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	<title>Oratorio Posting &#187; music</title>
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		<title>La Columbia Business School Cerca Creativi</title>
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		<pubDate>Thu, 03 Nov 2011 11:25:45 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Una delle più prestigiose università degli Stati Uniti sta realizzando un sito che faccia incontrare chi ha idee attorno al cinema, alla TV,  allo spettacolo e alla cultura in generale, con altri che possano aiutarlo a realizzare il suo progetto. L&#8217;idea è un misto tra Facebook,  un portale professionale come ad esempio Studio Beyond [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="color: #000000;"><img class="alignleft size-medium wp-image-2244" title="Columbia" src="http://www.oratorio.biz/wp-content/uploads/2011/11/Columbia-300x225.jpg" alt="Columbia" width="300" height="225" />Una delle più prestigiose università degli Stati Uniti sta realizzando un sito che faccia incontrare chi ha idee attorno al cinema, alla TV,  allo spettacolo e alla cultura in generale, con altri che possano aiutarlo a realizzare il suo progetto. L&#8217;idea è un misto tra Facebook,  un portale professionale come ad esempio Studio Beyond ed un sito per anime gemelle. Il suo primo obbiettivo è quello del match, ovvero di fare incontrare professionalità complementari in grado di realizzare prodotti finiti a partire idee ed opportunità. Le categorie specifiche di interesse spaziano dai Film alla musica, dalla pubblicità al architettura fino alla moda e ale arti cullinarie. Il primo passo sta per compiersi proprio in questi giorni e si tratta della<strong> mappatura delle idee disponibili</strong>. Per entrare in gioco è sufficiente partecipare all&#8217;indagine compilando <strong><a href="https://columbia.qualtrics.com/SE/?SID=SV_9Y2QHJCbjnyT0gY">questo modulo</a></strong>. Buona fortuna!</span></p>
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		<title>Live Integration</title>
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		<pubDate>Tue, 28 Sep 2010 09:13:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[
Il mondo della musica è un potente mezzo di comunicazione e questo blog si è già occupato di product placement applicato ai video musicali, ai concerti e alle conferenze stampa delle band, oltreché ai celebrity seeding. Esiste però anche tutto il mondo “Fronte del Palco”, che quanto ad efficacia non è dissimile. Sto parlando dei [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="margin-bottom: 0cm;"><img class="alignleft size-full wp-image-1725" title="28 09 10" src="http://www.oratorio.biz/wp-content/uploads/2010/09/28-09-10.jpg" alt="28 09 10" width="594" height="424" /></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="color: #000000;">Il mondo della musica è un potente mezzo di comunicazione e questo blog si è già occupato di product placement applicato ai video musicali, ai concerti e alle conferenze stampa delle band, oltreché ai celebrity seeding. <strong>Esiste però anche tutto il mondo “Fronte del Palco”,</strong> che quanto ad efficacia non è dissimile. Sto parlando dei fans che nei concerti sono nelle prime file con abbigliamenti ed accessori in genere vistosi, sui quali indugiano volentieri telecamere e fotografi quando si tratta di raccontare l&#8217;evento. Capita allora che un ragazzo o un gruppetto di amici diventino testimonial di una generazione o di un movimento e che il loro look (a volte studiato ad arte altre volte più spontaneo) crei un precedente. Sono molte le copertine di cd o i reportage fotografici dove i protagonisti sono adolescenti in delirio e quando quelle immagini riportano anche una maglietta, un&#8217;occhiale, una scarpa o anche solo un braccialetto riconoscibile, questo diventa status e icona. In qualche caso che conosco, piccoli ed intraprendenti marchi della moda hanno “sponsorizzato” la presenza ai concerti di alcuni vivaci appassionati ed appassionate, a patto che si posizionassero nelle prime file e si scatenassero sino a quando non fossero riuscite ad attenzionare i media. Niente di più facile e divertente per degli studenti che amano la musica e adorano fare casino. Alla fine tutti contenti ed appagati.</span></p>
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		<title>Il video del Lolla Mobile</title>
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		<pubDate>Thu, 22 Jul 2010 06:42:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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In aggiunta al post sul Lollapaloosa Mobile Placement e più in generale sulle Mobile TV, mi sono fatto prestare questo video dalla produzione.
E&#8217; fatto bene è piuttosto chiarificatore.
