<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Oratorio Posting &#187; Brand Integration</title>
	<atom:link href="http://www.oratorio.biz/category/brand-integration/feed" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.oratorio.biz</link>
	<description>The Product Placement Arena</description>
	<lastBuildDate>Thu, 17 Nov 2011 21:18:48 +0000</lastBuildDate>
	<generator>http://wordpress.org/?v=2.8.6</generator>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
			<item>
		<title>L&#8217;enigma dell&#8217;Estinzione delle Felpe Logate</title>
		<link>http://www.oratorio.biz/product-placement/lenigma-dellestinzione-delle-felpe-logate.html</link>
		<comments>http://www.oratorio.biz/product-placement/lenigma-dellestinzione-delle-felpe-logate.html#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 11 Nov 2011 09:22:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Brand Integration]]></category>
		<category><![CDATA[Celebrity Seeding]]></category>
		<category><![CDATA[Etica]]></category>
		<category><![CDATA[Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[product placement]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.oratorio.biz/?p=2257</guid>
		<description><![CDATA[Per almeno una sessantina d&#8217;anni hanno furoreggiato le (belle, comode) felpe colorate con enormi loghi davanti o dietro. In genere si trattava di blasoni di college americani prestigiosi e più di recente (ultimi 25, 30 anni) anche di brand di case di moda molto casual (Diesel, Replay, Baci e Abbracci, Franklin &#38; Marshall ecc.). Un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="margin-bottom: 0cm;"><img class="alignleft size-full wp-image-2258" title="Jumper" src="http://www.oratorio.biz/wp-content/uploads/2011/11/Jumper.jpg" alt="Jumper" width="199" height="254" /><span style="color: #000000;">Per almeno una sessantina d&#8217;anni hanno furoreggiato le <em>(belle, comode)</em> felpe colorate con enormi loghi davanti o dietro. In genere si trattava di blasoni di college americani prestigiosi e più di recente <em>(ultimi 25, 30 anni)</em> anche di brand di case di moda molto casual <em>(Diesel, Replay, Baci e Abbracci, Franklin &amp; Marshall ecc.)</em>. Un caso davvero atipico nel ipercinetico pianeta della moda, dove in genere si cambia rotta ogni tre mesi.  Infatti  per apprezzare una svolta nell&#8217;amatissimo jumper ci è voluto più di mezzo secolo. Ora però <strong>i grandi loghi che connotavano con civetteria questi capi sono spariti </strong>o si sono molto ridimensionati. Quasi mai  questo cambiamento però è dovuto ad un&#8217;evoluzione della moda o ad un cambio di strategia del brand. <strong>La ragione di questa svolta è invece da imputarsi al product placement</strong>. Uno strumento che da qualche anno è integrato a pieno titolo nei media plan di tutte le case produttrici di abbigliamento, accessori, design, automotive, elettronica ecc.ecc. Nessun produttore o regista, infatti, accoglierebbe mai un placement come scelta artistica <em>(i più preziosi ed anche i più economici)</em> se il prodotto fosse troppo sfacciatamente pubblicitario e in realtà la situazione non cambia molto nemmeno in caso di contingency placement, a parte qualche imbarazzante caso italiano come ad esempio la smart elettrica in &#8220;don Matteo&#8221;. In questo processo adattativo non si è tenuto conto delle richieste del mercato. <em>“Poco male”</em>, hanno pensato le aziende, le perdite di vendita causate dagli scontenti saranno ampiamente compensate dai nuovi entusiasti catturati dal placement.</span></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.oratorio.biz/product-placement/lenigma-dellestinzione-delle-felpe-logate.html/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Troilled e il Virtual Product Placement</title>
		<link>http://www.oratorio.biz/product-placement/troilled-e-il-virtual-product-placement.html</link>
		<comments>http://www.oratorio.biz/product-placement/troilled-e-il-virtual-product-placement.html#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 31 Oct 2011 12:12:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Brand Integration]]></category>
		<category><![CDATA[Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[Serial TV]]></category>
		<category><![CDATA[TV]]></category>
		<category><![CDATA[Telefilm]]></category>
		<category><![CDATA[merchandising]]></category>
