attualmente esistono un numero ormai significativo di mezzi di diffusione video, ognuno dei quali con diverse caratteristiche, diversi linguaggi, diversi supporti e diverse piattaforme tecnologiche. Il pubblico però è rimasto sempre lo stesso ed anche se si è evoluto, questo non significa che il medesimo soggetto non sia contemporaneamente raggiungibile sia da un video distribuito sul web, che da uno diffuso alla televisione che da un’ altro distribuito con tecnologia mobile o su supporti di memoria magnetica. Questo fenomeno di esplosione mediatica e di sostanziale stasi dell’utenza lo ha chiamato “cross-channel video viewership behaviors”. E quello sul quale siamo chiamati a ragionare è il fatto che nessuno dei mezzi citati possa considerarsi superiore agli altri (se non in prospettiva si specifiche segmentazioni di mercato). Per questa ragione diventa pressoché indispensabile una pianificazione crossmediatica, fatta di strumenti costruiti con tecnologie diverse, linguaggi diversi e fruibilità diversa, ma costituita dai medesimi contenuti, messaggi e soprattutto utenti. A riprova del credito che viene attribuita a questa teoria vi è il fatto che alcuni dei brand più innovativi al mondo: Navic Networks, Apple, Comcast e Microsoft stanno già lavorando ad un progetto di Comunicazione Olistica. (more…)
Il Curling e le altre Occasioni Perdute
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Il Product Placement dovrebbe crescere di pari passo con il “Placement Planner”: la figura professionale (consulente o agenzia è indifferente) che studia tutte le occasioni di placement possibili, le segmenta, le valuta, le monitora e le propone ai propri clienti sulla base delle profilazioni, dei budget e dei risultati attesi. Beh, la brutta notizia è che questo non accade perché il Placement Planner, di fatto, in Italia, non esiste. Intendiamoci, la possibilità di panificare interventi su show, serial, film, videoclip e videogiochi sia italiani e stranieri è concreta… solo che viene gestita come un’attività scoordinata per non dire estemporanea, che nella migliore delle ipotesi viene supportata da attività di PR e poco altro. Non esiste una struttura in grado di raccogliere tutte le opzioni di Placement possibili, per poi proporle nella loro globalità, come un vero piano media, integrandole in una pianificazione organica di product placement che utilizzi più “produzioni” ma anche e soprattutto più mezzi. L’altra sera alle Olimpiadi si stavano sfidando le due squadre femminili di Curlling della Svizzera e della Danimarca. (more…)
HARVEY
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Harvey è stato il più grande film prodotto dal cinema mondiale. Spiace per le Odissee o le Apocalissi, i Padrini o i Tempi Moderni, ma Il coniglio immaginario alto tre metri che ha accompagnato James Stewart prima a teatro e poi sul set, incarna il vero significato del cinema e ne esalta come nessun altro le potenzialità… che non hanno quindi quasi mai bisogno di effetti speciali (Avatar) o di dialoghi troppo strutturati (Big Kahuna). E’ già tutto contenuto in buon ordine nella fantasia dello spettatore e non aspetta altro che essere liberata da progetti surreali, che sembrano fatti apposta per lui.. e solo per lui.
Adesso Steven Spielberg, eccellente visionario, ha seriamente deciso dopo qualche esitazione, di proporre la sua interpretazione di questa pietra miliare hollywoodiana. (more…)
FOOTLOOSE 2010
Posted by admin | Filed under Cinema, Hollywood, Movie, product placement
A distanza di 26 anni, Hollywood ha pensato ad una riedizione dell’allora amatissimo “Footloose”, che raccontava la voglia di ribellione e modernità di una compagnia di ragazzi della lontana provincia americana, ancora tutta cowboy e sermoni calvinisti. La Paramount ha chiamato Chace Crawford ad interpretare il ruolo che fu di Kevin Bancon, dopo la rinuncia di Zac Efron (probabilmente preoccupato dell’inevitabile paragone con il grande attore ormai diventato un “cult”)
A fianco di Carwford è stata scelta la deliziosa Julianne Hough, cantante country nota al grande pubblico soprattutto per la sua doppia vittoria all’edizione americana di “Ballando con le Stelle. L’edizione 2011di Footloose sarà dominata dalla urban music e da notevoli coreografie, garantite da un budget di produzione piuttosto elevato (25 milioni di dollari). La data di inizio delle riprese non è ancora stabilità, ma è certo che sarà oltre la metà di marzo. Tra i prodotti più indicati per il product placement si segnalano l’abbigliamento giovanile, i prodotti legati alla musica e al vivere quotidiano dei teen ager.