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			<content:encoded><![CDATA[<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="344" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/ewUP7uIj4mw&amp;hl=it&amp;fs=1" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="344" src="http://www.youtube.com/v/ewUP7uIj4mw&amp;hl=it&amp;fs=1" allowfullscreen="true" allowscriptaccess="always"></embed></object> </p>
<p>In aggiunta al post sul Lollapaloosa Mobile Placement e più in generale sulle Mobile TV, mi sono fatto prestare questo video dalla produzione.<br />
E&#8217; fatto bene è piuttosto chiarificatore.</p>
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		<title>Lolla Mobile</title>
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		<pubDate>Sun, 18 Jul 2010 19:15:44 +0000</pubDate>
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Nonostante che Lollapaloosa sia il più antico e popolato festival rock del mondo, di sicuro è anche il più dinamico. E&#8217; di qualche giorno fa la notizia di un accordo con Go Tv per la distribuzione dell&#8217;evento anche attraverso il suo syindicate. Go Tv è un intelligente produttore di contenuti media dedicati alla mobilità (telefonini, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="margin-bottom: 0cm;"><img class="alignleft size-full wp-image-1617" title="18 07 10" src="http://www.oratorio.biz/wp-content/uploads/2010/07/18-07-10.gif" alt="18 07 10" width="148" height="62" /></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Nonostante che Lollapaloosa sia il più antico e popolato festival rock del mondo, di sicuro è anche il più dinamico. E&#8217; di qualche giorno fa la notizia di un accordo con <strong><a href="http://gotvnetworks.com/"><span style="color: #000080;">Go Tv</span></a></strong> per la distribuzione dell&#8217;evento anche attraverso il suo syindicate. <strong>Go Tv è un intelligente produttore di contenuti media dedicati alla mobilità</strong> (telefonini, iPad ecc.), che oltre ad essere il più grande e qualificato nel suo campo, per me rappresenta il futuro dell&#8217;entertainment. Ad ogni modo l&#8217;accordo con Lollapaloosa prevede tre diverse opzioni. La prima, denominata “<strong>Branded Video Content</strong>”, consente la sponsorizzazione di 15 video del Lollapalossa nei quali è possibile integrare anche un video istituzionale del brand sponsor. La seconda opzione è la “<strong>Sponsored Channel Takeover</strong>” dove è addirittura possibile creare un canale dedicato allo sponsor, attraverso il quale distribuire 35 video dell&#8217;evento. La terza opportunità detta anche “<strong>Silver Package</strong>” prevede una visibilità “on stage” ed oltre 50 video distribuiti con la brand integration dello sponsor.</p>
<p>Se posso permettermi un consiglio, ritagliatevi una mezz&#8217;oretta del vostro tempo per studiarvi il sito e la proposta di GO TV. Lo dico senza interesse personale (purtroppo).</p>
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		<title>Non Sottovalutate iCarly!</title>
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		<pubDate>Mon, 10 May 2010 08:59:24 +0000</pubDate>
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Non si sente parlare molto di “iCarly” tra coloro che pianificano il marketing. Se ne sente parlare moltissimo invece tra i teen-ager. Un video a caso, tra i tantissimi su youtube che riguardano la serie, ha avuto più di tredicimilioni di visite, ma non è difficile trovarne diversi altri con cifre altrettanto sbalorditive. In Italia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="margin-bottom: 0cm;"><img class="aligncenter size-full wp-image-1481" title="10-05-10" src="http://www.oratorio.biz/wp-content/uploads/2010/05/10-05-10.png" alt="10-05-10" width="280" height="112" /></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Non si sente parlare molto di “iCarly” tra coloro che pianificano il marketing. Se ne sente parlare moltissimo invece tra i teen-ager. Un video a caso, tra i tantissimi su youtube che riguardano la serie, <strong>ha avuto più di tredicimilioni di visite,</strong> ma non è difficile trovarne diversi altri con cifre altrettanto sbalorditive. In Italia è programmato da Nickelodeon e ha una montagna di fans. <a href="http://www.icarly.it/">Il suo sito infatti </a>è uno dei pochi che funziona sul serio: il blog è ben popolato, i contributi dei visitatori sono tanti ed anche le vendite del disco della colonna sonora sono ottime. Il plot riguarda una ragazzina di Seattle che diventa una star del web grazie ad un web-casting. La produzione è sobria ma con gusto, i dialoghi convincenti, i ritmi serrati e gli attori simpatici. Nulla di innovativo o sperimentale certamente, però ha l&#8217;indubbio vantaggio di essere aggiornato. I temi trattati, il terreno semantico, il look degli attori e le scenografie sono quel giusto equilibrio tra quello che c&#8217;era (ed ha stufato) e quello che sarà (ma che se troppo anticipato rischia di soffrire della sindrome del Pioniere). <strong>A giorni negli Studios di Los Angeles si comincerà a girare la 4 stagione.</strong> Addirittura 26 episodi già programmati, una cifra molto alta, che è stata pianificata in pochi casi per altre serie (e furono tutte serie cult). Sintomo questo, del successo consolidato tra il suo pubblico da un lato, e delle ampie garanzie di ritorno economico per la produzione dall&#8217;altro. Per attività di placement sulla nuova stagione è importante farsi avanti subito. Le merceologie ideali sono quelle rivolte ad una fascia di età tra i 12 ed i 17 anni.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"> </p>