		<category><![CDATA[product placement]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.oratorio.biz/?p=2238</guid>
		<description><![CDATA[Se quando guardate una partita in TV vi sembra che i cartelloni a bordo campo o il logo dentro la lunetta del basket siano “strani” beh, non vi state sbagliando. Si tratta di un posizionamento realizzato in post-produzione. Ma questo è stato solo il primo passo del  Virtual Placement, ovvero un product placement ricostruito [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="margin-bottom: 0cm"><img class="alignleft size-medium wp-image-2239" title="Troilled" src="http://www.oratorio.biz/wp-content/uploads/2011/10/Troilled-300x170.png" alt="Troilled" width="300" height="170" />Se quando guardate una partita in TV vi sembra che i cartelloni a bordo campo o il logo dentro la lunetta del basket siano “strani” beh, non vi state sbagliando. Si tratta di <strong>un posizionamento realizzato in post-produzione</strong>. Ma questo è stato solo il primo passo del  Virtual Placement, ovvero un product placement ricostruito in studio grazie alla tecnologia digitale, ormai largamente utilizzata in ogni produzione TV e Cinema. L&#8217;ultima frontiera del Placement a posteriori sono proprio i serial TV, dove da poco è possibile che l&#8217;anonima lattina bevuta da un attore diventi una lattina con un marchio ben visibile, oppure che il negozio dove si svolge la scena si trasformi in un punto vendita monomarca. Il caso più recente ed eclatante è quello della fortunata serie inglese<a href="http://sky1.sky.com/trollied"> <strong>Trollied </strong></a><em>(alla prima stagione su Sky One) </em>ambientata, non a caso, in un supermercato <em>(Valco)</em> dove le potenziali situazioni di virtual placement si sprecano. Di recente si è saputo che molti placement sono stati venduti  e realizzati dopo che i buoni risultati delle prime puntate hanno cominciato ad interessare i media planner. Per la seconda stagione il sistema sarà ancora più affinato e non è da escludere che gli autori ne terranno conto al momento di scrivere le sceneggiature. Dai rumors che sono riuscito a cogliere, non si esclude addirittura una gara per aggiudicarsi le posizioni migliori che potranno essere <em>(e questa è la vera novità)</em> valutati direttamente sul girato. Più in generale i produttori ed i registi indipendenti potranno realizzare demo significativi, poi da utilizzarsi anche nel final cut, con i quali proporre placement avendo decisamente maggiori possibilità di successo.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.oratorio.biz/product-placement/troilled-e-il-virtual-product-placement.html/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Megafabbriche ovvero Mega Product Placement</title>
		<link>http://www.oratorio.biz/product-placement/megafabbriche-ovvero-mega-product-placement.html</link>
		<comments>http://www.oratorio.biz/product-placement/megafabbriche-ovvero-mega-product-placement.html#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 17 Oct 2011 07:48:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Brand Integration]]></category>
		<category><![CDATA[Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[Serial TV]]></category>
		<category><![CDATA[TV]]></category>
		<category><![CDATA[product placement]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.oratorio.biz/?p=2163</guid>
		<description><![CDATA[Esistono due diversi approcci allo stesso tema. Parlare di un prodotto in TV per fargli pubblicità o parlare di un prodotto per fare cultura di prodotto. Per questa seconda ipotesi suggerisco i programmi “Marchio di Fabbrica”  o “Come è Fatto”  entrambi trasmessi da Discovery Channel (canale 401 di Sky). Per il primo caso [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="margin-bottom: 0cm"><img class="alignleft size-medium wp-image-2164" title="Megafabbriche" src="http://www.oratorio.biz/wp-content/uploads/2011/10/Megafabbriche-300x225.png" alt="Megafabbriche" width="300" height="225" /><span style="color: #000000;">Esistono due diversi approcci allo stesso tema. <strong>Parlare di un prodotto in TV per fargli pubblicità o parlare di un prodotto per fare cultura di prodotto</strong>. Per questa seconda ipotesi suggerisco i programmi “<strong>Marchio di Fabbrica</strong>”  o “<strong>Come è Fatto</strong>”  entrambi trasmessi da Discovery Channel (canale 401 di Sky). Per il primo caso invece, non ho dubbi, il nostro riferimento è <strong>“Megafabbriche” in onda su National Geographic</strong>. Che cosa sia questo programma è presto detto: ti fanno entrare dentro gli stabilimenti di case molto  prestigiose (ricordo Harley Davidson, Ducati, John Deer, Coca Cola, Heineken&#8230;) e, accompagnato da un tutor, ti fai un viaggetto in fabbrica ammirando le fasi di lavorazione, ascoltando interviste dei responsabili di settore e apprendendo quanta tecnologia, creatività e passione ci siano dentro il prodotto.