Giorgio De Carlo affronta il Product Placement
Posted by admin | Filed under Brand Integration, Cinema, Interviste, Marketing, Serial TV, Verbal Mention, product placement
La settimana scorsa ho incontrato il sociologo Giorgio De Carlo, amministratore delegato di Quaeris, una società di sondaggi e ricerche di mercato con ha una grande esperienza nel mondo dell’entertainment. Vi propongo l’intervista perché il suo punto i vista è interessante. In particolare vi segnalo la sua tesi che l’efficacia del Product Placement si attenga anch’essa alla regola della quantità (ripetizione) e della qualità (pertinenza ed utilità… in due parole placement come scelta artistica.). Questo fatto, assimila quindi lo strumento del Placement a ogni altro mezzo di veicolazione del messaggio. Se questa considerazione vi sembrerà banale, provate a chiedere alle aziende quanto il product placement sia pianificato sulla scorta di analisi quali-quantitative….Interrogato sull’ipotesi e l’utilità di costituire un Osservatorio del Product Placement, progetto lanciato e sostenuto da questo blog, De Carlo lo ritiene uno strumento essenziale non tanto e non solo come fattore di valorizzazione degli investimenti, quanto come veicolo per la diffusione della cultura di prodotto. Fattore quest’ultimo essenziale per fare del pubblico un’utenza informata e consapevole. Anche noi crediamo che questo fattore sia determinante: “Oratorio Posting” è nato proprio dalla convinzione che, potendo usufruire di un mercato preparato ed attento (a punire le promozioni improvvisate o scorrette, ma anche a premiare quelle creative e coerenti), il product placement potrebbe diventare un mezzo ancora più efficiente e fruibile. Questa intervista infine, offre anche uno spunto pratico su uno strumento in effetti poco valorizzato: il colophon. Si tratta della possibilità data ad ogni spettatore di acquisire in autonomia e piena libertà delle informazioni alle quali è interessato. Poco utilizzato ad Hollywood, un po’ più in Europa ed in Italia in particolare, ha visto la sua massima espressione in Korea (si chiama Colophon Voiceover Placement e ne abbiamo parlato poco più di un anno fa). Tecnicamente la presenza nei titoli di coda non è un “product placement” ma una “brand integration”, certamente però entrambe agiscono nel medesimo contesto (lo show) ed in termini di sinergia sono assimilabili ad una pagina pubblicitaria di una casa automobilistica, su di un magazine, nella medesima uscita dove è pubblicato anche uno speciale sulle novità del Salone dell’Auto. Non sempre il colophon è così impegnativo dal punto di vista economico, la sua efficacia invece pare accertata anche secondo l’opinione del sociologo, che afferma di farne un uso anche personale per il recupero delle informazioni di suo interesse.Il video non è perfetto e il montaggio è “spartano”, ma i contenuti credo compensino in abbondanza le sbavature formali.
TV Everywhere Reloaded
Posted by admin | Filed under Mobile, Serial TV, TV, Web, product placement, web serial
Poco meno di un anno fa su questo blog si dava conto dello stop che Jeff Bewkes, CEO della Warner Bros., aveva dato al suo stesso progetto di “TV Mobile” denominato “TV Everywhere”. Le ragioni principali dell’accantonamento erano la fase parossistica della crisi che in quel momento si stava vivendo (al tempo negli USA le banche fallivano a ripetizione) e la non sufficiente diffusione di tecnologia mobile (telefonini, net-pc, tablet etc).