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		<title>Lollapalooza</title>
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		<pubDate>Thu, 06 May 2010 08:32:20 +0000</pubDate>
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Dal 6 all&#8217;8 agosto al Grant Park di Chicago ci sarà da divertirsi. Tocca al Lollapalooza !!!, che è il più bello, anomalo ed intelligente Rock Festival che si conosca. Bello perché è organizzato al Grant Park&#8230; e a Chicago per i parchi hanno una devozione che dovrebbe fare scuola. Bello anche per il “line-up”: [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="MARGIN-BOTTOM: 0cm"><img class="alignleft size-full wp-image-1476" title="06 05 10" src="http://www.oratorio.biz/wp-content/uploads/2010/05/06-05-10.jpg" alt="06 05 10" width="211" height="103" /></p>
<p style="MARGIN-BOTTOM: 0cm">Dal 6 all&#8217;8 agosto al Grant Park di Chicago ci sarà da divertirsi. Tocca al <a href="http://www.lollapalooza.com/"><span style="color: #000080;">Lollapalooza</span></a> !!!, che è <strong>il più bello, anomalo ed intelligente Rock Festival</strong> che si conosca. Bello perché è organizzato al Grant Park&#8230; e a Chicago per i parchi hanno una devozione che dovrebbe fare scuola. Bello anche per il “line-up”: <strong>Green Day, Soundgarden, Lady Gaga, The Strokes, Phoenix, Jimmy Cliff </strong>ed un altro centinaio di musicisti affermati o anche no, che promettono e mantengono. <strong>Bello</strong> perché è un festival popolato bene: ragazzi (tantissimi), ma durante il giorno anche famigliole, compagnie che si fanno una grigliata, vecchi rocker 50-60enni nostalgici e mai un casino in tanti anni. <strong>Anomalo</strong> perché è normale che dopo una band di culto suoni un trio di geek arrivati col permesso scritto dei genitori&#8230; ed è normale che i due gruppi alla fine suonino insieme. Anomalo perché è un festival organizzato da decenni allo scopo di finanziare la manutenzione dei parchi cittadini. Di solito i grandi, grandissimi, festival sono un business, o magari sono organizzati una tantum per una qualche emergenza umanitaria (molto lodevole sia chiaro). Ma questo invece da sempre richiama i più famosi, i più innovativi, i più trasgressivi e i più sconosciuti musicisti e tutti accettano di suonare per la causa dei parchi cittadini&#8230;. E&#8217; fantastico no? Lollapalloza è anche <strong>intelligente</strong> perché sfrutta il contesto del parco per fare molto altro; ad esempio educazione ambientale, mostre d&#8217;arte, intrattenimenti per bambini. <strong>Poi viene anche il business</strong> che però è intelligente; la Honda ad esempio regala come primo premio per il concorso “Rock &amp; Recycled una Insight che è un modello ibrido. Evidentemente però, questa formula funziona così bene che anche se la <strong>Honda</strong> partecipa all&#8217;evento, <strong>Toyota </strong>non ha rinunciato ad essere main sponsor. Lo stesso hanno fatto marchi come <strong>Adidas, Sony, Budweiser</strong> ecc. <strong>Lo stesso potrebbero fare molti marchi italiani </strong>interessati ad abbinarsi con inziative di Product Placement alla musica, ai giovani o all&#8217;ambiente.</p>
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		<title>PROM</title>
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		<pubDate>Mon, 03 May 2010 16:48:19 +0000</pubDate>
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La Disney è pronta a produrre PROM (che è la parola che identifica il ballo studentesco di fine anno), un film per il cinema che rappresenta l&#8217;evoluzione di High School Musical. Passato qualche anno dallo straordinario successo del musical, la Disney interpreta e racconta le nuove mode e tendenze dei giovani Teen Ager ripartendo da [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="margin-bottom: 0cm;"><img class="alignleft size-medium wp-image-1467" title="03 05 10" src="http://www.oratorio.biz/wp-content/uploads/2010/05/03-05-10-300x216.jpg" alt="03 05 10" width="300" height="216" /></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">La Disney è pronta a produrre PROM <em>(che è la parola che identifica il ballo studentesco di fine anno),</em> un film per il cinema che rappresenta <strong>l&#8217;evoluzione di High School Musical.</strong> Passato qualche anno dallo straordinario successo del musical, la Disney interpreta e racconta le nuove mode e tendenze dei giovani Teen Ager ripartendo da zero. Il format che è sempre centrato sulla musica, ma senza essere carico di canti e coreografie, racconta della serata più importante per ogni studente: Il ballo di fine anno.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Gli attori sono tutti giovani e sconosciuti. Da sempre infatti la Disney ricerca e lancia talenti per la sua scuderia, che oggettivamente è tra le più prestigiose dell&#8217;interno scenario dell&#8217;entertainment (Zac Efron, I Jonas, Selena Gomez, Miley Cirus alias Hanna Montana ecc.). Questo è un fattore decisivo per le strategie di Placement. Da un lato infatti i costi per il posizionamento non sono impegnativi come lo sarebbero se alla produzione partecipassero Star consolidate. Dall&#8217;altro lato si partecipa ad un progetto sin dalla prima stagione, con l&#8217;indubbio vantaggio di crescere insieme al cast e definendo, con un po&#8217; di fortuna, alcuni trend stilistici di successo.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">La sceneggiatura è stata scritta da Katie Wech, la stessa di High School Musical, mentre la regia sarà affidata a Joe Nussbaum (Sleepover, Sydney White, American Pie ecc.). I produttori sono Tedd Griffin (lo stesso del bellissimo <a href="http://www.oratorio.biz/product-placement/up-in-the-air-tra-le-nuvole-del-product-placement.html">Up in the Air</a>) e Justing Springer.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Sin dalle prime battute della sceneggiatura (che ho ricevuto stamattina) appare infine chiaro il mood scelto per questo film:<em> </em></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">“<em>Prom è una parola magica. Mettila davanti a qualsiasi altra parola e diventa magica. Un vestito è solo quello che indossi ma il vestito del ballo di fine anno (</em><span style="font-style: normal;">prom dress</span><em>) è qualcosa che hai sempre sognato&#8230;.</em></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Le tipologie di prodotte da inserire sono tutte quelle afferenti al mondo giovanile&#8230; abbigliamento in testa.</p>