<strong> Quando arrivi alla fine hai la bava alla bocca ed il brand impresso nella mente tanto indelebilmente quanto un tatuaggio nella lingua.</strong> Qualcuno potrà pensare che questo non è poi così scandaloso: in fin dei conti sono marchi già molto famosi, affermati e storici, tanto da essere entrati nella coscienza collettiva. Giusto, ma se questo fosse davvero vero fino in fondo, <strong>perché ciascuno di questi marchi è costantemente impegnato in campagne pubblicitarie ed investimenti in product placement?</strong> Di per sé nessuna di queste attività è biasimevole, se non fosse che l&#8217;intero programma è un palco seducente ed imbonitore troppo sfacciato, per non diventare chiaramente un&#8217;intera operazione di product placement spacciata per “TV Show di Contenuto”&#8230; come ci si attenderebbe dal blasone che porta National Geographic. E anche dopo aver  preso coscienza del meccanismo, sono sicuro che guardando le nuove puntate, la bava vi verrà lo stesso. Almeno al sottoscritto accade questo. Il re è nudo, però anche così fa la sua porca figura!</span></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.oratorio.biz/product-placement/megafabbriche-ovvero-mega-product-placement.html/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Ufficio Stampa Riposizionato Cercasi</title>
		<link>http://www.oratorio.biz/product-placement/ufficio-stampa-riposizionato-cercasi.html</link>
		<comments>http://www.oratorio.biz/product-placement/ufficio-stampa-riposizionato-cercasi.html#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 11 Oct 2011 17:36:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Brand Integration]]></category>
		<category><![CDATA[Celebrity Seeding]]></category>
		<category><![CDATA[Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[Web]]></category>
		<category><![CDATA[product placement]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.oratorio.biz/?p=2151</guid>
		<description><![CDATA[Una paio di post indietro ho parlato del ruolo strategico degli Uffici Stampa. Confermo tutto. Per completare il quadro però è doveroso mettere in luce anche alcune “fatiche di interpretazione” che questo servizio palesa rispetto al mutamento dei tempi. In Italia ma anche nel resto d&#8217;Europa ad esempio, gli addetti stampa di aziende prestigiose e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="margin-bottom: 0cm"><img class="alignleft size-medium wp-image-2153" title="Ufficio Stampa riposizionato" src="http://www.oratorio.biz/wp-content/uploads/2011/10/Ufficio-Stampa-riposizionato1-300x140.png" alt="Ufficio Stampa riposizionato" width="300" height="140" /><span style="color: #000000;">Una paio di post indietro ho parlato del ruolo strategico degli Uffici Stampa. Confermo tutto. Per completare il quadro però è doveroso mettere in luce anche alcune “fatiche di interpretazione” che questo servizio palesa rispetto al mutamento dei tempi. In Italia ma anche nel resto d&#8217;Europa ad esempio, gli addetti stampa di aziende prestigiose e brillanti, continuano a richiedermi precise informazioni su cosa effettivamente si possa e non si possa dire e mostrare dei placement ottenuti dai loro clienti. Ogni volta rispondo nel modo più completo che posso, ma poi mi chiedo sempre come mai in uffici così blasonati non vi sia uno straccio di stagista che sappia consultare la gazzetta ufficiale o un semplice Codice Civile. Questo non solo per non dover sempre chiedere le stesse  al sottoscritto (facendo un non bella figura), ma soprattutto per acquisire delle <strong>competenze che sono ormai necessarie ad un ufficio stampa.</strong> Approfitto inoltre di questo spazio per chiarire una volta per tutte l&#8217;aspetto più pruriginoso di questa faccenda: <strong>NON E&#8217; POSSIBILE AVERE SCATTI DEL SET CON L&#8217;ATTORE ED IL PRODOTTO INSIEME.