A distanza di 11 mesi la situazione è piuttosto diversa. A parte qualche nuovo strumento lanciato di recente e molto utile a questo scopo ( iTablet della Apple appunto), il dato più incoraggiante arriva da una ricerca di “comScore” aggiornata a dicembre 2009, che registra come, soprattutto le nuove generazioni, fruiscano abitualmente dei video on demand presenti nella rete. Le cifre sono di quelle che non ammettono repliche: 178 milioni di utenti fedeli, che consultano 33 miliardi di video. Di questi, circa un miliardo sono video pubblicitari. Alcuni osservatori ritengono che l’ultimo ostacolo che separa i video on demand dalla conquista semi-monopolistica del mercato siano la standardizzazione dei protocolli e della navigazione. Altri invece, come Matt Wasserlauf fondatore della casa di produzione e distribuzione di video digitali “BBE” ritiene che questo non sia già più un problema se è vero (come ed è vero) che portali come “hulu“ hanno dichiarato di avere superato la rispettabile soglia di 100 milioni di utenti.
Il vero fattore di successo (o la vera barriera da superare) saranno invece, secondo Matt Wasserlauf, lo studio e l’individuazione di nuovi contenuti, nuovi linguaggi, nuovi tempi e nuove formule di business adatti alla Facebook Generation.
In questo contesto si innesta alla perfezione anche il progetto nel quale Oratorio Posting crede (e sostiene), di produrre web serial multiformat, commissionati da marchi che con questo prodotto intendono veicolare la loro comunicazione (7plot X 7brand). Ora quindi, i tempi sono maturi perchè è maturata una intera generazione… sia di ragazzi che di tecnologia.
Product Placement & Social Network
Posted by admin | Filed under Marketing, Web, product placement
Nel sito www.emarketer.com sono state pubblicate delle statistiche che mettono in comparazione l’incremento dell’utilizzo dei social network, negli ultimi due o tre anni, con la generazione a cui appartengono i suoi utilizzatori. Questo è un dato interessante anche per chi pianifica il product placement, perché segmenta piuttosto bene l’utenza su base anagrafica e stile di comportamento. Detto così dovrebbe interessare chiunque si occupi di marketing, ma nel nostro caso ancora di più, perché il web è uno dei “catalizzatori di visibilità” del product placement più efficaci. Giustamente, ancora oggi, molte aziende si trovano un po’ in difficoltà per capire come valorizzare al meglio un passaggio televisivo o cinematografico, in quanto in tutta Europa esiste una certa lacuna normativa e legislativa, che fino a un paio di anni fa tendeva ad ostacolare il placement, sulla base di un’interpretazione restrittiva di leggi per altro non finalizzate a regolamentare questo mezzo di promozione. Una volta ottenuto un product placement invece, si possono fare un sacco di cose interessanti. Una ad esempio è quella di analizzare le tabelle qui sopra e quindi investire in visibilità all’interno dei social network più affini alle proprie strategie di marketing e alla profilazione del marchio.
150 Millesimi di Placement
Posted by admin | Filed under Marketing, product placement

Uno studio della Simon Fraser University della British Columbia (Canada Occidentale) ha scoperto quanto sia efficiente la nostra mente a riconoscere i marchi che noi preferiamo. In soli 150 millesimi di secondo il nostro cervello riesce ad individuare un logo e farci provare delle emozioni. Per avere un’idea di quanto veloce sia questo processo è sufficiente pensare che un batter di ciglia è circa 4 volte più lento. Per individuare un marchio che non ci piace o sul quale siamo dubbiosi, ci vogliono invece almeno 450 millesimi secondo. E le medesime proporzioni ritornano anche quando si tratta di ricordare un nome, un marchio, ma anche una persona. Questo significa che molte delle grandi disquisizioni nelle quali, giustamente, i media planner di mezzo mondo si sono lanciati negli ultimi 25 anni, sono state sorpassate da un geniale studio che ha utilizzato un “semplice” encefalogramma e pochi frame di un qualche video. Soprattutto se un marchio ha già un suo pubblico quindi, poco importa se lo spot dura 30′ o solo 5′, non cambia quasi nulla se il manifesto 6×3 è osservato passando in macchina a 65 k/h o a 32 k/h ed infine, non fa molta differenza se il giaccone è presente in due scene anziché in quattro di un film. Secondo questo studio conta invece molto di più se l’attore (o attrice) che indossa l’abito ci piace e la rispettiamo. Il Product Placement acquisisce molta più efficacia invece se, una volta che il nostro cervello ha registrato il prodotto durante la visione del film, poi se lo ritrova in bella mostra sulle vetrine dei negozi. Alla luce di queste nuove scoperte immagino che si dovrebbero riconfigurare gli investimenti promozionali, favorendo le esposizioni ad alto impatto emotivo, trascurando il tempo di esposizione, e magari pianificando attività di supporto contemporanee e successive.