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		<title>JONAS: CIAK SI SUONA</title>
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		<pubDate>Wed, 03 Feb 2010 20:08:43 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[
 Da molto tempo i format televisivi dedicati ai teenager sono una commistione (adesso si chiama “crossover”) tra la musica e la commedia leggera, talvolta condita con un po&#8217; di azione, altre volte decorata con buoni sentimenti, più spesso colorata di comicità e umorismo. I primi esempi risalgono agli anni &#8216;60 quando il serial “The Monkees” [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.oratorio.biz/wp-content/uploads/2010/02/03-02-10.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1241" title="03-02-10" src="http://www.oratorio.biz/wp-content/uploads/2010/02/03-02-10-245x300.jpg" alt="" width="245" height="300" /></a><br />
 Da molto tempo i format televisivi dedicati ai teenager sono una commistione (adesso si chiama “crossover”) tra la musica e la commedia leggera, talvolta condita con un po&#8217; di azione, altre volte decorata con buoni sentimenti, più spesso colorata di comicità e umorismo. I primi esempi risalgono agli anni &#8216;60 quando il serial “The Monkees” (una sorta di cloni dementi dei Beatles) permise alla Band di vendere nel mondo reale più dischi dei veri “Fab Four” che scimmiottavano nei loro telefilm. Negli &#8216;70 si tentarono altre formule come quella patinata e buonista della “Famiglia Partridge”, ispirata alla vera storia della famiglia Cowllins che qualche anno prima aveva ottenuto un certo successo negli USA. Anche in questo caso la lunga discografia seguita al telefilm (una decina di album pubblicati) aveva ottenuto un non trascurabile successo, tanto che sia nel 2001 che nel 2005 vi furono delle riedizioni. Sempre in quegli anni David Soul, che tutti ricordano per essere “Hutch” in “Starsky &amp; Hutch”, in un episodio si era esibito con la chitarra. Contemporaneamente usciva il suo LP che presto avrebbe raggiunto il primo posto nelle maggiori classifiche mondiali&#8230; e non sarà nemmeno l&#8217;ultima volta. Negli anni &#8216;80 è stata la volta del musical “Saranno Famosi”, negli anni &#8216;90 invece ha dettato legge l&#8217; R&amp;B (Will il Principe di Bell Air su tutti). Negli ultimi dieci anni si sono invece imposti due veri fenomeni di massa come High School Musical (che aggiorna per molti aspetti il vecchio “Saranno Famosi”) e la simpatica Hannah Montana, che si potrebbe dire una specie di Happy Days in formato mp3.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><strong>Ma la produzione più interessante tra tutte quelle recenti è forse ”The Jonas”, un serial firmato Disney</strong> (come del resto tutti quelli citati degli ultimi 10 anni) che dal 2005 segue la vita di tutti i giorni di tre fratelli che sono anche un&#8217;affermata Rock Band. Qui i fattori di successo sono duplici: un&#8217;eccellenza musicale (hanno ricevuto nomination ai Grammy e addirittura vinto l&#8217;American Music Award) e un&#8217;eccellente produzione televisiva con una serie di invenzioni di linguaggio (cinematografico), un ritmo ed uno stile di fotografia che lo rendono di fatto piacevole e sofisticato. Una cura maniacale è data ad esempio al look dei personaggi (questo sta diventando sempre più un tratto dei prodotti Disney) che non a caso hanno come co-protagonista proprio la loro costumista. Poi ci sono grandi possibilità di visibilità per strumenti musicali, arredamento e accessori per la casa (il loro appartamento è un concentrato di design e novità di ogni tipo), prodotti elettronici ed informatici e di fatto ogni prodotto che si profili adatto ai dei ragazzi svegli, eleganti e sicuri di se. A breve cominceranno le riprese per la nuova stagione e le possibilità di ottenere placement per tutti i brand italiani creativi e inediti è davvero buona.</p>
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		<title>Lady Gaga: Bad Romance &amp; Good Placement</title>
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		<pubDate>Mon, 01 Feb 2010 15:50:26 +0000</pubDate>
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Bad Romance &#8211; Funny video clips are a click away 
Nel 2009 Lady Gaga è stata considerata l&#8217;artista dell&#8217;anno. Innovazione, provocazione, intuito e lungimiranza l&#8217;anno resa ricca, famosa ed apprezzata. Il 2010 è cominciato, se possibile, ancora meglio, con un&#8217;esposizione mediatica davvero considerevole. Già sul finire dell&#8217;anno scorso aveva cominciato a raccogliere riconoscimenti (Stylemaker Award) per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="400" height="345" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="name" value="Metacafe_4105228" /><param name="src" value="http://www.metacafe.com/fplayer/4105228/bad_romance.swf" /><param name="wmode" value="transparent" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="400" height="345" src="http://www.metacafe.com/fplayer/4105228/bad_romance.swf" wmode="transparent" name="Metacafe_4105228"></embed></object><br />