</strong> A patto che non vi sia uno specifico accordo tra le parti, che solitamente implica un significativo (ma non inaccessibile) esborso di danaro. “<em>E allora io come faccio a fare il mio lavoro?”</em> mi viene sempre chiesto quando chiarisco questo punto (solitamente lo faccio prima che il mio cliente firmi il contratto così siamo tutti allineati sulla faccenda). La mia risposta a questo quesito che diplomaticamente voglio definire ingenuo vorrebbe essere, ma non lo è: “<em>guarda, se mi fai questa domanda è ovvio che tu questo lavoro non lo devi proprio fare&#8230; suggerisco di investire il tuo tempo in altri campi del sapere, o meglio del fare.</em> Ma per loro  sfortuna da qualche anno si è inserito anche un altro <strong>ben più temibile fattore di decadimento a sfavore degli uffici stampa</strong>. Si chiama internet 2.0. Un settore nel quale le aziende investono sempre di più (dai ufficiali alla mano) e dove temi come la Brand Reputation o professioni come il <strong>Brand Influencer, il Market Tracker o l&#8217;Advocates </strong>sono in significativa espansione. Questi servizi dovrebbero essere il pane quotidiano di un ufficio stampa, che invece mi pare sia autonicchiato su attività già in auge nel dopoguerra e bene stigmatizzate da George Orwell ne “La Fattoria degli Animali”.</span></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.oratorio.biz/product-placement/ufficio-stampa-riposizionato-cercasi.html/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Teaser Placement e Uffici Stampa</title>
		<link>http://www.oratorio.biz/product-placement/teaser-placement-e-uffici-stampa.html</link>
		<comments>http://www.oratorio.biz/product-placement/teaser-placement-e-uffici-stampa.html#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 04 Oct 2011 17:55:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Brand Integration]]></category>
		<category><![CDATA[Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[TV]]></category>
		<category><![CDATA[product placement]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.oratorio.biz/?p=2137</guid>
		<description><![CDATA[Uno dei punti più controversi del product placement (lato azienda) è il suo reale sfruttamento in termini promozionali. Diciamo subito che almeno in Italia il suo potenziale non viene quasi mai sfruttato a pieno. Per farlo ad esempio, non è affatto necessario aspettare la sua uscita nei cinema o in TV. Dal giorno stesso delle [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="margin-bottom: 0cm"><img class="alignleft size-full wp-image-2140" title="megafono" src="http://www.oratorio.biz/wp-content/uploads/2011/10/megafono1.jpg" alt="megafono" width="300" height="225" /><span style="color: #000000;">Uno dei punti più controversi del product placement <em>(lato azienda)</em> è <strong>il suo reale sfruttamento in termini promozionali</strong>. Diciamo subito che almeno in Italia il suo potenziale non viene quasi mai sfruttato a pieno. Per farlo ad esempio, <strong>non è affatto necessario aspettare la sua uscita nei cinema o in TV.</strong> Dal giorno stesso delle riprese è possibile scatenare gli Uffici Stampa <em>(che in genere non aspettano altro)</em> e/o il virale sul web utilizzando i Brand Influencers, così da seminare la notizia nella stampa <em>(specializzata e non)</em>. E&#8217; questa quella che si chiama Teasing Advertising, dall&#8217;inglese <em>to tease</em> che significa punzecchiare, provocare ed in questo caso anche incuriosire. Gli Uffici Stampa bravi, non si limitano poi ad un lancio di notizie, bensi a più lanci nel corso dei mesi che intercorrono tra le riprese e la release dello show. In genere si rilanciano notizie dal set, interviste all&#8217;azienda coinvolta nel placement, foto di backstage <em>(se concordate preventivamente in genere si ha il permesso di pubblicarle)</em> e naturalmente notizie sul prodotto utilizzato. Nella fase di lancio del film poi, si possono concordare iniziative promozionali abbinate alla Prima, inviti personalizzati per gli eventi di Gala , interviste con il cast o servizi fotografici in esclusiva. Tutta roba buona per quelli degli Uffici Stampa ed anche materiale non eccessivamente costoso che invece in termini di ritorno sono estremamente redditizi. <strong>Anche dopo il suo passaggio al cinema o in TV </strong>inoltre, le attività di promozione devono continuare per almeno tutta la stagione, ad esempio con vetrine celebrative nei negozi o promozioni sul prodotto che sempre danno risultati sorprendenti in termini di vendite e di popolarità. E se avete notato questo tipo di notizie sono tra le più pubblicate al riguardo del product placement. Tutto questo per dire che <strong>gli Uffici Stampa e i Brand Influencers sono strumenti indispensabili e non accessori del Product Placement.