JONAS: CIAK SI SUONA
Posted by admin | Filed under Serial TV, TV, music, product placement

Da molto tempo i format televisivi dedicati ai teenager sono una commistione (adesso si chiama “crossover”) tra la musica e la commedia leggera, talvolta condita con un po’ di azione, altre volte decorata con buoni sentimenti, più spesso colorata di comicità e umorismo. I primi esempi risalgono agli anni ‘60 quando il serial “The Monkees” (una sorta di cloni dementi dei Beatles) permise alla Band di vendere nel mondo reale più dischi dei veri “Fab Four” che scimmiottavano nei loro telefilm. Negli ‘70 si tentarono altre formule come quella patinata e buonista della “Famiglia Partridge”, ispirata alla vera storia della famiglia Cowllins che qualche anno prima aveva ottenuto un certo successo negli USA. Anche in questo caso la lunga discografia seguita al telefilm (una decina di album pubblicati) aveva ottenuto un non trascurabile successo, tanto che sia nel 2001 che nel 2005 vi furono delle riedizioni. Sempre in quegli anni David Soul, che tutti ricordano per essere “Hutch” in “Starsky & Hutch”, in un episodio si era esibito con la chitarra. Contemporaneamente usciva il suo LP che presto avrebbe raggiunto il primo posto nelle maggiori classifiche mondiali… e non sarà nemmeno l’ultima volta. Negli anni ‘80 è stata la volta del musical “Saranno Famosi”, negli anni ‘90 invece ha dettato legge l’ R&B (Will il Principe di Bell Air su tutti). Negli ultimi dieci anni si sono invece imposti due veri fenomeni di massa come High School Musical (che aggiorna per molti aspetti il vecchio “Saranno Famosi”) e la simpatica Hannah Montana, che si potrebbe dire una specie di Happy Days in formato mp3.
Ma la produzione più interessante tra tutte quelle recenti è forse ”The Jonas”, un serial firmato Disney (come del resto tutti quelli citati degli ultimi 10 anni) che dal 2005 segue la vita di tutti i giorni di tre fratelli che sono anche un’affermata Rock Band. Qui i fattori di successo sono duplici: un’eccellenza musicale (hanno ricevuto nomination ai Grammy e addirittura vinto l’American Music Award) e un’eccellente produzione televisiva con una serie di invenzioni di linguaggio (cinematografico), un ritmo ed uno stile di fotografia che lo rendono di fatto piacevole e sofisticato. Una cura maniacale è data ad esempio al look dei personaggi (questo sta diventando sempre più un tratto dei prodotti Disney) che non a caso hanno come co-protagonista proprio la loro costumista. Poi ci sono grandi possibilità di visibilità per strumenti musicali, arredamento e accessori per la casa (il loro appartamento è un concentrato di design e novità di ogni tipo), prodotti elettronici ed informatici e di fatto ogni prodotto che si profili adatto ai dei ragazzi svegli, eleganti e sicuri di se. A breve cominceranno le riprese per la nuova stagione e le possibilità di ottenere placement per tutti i brand italiani creativi e inediti è davvero buona.
Lady Gaga: Bad Romance & Good Placement
Posted by admin | Filed under Marketing, music, product placement
Bad Romance - Funny video clips are a click away
Nel 2009 Lady Gaga è stata considerata l’artista dell’anno. Innovazione, provocazione, intuito e lungimiranza l’anno resa ricca, famosa ed apprezzata. Il 2010 è cominciato, se possibile, ancora meglio, con un’esposizione mediatica davvero considerevole. Già sul finire dell’anno scorso aveva cominciato a raccogliere riconoscimenti (Stylemaker Award) per poi fare bottino pieno ai “People’s Choiche Awards” e quindi consacrarsi qualche ora fa, aprendo i Grammy Award duettando con Elton John. Questa eclettica artista è interessante anche perché ha considerato il product placement una risorsa indispensabile tanto in ottica di ”fund recruirement” quando in quella di “look scouting”. In una logica di vantaggio reciproco il video “Bad Romance” ad esempio, ha ufficialmente accreditato 8 product placement con marchi quali “Nemiroff” Vodka, “HP”, “Nintendo “Wii”, Burberry, Safari occhiali ecc. Sebbene i video musicali siano sempre stati un mezzo attraverso il quale è possibile promuovere marchi e prodotti con la tecnica del product placement, almeno in Europa questa opportunità è ancora sottouttilizzata. Invece è uno strumento, economico, molto targetizzato, rapido nei ritorni e semplice da realizzare. E le grandi/medie compagnie che un annetto fa hanno creduto a questa autentica outsider dello Show Biz adesso se la godono.