<span style="font-size: xx-small;"><a href="http://www.metacafe.com/watch/4105228/bad_romance/">Bad Romance</a> &#8211; <a href="http://www.metacafe.com/">Funny video clips are a click away</a></span> </p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Nel 2009 Lady Gaga è stata considerata l&#8217;artista dell&#8217;anno. Innovazione, provocazione, intuito e lungimiranza l&#8217;anno resa ricca, famosa ed apprezzata. Il 2010 è cominciato, se possibile, ancora meglio, con un&#8217;esposizione mediatica davvero considerevole. Già sul finire dell&#8217;anno scorso aveva cominciato a raccogliere riconoscimenti (Stylemaker Award) per poi fare bottino pieno ai “People&#8217;s Choiche Awards” e quindi consacrarsi qualche ora fa, aprendo i Grammy Award duettando con Elton John. Questa eclettica artista è interessante anche perché ha considerato il product placement una risorsa indispensabile tanto in ottica di ”fund recruirement” quando in quella di “look scouting”. In una logica di vantaggio reciproco<strong> il video “Bad Romance” ad esempio, ha ufficialmente accreditato 8 product placement </strong>con marchi quali “Nemiroff” Vodka, “HP”, “Nintendo “Wii”, Burberry, Safari occhiali ecc. Sebbene i video musicali siano sempre stati un mezzo attraverso il quale è possibile promuovere marchi e prodotti con la tecnica del product placement, almeno in Europa questa opportunità è ancora sottouttilizzata. Invece è uno strumento, economico, molto targetizzato, rapido nei ritorni e semplice da realizzare. E le grandi/medie compagnie che un annetto fa hanno creduto a questa autentica outsider dello Show Biz adesso se la godono.</p>
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		<title>Il tasto destro di Clear Channel</title>
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		<pubDate>Sun, 24 Jan 2010 17:54:41 +0000</pubDate>
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Giovedì scorso il colosso Clear Channel Radio ha ufficialmente inaugurato una nuova piattaforma di pianificazione pubblicitaria, capace di inserire gli spot nei contesti migliori. L&#8217;idea non è del tutto nuova, per loro stessa ammissione l&#8217;hanno replicata da Google, che utilizza lo stesso metodo da anni. Infatti quando nel motore di ricerca si digita una parola, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.oratorio.biz/wp-content/uploads/2010/01/24-01-10.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1221" title="24-01-10" src="http://www.oratorio.biz/wp-content/uploads/2010/01/24-01-10.jpg" alt="" width="200" height="198" /></a></p>
<p>Giovedì scorso il colosso <a href="http://www.clearchannel.com/"><strong><span style="color: #000080;">Clear Channel Radio</span></strong></a><span style="color: #003366;"> </span>ha ufficialmente inaugurato una nuova piattaforma di pianificazione pubblicitaria, capace di inserire gli spot nei contesti migliori. L&#8217;idea non è del tutto nuova, per loro stessa ammissione l&#8217;hanno replicata da Google, che utilizza lo stesso metodo da anni. Infatti quando nel motore di ricerca si digita una parola, accade che sulla colonna di destra appaiono subito delle pubblicità che sono le affini per significato (es. se si digita “casa” ecco comparire banner di agenzie immobiliari). Google però, a sua volta, aveva mutuato l&#8217;idea dalla funzione “tasto destro” di Microsoft che, appunto, una volta cliccato ti <span style="color: #003366;">permetteva</span> di accedere a tute le funzioni contestuali possibili in quel momento. La logica del processo è più che vincente ed è la medesima utilizzata anche dal Product Placement. Per pianificare all&#8217;interno di progetti Cinema o TV (ma questo vale anche per i Videogame e i Video Musicali) infatti, si traccia prima un profilo del testimonial ideale, si valuta l&#8217;affinità tra questo e le produzioni disponibili e solo allora si decide se investire in placement oppure no. Questo almeno dovrebbe essere la procedura corretta&#8230;. e questo è quanto ha realizzato Clear Channel, che in un certo senso entra in competizione diretta con il product placement. Fortunatamente però, questo vale solo per la radio (almeno al momento), un mezzo che sino ad ora non è stato oggetto di investimenti in placement per una serie di limitazioni sia tecniche che normative. Il progetto che è stato studiato e testato per un anno è ora applicato da Creal Channel al nuovo album degli AC/DC. Ogni volta che in una delle sue 91 stazioni sono programmati brani rock, alla fine (o al massimo entro 30 secondi) viene trasmesso lo spot promozionale del CD. I risultati di questa strategia sono strabilianti: nella prima settimana di vendita sono state acquistate 784.000 copie. Si tratta del secondo miglior risultato del 2009 in tutti gli Stati Uniti. Questo dimostra che l&#8217;idea di avvicinare il prodotto al suo contesto ideale, in una finestra spazio-tempo ridotta, è davvero vincente. E questo è proprio quello che fa ogni giorno il product placement.</p>
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		<title>BORDERMAN</title>
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		<pubDate>Wed, 16 Dec 2009 09:00:55 +0000</pubDate>
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Cominciano ad arrivare delle buone idee per il premio “7 produzioni per 7 prodotti” di cui abbiamo trattato un mesetto fa e che forse nella sua versione ufficiale si chiamerà “7 plot per 7 brand”.