</strong> Se utilizzati a fondo rendono per se stessi e per il Placement.</span></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.oratorio.biz/product-placement/teaser-placement-e-uffici-stampa.html/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Etica e Ipocrisie del Product Placement</title>
		<link>http://www.oratorio.biz/product-placement/etica-e-ipocrisie-del-product-placement.html</link>
		<comments>http://www.oratorio.biz/product-placement/etica-e-ipocrisie-del-product-placement.html#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 27 Sep 2011 16:17:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Brand Integration]]></category>
		<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Etica]]></category>
		<category><![CDATA[Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[Serial TV]]></category>
		<category><![CDATA[product placement]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.oratorio.biz/?p=2125</guid>
		<description><![CDATA[Parliamoci chiaro, in Italia il termine “Product Placement”  è sinonimo di “Pubblicità Occulta”. Ormai ho perso il conto delle persone (anche clienti o potenziali tali) che utilizzano indifferentemente i due termini. Invece la distanza di significazione è talmente ampia che mi impone di parlare di Etica. Il Product Placement non può ad esempio essere [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="margin-bottom: 0cm"><img class="alignleft size-full wp-image-2126" title="Etica" src="http://www.oratorio.biz/wp-content/uploads/2011/09/Etica.jpg" alt="Etica" width="300" height="253" /><span style="color: #000000;">Parliamoci chiaro, in Italia il termine “Product Placement”  è sinonimo di <strong>“Pubblicità Occulta</strong>”. Ormai ho perso il conto delle persone (<em>anche clienti o potenziali tali)</em> che utilizzano indifferentemente i due termini. Invece la distanza di significazione è talmente ampia che mi impone di parlare di Etica. Il Product Placement non può ad esempio essere occultato, altrimenti gli spettatori non lo noterebbero e il suo effetto verrebbe meno, così come il pagamento della prestazione da parte del cliente. Non è mai stato chiarito inoltre, il fatto che non si sa mai <em>(e mai si saprà)</em> quale sia un vero Product Placement e quale invece una scelta artistica del regista o della Produzione. In ogni film e TV Show infatti, si utilizzano migliaia di oggetti e capi di abbigliamento e quasi nessuno di questi può definirsi un product placement. Non per questo però al pubblico è vietato riconoscere marche e modelli per poi acquistarli&#8230; la visibilità insomma è un fenomeno slegato dal placement. <strong>Ora in Italia c&#8217;è una legge</strong> <em>(che in diverse occasioni da questo blog ho valutato come ottima)</em> che obbliga i programmi TV <em>(e solo a quelli&#8230;. come mai non i film al cinema?)</em> a far apparire la scritta che indica l&#8217;utilizzo di prodotti commerciali. Non si specifica però quali siano, così la curiosità sortisce l&#8217;effetto opposto a quello sperato. Che ridere!. Per non parlare poi dei titoli di coda, che dovrebbero essere la soluzione di tutti i mali<em> (perché li si dovrebbero trovare in buona evidenza le note commerciali di cui sopra)</em> e che invece sono sistematicamente brutalizzati o del tutto elusi a beneficio dell&#8217;imminenza pubblicitaria. Da tempo in Corea hanno sperimentato il  Colophon Voiceover Placement <em>(di cui ho dato conto a suo tempo in questo blog)</em> proprio per valorizzare questo importante elemento di informazione e di etica sociale. Nei film da qualche anno si cerca di fare lo stesso accompagnando i credits con il girato delle papere. Mi sorge però il dubbio che questa improvvisa valorizzazione dei titoli di coda sia un pretesto non tanto per un atto di trasparenza, quanto per concedere agli sponsor un&#8217;ulteriore occasione di visibilità. Insomma, l&#8217;alfiere dell&#8217;etica potrebbe diventare <em>(se già non lo fosse)</em> un&#8217;insperata ed efficacissima arma a favore del business. Non bastasse questo ad intorbidire le acque, aggiungo il non trascurabile particolare che il Product Placement, da qualche anno, è diventata una delle principali fonti di finanziamento per il cinema. Non solo il cinema blockbuster ma anche<em> (soprattutto?) </em>quello indipendente. Quello cioè fuori dal giro dei grandi finanziamenti pubblici, fuori dagli schemi cinopanettoniani e liberi invece di farsi finanziare da marchi a loro graditi, affini e potenzialmente molto interessati al co-branding. Ora, la domanda è questa: <strong>per quale di queste cause vale la pena armarsi e partire?