Pretend Wife: Product Placement a Beverly Hills
Posted by admin | Filed under Cinema, Hollywood, Marketing, product placement

Adam Sandler a Jennifer Aniston stanno cominciando a girare “Pretend Wife”, una commedia che si muove tra Beverly Hills e le Hawaii, probabilmente ispirata dal romanzo di Bridget Asher . La trama però, non è quella che si legge nei siti e tra le anticipazioni arrivate sino ad ora in Italia, dove sembrava che Jennifer fosse una finta moglie o un’imbrogliona. La synopsys comincia invece con un Danny Macabbee (Adam Sandler) umiliato il giorno del suo matrimonio, quando si sente ammettere dalla futura moglie che sino ad ora lo ha imbrogliato approfittandosi della sua generosità e ricchezza. Quel giorno naturalmente Danny non si sposa, ma da allora e per i successivi 15 anni scoprirà la potenza e le opportunità che offre una anello nuziale portato al dito, simulando una inesistente moglie. Tutto bene fino a quando non incontrerà Palmer (Jennifer Aninston) e se innamorerà.
Il film è destinato ad uscire negli USA per San Valentino, mentre dovrebbe arrivare in primavera da queste parti. Eccezionali sono le opportunità per il product placement di prodotti Italiani. Una buona metà ed oltre del film è infatti girato per le strade ed i negozi di Beverly Hills, da dove i due usciranno con pacchetti e pacchettini, proveranno ed compreranno vestiti, accessori ed ogni genere di beni di lusso. In particolare la produzione è alla ricerca di questo tipo di prodotti:
Borsette
Scarpe
Prodotti di bellezza e cura della persona
Drinks e bibite
Auto fuoristrada
Abbigliamento estivo vacanziero
Attrezzature da golf
Tutti i brands dovranno essere accomunati dalla caratteristica di essere molto esclusivi, costosi e prestigiosi.
Roma made in USA
Posted by admin | Filed under Cinema, Hollywood, Marketing, product placement
Tra due giorni esce nella sale americane “When in Rome” (ne avevamo già parlato), una commedia Disney che nei progetti iniziali della produzione sarebbe dovuta uscire l’estate scorsa e poi a Natale. Alla fine, invece, è stata di nuovo rinviata per evitare che il sovraffolamento di “corazzate cinematografiche” affondasse questo simpatico progetto. Si tratta di una storia un po’ magica e un po’ romantica, ambientata tra Roma e New York (vedi trama) interpretata da onesti attori di medio talento (a parte Denny Devito) tra cui Kristen Bell e Josh Duhamell. Tutti attori belli ma non sexi, bravi ma senza una personalità troppo marcata, così che la loro interpretazione non ingombri la narrazione (che nei prodotti Disney è sempre l’elemento più connotativo). Gli inevitabili stereotipi degli italiani e dell’Italia ci sono purtroppo tutti ed elaborati anche con poca originalità. Il risultato però è comunque un prodotto carino e abbastanza divertente, molto simile ad un frullato a base di “ il Mio Grasso e Grosso Matrimonio Greco e Mary Poppins.” L’italia ed i suoi modelli, comunque si confermano uno dei soggetti preferiti dal mondo da Hollywood e di questo le aziende italiane stanno prendendo coscienza. Il marchio Jada della famiglia Bisol ad esempio è presente significativamente in questo film; un rapporto con la Disney significa percorrere un sentiero largo e diritto che porta un po’ dappertutto…anche Roma.