E&#8217; bene dire che questo premio non vede un solo vincitore; perché regalare coppe e medaglie non è il suo scopo. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.oratorio.biz/wp-content/uploads/2009/12/16-12-09.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1147" title="16-12-09" src="http://www.oratorio.biz/wp-content/uploads/2009/12/16-12-09.jpg" alt="" width="300" height="300" /></a> <br />
Cominciano ad arrivare delle buone idee per il premio “<a href="http://www.oratorio.biz/product-placement/ecco-una-risorsa-per-filmaker-indipendenti-e-brand-intraprendenti.html"><span style="color: #000080;"><strong>7 produzioni per 7 prodotti</strong></span></a>” di cui abbiamo trattato un mesetto fa e che forse nella sua versione ufficiale si chiamerà “7 plot per 7 brand”.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">E&#8217; bene dire che questo premio non vede un solo vincitore; perché regalare coppe e medaglie non è il suo scopo. Il suo obiettivo infatti è <span style="text-decoration: underline;"><strong>individuare delle buone idee da segnalare ad aziende interessate a pianificare in product placement innovativi</strong></span>. I budget dei web serial sono così contenuti che, di fatto, i brand che investono nel progetto si trasformano in microproduttori e in questa nuova veste potranno gestire e veicolare il loro prodotto/webserial anche secondo proprie specifiche strategie (nel sito aziendale, nella pagina di facebook, su youtube o metacafe, attraverso DVD, videofonini e magari anche vendendo il format a qualche emittente del digitale).</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Proprio <span style="text-decoration: underline;"><strong>all&#8217;interno di questo scenario il progetto “Borderman” è una sua eccellente interpretazione</strong></span>. Innanzitutto non si tratta nemmeno di una webserial tradizionale, non è cioè una semplice trasposizione sul web di una sit-com, ma si declina in una cosa diversa che viene definita <strong>un “multiformat</strong>” perché si divide in 5 sezioni tra di loro conseguenti ma che trattano lo stesso tema. Poi, proprio grazie a questa struttura modulare, Borderman si presta particolarmente a iniziative di product placement, tanto da essere stata concepita proprio per questa funzione, naturalmente salvaguardando le peculiarità narrative e l&#8217;appetibilità per il pubblico. I più interessati a questo progetto dovrebbero essere le aziende di articoli e abbigliamento sportivo, i brand più casual ed informali della moda, compresi gli accessori, e tutti quei marchi che gravitano a vario titolo attorno alla musica “Indi”. Data l&#8217;esiguità dell&#8217;investimento, la creatività del progetto e la sua duttilità nella pianificazione, si tratta di un opportunità dal grande potenziale su cui investire con sicurezza.</p>
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		<title>TeleFilmPop o TelePopFilm</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Nov 2009 11:01:28 +0000</pubDate>
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- Funny blooper videos are here
Questo interessante intervento della giornalista Stefania Carini pubblicato ieri sul portale “Corriere.it” racconta, forse per la prima volta in modo organico, il rapporto simbiotico che vivono la musica pop ed i serials. Si è detto molto (e spesso) a proposito delle colonne sonore dei film hollywodiani, europei e italiani, molto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="400" height="345" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="name" value="Metacafe_3782667" /><param name="src" value="http://www.metacafe.com/fplayer/3782667/telefilmpop.swf" /><param name="wmode" value="transparent" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="400" height="345" src="http://www.metacafe.com/fplayer/3782667/telefilmpop.swf" wmode="transparent" name="Metacafe_3782667"></embed></object><br />
<span style="font-size: xx-small;"><a href="http://www.metacafe.com/watch/3782667/telefilmpop/"></a>- <a href="http://www.metacafe.com/">Funny blooper videos are here</a></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Questo interessante intervento della giornalista Stefania Carini pubblicato ieri sul portale “Corriere.it” racconta, forse per la prima volta in modo organico,<strong> il rapporto simbiotico che vivono la musica pop ed i serials. </strong>Si è detto molto (e spesso) a proposito delle colonne sonore dei film hollywodiani, europei e italiani, molto meno si è parlato di quanto sia determinante la musica e la coreografia nelle produzioni di Bollywood, dove invece non è raro che si vendano più copie dei CD, che biglietti per il film. <strong>Quello però che lega i divi della musica al telefilm è qualcosa di più sostanziale</strong>. Accade infatti che l&#8217;artista interpreti se stesso nella storia (Ally McBeal, Las Vegas, Eli Stone, Dharma e Greg, ecc.) o un personaggio diverso, appositamente integrato nella vicenda della puntata, anche se talvolta parodiando il suo personaggio. In &#8220;Will &amp; Grace&#8221; questo è accaduto praticamente in ogni stagione, con artisti del calibro di Madonna, Elton John e Janet Jackson ad esempio. In entrambi i casi questo matrimonio, quando è ben gestito, diventa la declinazione quasi accademica della logica del “<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Win-win"><strong><span style="color: #000080;">Win-Win</span></strong></a><strong><span style="color: #000080;">”</span></strong> tanto amata dagli americani. Quella cioè dove entrambi traggono profitto dall&#8217;accordo senza che vi sia discapito per alcuno, nemmeno per il pubblico. La produzione arricchisce qualitativamente la puntata con una hit o con un personaggio comunque di spessore, spesso anche allargando la sua fetta di pubblico con quella parte di zoccolo duro di fans, che altrimenti non seguirebbero l&#8217;episodio (magari riuscendo addirittura a fidelizzarli). L&#8217;artista utilizza questo potente strumento per dare visibilità al suo personaggio; per passare la sua musica su di un canale alternativo e ad un pubblico altrimenti non facilmente (od economicamente) raggiungibile e magari si propone persino dignitosamente come attore. E&#8217; utile anche notare come<strong> sempre più le produzioni musicali e quelle televisive utilizzino le medesime agenzie di product placement</strong>.<strong> Questo inevitabilmente conduce a politiche di sinergia, che sono probabilmente destinate a consolidarsi fino al punto di non ritorno.</strong> In un futuro prossimo i telefilm, che già ora negli USA chiamano opportunamente TV Show, diverranno in parte commedy, in parte musical, in parte mall. Agli inizi si griderà alla scandalo, ma del resto questo è già successo quando si è passati dal teatro al cinema e poi dal cinema alle televisione e poi dalla televisione alle web serials. Poi ciascuno di questi strumenti espressivi ritroverà i suoi spazi, i suoi linguaggi e la sua linfa. E chi ama scandalizzarsi avrà altri obiettivi da puntare.</p>
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		<title>Musicisti Multitasking</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Oct 2009 08:51:25 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[ Stephanie Savage, produttrice e sceneggiatrice di “Gossip Girl”, per rispondere ad una domanda di un giornalista del Los Angeles Time (Adam Tschorn ) circa il problema ormai diventato quasi ingestibile dello zapping durante i break pubblicitari, ha utilizzato un interessante parallelo.
I grandi network e gli studios stanno cercando di compensare le perdite subite dal calo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.oratorio.biz/wp-content/uploads/2009/10/21-10-09.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-979" title="21-10-09" src="http://www.oratorio.biz/wp-content/uploads/2009/10/21-10-09-300x198.jpg" alt="" width="300" height="198" /></a> Stephanie Savage, produttrice e sceneggiatrice di “Gossip Girl”, per rispondere ad una domanda di un giornalista del Los Angeles Time (Adam Tschorn ) circa il problema ormai diventato quasi ingestibile dello zapping durante i break pubblicitari, ha utilizzato un interessante parallelo.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" lang="it-IT">I<strong> grandi network e gli studios stanno cercando di compensare le perdite subite dal calo di spot , attraverso il product placement. </strong>Inserendo infatti i prodotti direttamente nello show si evita il “flippering”, che danneggia non solo i nostri inserzionisti ma sempre più spesso anche il canale e i produttori, diminuendo la fedeltà al programma. E&#8217; un po&#8217; quello che sta succedendo anche nel mondo della musica: Si vendono sempre meno dischi, così i manager delle band e dei cantanti si sono posti la questione di come compensarli. Molti hanno individuato la soluzione nel Product Placement. <strong>Gwen Stefani e Justin Timberlake</strong> ad esempio, hanno una loro linea di abbigliamento che esibiscono ad ogni occasione e questo è un mezzo di promozione eccezionale, probabilmente tanto proficuo quanto la vendita di dischi.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" lang="it-IT">Ma la Savage si spinge ancora più nel dettaglio e rivela un paio di tecniche e diverse applicazioni. Un musicista può stringere contratti con delle case di moda per indossare in esclusiva i suoi vestiti e magari permettere l&#8217;utilizzo della sua immagine a scopo pubblicitario (e questo si chiama Tie In), oppure può indossare casualmente, una tantum, un capo ma permettere di essere ripreso e fotografato dalla stampa (Cameo) o spingersi a firmare una linea di abbigliamento con il suo marchio o il suo nome (Partnership). Tutti questi casi inoltre, vanno suddivisi in due grandi categorie “Inside the Show or Outside the Show”, ovvero durante i concerti o nella vita privata (che poi spesso in realtà è assolutamente pubblica). Le scelte della tipologia di placement e il contesto nel quale utilizzare i prodotti sono dettati da strategie di marketing interne all&#8217;azienda, che si riconducono in parte alla disponibilità di budget, in parte al desiderio di monopolizzare o meno la star ed in parte alla volontà di rimanere un tantino underground, cosa che tutto sommato piace sempre tanto agli stilisti.</p>
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		<title>Bollywood con&#8230;turbanti e product placement</title>
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		<pubDate>Wed, 12 Aug 2009 10:08:39 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Per gli amanti del genere questa estate sarà tra quelle da non dimenticare. Da un paio di mesi a questa parte Rai Uno programma delle ottime e recenti pellicole di Bollywood, del genere commedia sentimentale (il più diffuso e tradizionale), che vanno sotto il cappello di “Amori con&#8230;.turbanti” Purtroppo per ragioni credo di palinsesto e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.oratorio.biz/wp-content/uploads/2009/08/12-08-09.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-798" title="12-08-09" src="http://www.oratorio.biz/wp-content/uploads/2009/08/12-08-09-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a>Per gli amanti del genere questa estate sarà tra quelle da non dimenticare. Da un paio di mesi a questa parte Rai Uno programma delle ottime e recenti pellicole di Bollywood, del genere commedia sentimentale (il più diffuso e tradizionale), che vanno sotto il cappello di “Amori con&#8230;.turbanti” Purtroppo per ragioni credo di palinsesto e forse anche di “digeribilità”, questi filmoni vengono edulcorati attraverso il taglio di tutti i balletti, le scenografie e i canti, che invece sono parte distintiva e caratterizzante di queste belle produzioni normalmente della durata di 3 ore e mezzo&#8230;. ma è sempre meglio di nulla.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Anche in questo caso vale l&#8217;appello di molti critici televisivi che ritengono la programmazione di terza serata e quella estiva, molto spesso migliore di quella di prima serata in alta stagione. Amori con&#8230;turbanti è una grande occasione di incontrare un cinema alternativo, ma dalla lunga e gloriosa tradizione, che da qualche anno si sta sforzando di occidentalizzare il suo prodotto per poterlo esportare su più ampia scala. Cuori in onda (Salaam Namastee), ad esempio, una frizzante commedia del 2005 andata in onda mercoledì scorso, è ambientato a Sidney e tratta temi piuttosto inediti per il cinema indiano, come la gravidanza extraconiugale, la convivenza e l&#8217;indipendenza dalla famiglia. Ma soprattutto si concede un bacio tra i due amanti&#8230; cosa che per i nostri canoni sarebbe un fattore marginale ma nel loro comune senso del pudore invece è estremamente lincenzioso.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><strong>Con questa nuova generazione di commedie il cinema di Bombay si prepara a crescere sensibilmente il suo già considerevole numero di spettatori,</strong> che nei casi migliori arriva già al miliardo di persone (considerando solo la visione al cinema&#8230; poi ci sarebbe il DVD, il passaggio televisivo ecc.). Evidentemente questi calcoli e queste considerazioni sono già stati fatti dalle aziende più intraprendenti, che infatti <strong>hanno abbondantemente rifornito gli attori di abbigliamento e accessori alla moda; Diesel e Adidas su tutti.</strong></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><strong>La strada è segnata e molte aziende del made in Italy potrebbero e dovrebbero seguirla. Per info: p.latini (at) oratorio.biz</strong></p>
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		<title>NeuroMarketing e Music Placement</title>
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		<pubDate>Wed, 22 Apr 2009 09:13:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[
  Molti se la prendono con il Product Placement perchè lo confondono con la pubblicità occulta.Di fatto il Product Placement è l&#8217;esatto contrario. Se fosse occulto del resto non interesserebbe a nessuno. I clienti del Product Placement viceversa, pretendono che il loro prodotto sia visibile e riconoscibile (quindi non latente). Infatti solo in questo modo potranno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.oratorio.biz/wp-content/uploads/2009/04/22-04-091.jpg"></a><a href="http://www.oratorio.biz/wp-content/uploads/2009/04/22-04-09.jpg"></a></p>
<p><a href="http://www.oratorio.biz/wp-content/uploads/2009/04/22-04-092.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-606" title="22-04-092" src="http://www.oratorio.biz/wp-content/uploads/2009/04/22-04-092-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>  Molti se la prendono con il Product Placement perchè lo confondono con la pubblicità occulta.Di fatto il Product Placement è l&#8217;esatto contrario. Se fosse occulto del resto non interesserebbe a nessuno. I clienti del Product Placement viceversa, pretendono che il loro prodotto sia visibile e riconoscibile (quindi non latente). Infatti solo in questo modo potranno poi basare la loro campagna stampa o le loro promozioni su questo fatto.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Chiarisco nuovamente questo aspetto perché soprattutto negli Stati Uniti, grandi amanti delle classifiche e delle categorie, si tende a far rientrare nelle attività di Product Placement anche il NeuroMarketing, che invece risulta a pieno titolo tra quelle attività poco etiche che vanno decisamente biasimate. Per chi non lo sapesse il NeuroMarketing è una delle tante derive estreme attraverso il quale si ricercano spazi (mentali) non ancora assediati dalla pubblicità, ma invece efficienti, da far occupare con promo e brand. Il caso che sta facendo clamore in questi giorni riguarda le dichiarazioni di un produttore discografico di musica hip hop (Russels Simmons co-flondatore dell&#8217;etichetta Def Jam) che sostiene di aver ricevuto un offerta dalla Mc. Donal&#8217;s per inserire il nome della catena all&#8217;interno di una loro hit. Il premio che avrebbero pagato sarebbe stato di circa 1 dollaro per ogni passaggio radiofonico. Pare che l&#8217;accordo non sia andato a buon fine solo perchè il produttore pretendeva che l&#8217;accordo rimanesse segreto, cosa evidentemente impossibile per il marketing del colosso del fast food. In seguito a questa rivelazione si poi scoperto che alcune agenzie che posseggono una “divisione riservata” avrebbero offerto la medesima operazione ad una trentina di altri artisti (tra cui Lil’ Wayne, Keri Hilson, The Pussycat Dolls, Black Eye’d Peas, Eminem) solo negli ultimi 6 mesi, ma sempre senza successo.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">L&#8217;integrità artistica è più importante di una piano marketing è stata la risposta di tutti.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Ed è la stessa cosa che sanno da tempo tutti quelli che si occupano seriamente di product placement. Nessun regista, nessun attore, nessun sceneggiatore e nessun produttore che si rispetti, squalificherebbe il suo lavoro per 15.000 euro di un product placement. Costa così poco un posizionamento in un film di alta fascia di Hollywood perché si tratta sempre e comunque di una scelta artistica o narrativa, capace di profilare un personaggio, contestualizzare una scena o addirittura interagire con la storia,.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Se volete <a href="mailto:p.latini@oratorio.biz">p.latini@oratorio.biz</a></p>
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