</strong></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm">
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.oratorio.biz/product-placement/etica-e-ipocrisie-del-product-placement.html/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Cellulari e Social Network: il vero 2X1</title>
		<link>http://www.oratorio.biz/brand-integration/cellulari-e-social-network-il-vero-2x1.html</link>
		<comments>http://www.oratorio.biz/brand-integration/cellulari-e-social-network-il-vero-2x1.html#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 31 Jan 2011 18:15:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Brand Integration]]></category>
		<category><![CDATA[Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[Mobile]]></category>
		<category><![CDATA[Web]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.oratorio.biz/?p=2095</guid>
		<description><![CDATA[Qualche giorno fa, in un blog dedicato alla “frontiera digitale”, uno studente americano ha pubblicato un interessante post che riguardava l&#8217;interazione che va consolidandosi tra i telefoni cellulari e i social network. In sintesi Morgan (così si chiama il blogger) sostiene che la capacità di intromissione degli smartphone nella routine quotidiana sia senza precedenti nella [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="margin-bottom: 0cm;"><img class="alignleft size-medium wp-image-2096" title="31 01 11" src="http://www.oratorio.biz/wp-content/uploads/2011/01/31-01-11-300x238.jpg" alt="31 01 11" width="300" height="238" /><span style="color: #000000;">Qualche giorno fa, in un blog dedicato alla “frontiera digitale”, uno studente americano ha pubblicato un interessante post che riguardava <strong>l&#8217;interazione che va consolidandosi tra i telefoni cellulari e i social network.</strong> In sintesi Morgan <em>(così si chiama il blogger)</em> sostiene che la capacità di intromissione degli smartphone nella routine quotidiana sia senza precedenti nella storia. In effetti è vero che la televisione e persino il computer ad un certo punto <em>(di notte per esempio o quando si è con altre persone)</em> vengono spenti, così come la radio o le consolle per videogiochi. Quasi nessuno però spegne il telefonino, così da poter essere raggiunto in ogni momento in caso di emergenza. Se a questa considerazione si somma il fatto che la gestione del web attraverso i telefonini non è da tempo materia per soli nerd, si capisce quanto potente sia la sinergia con la rete in generale ed i Social Network in particolare. Soprattutto per i molti giovani che hanno ormai sviluppato un rituale che si ripete uguale ogni giorno: alla mattina prima ancora di lavarsi la faccia si butta un occhio agli aggiornamenti e si finisce alla sera augurando la buona notte a quel centinaio di amici con cui si è in amicizia sul web. <span id="more-2095"></span>La giornata è in pratica scandita dagli aggiornamenti propri o altrui e che talvolta si influenzano a vicenda con una velocità prima impensabile.<strong> Il messaggino di semplice testo diventa quindi l&#8217;antenato di questo strumento multimediale</strong> capace di comunicare con immagini, video, musica, testi, link alla rete o anche videogiocare. E&#8217; per questa ragione che i media planner incrementano le pianificazioni con percentuali a due cifre in questi portali e per la stessa ragione gli stessi sono quotati e venduti a cifre praticamente fuori scala dal punto di vista economico. <strong>La logica conseguenza di un tale trend è l&#8217;apertura al mercato della pubblicità e dell&#8217;entertainment</strong> , che dopo quasi cinque anni di balbettii, ora ha capito dove dirigere gli investimenti.</span></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.oratorio.biz/brand-integration/cellulari-e-social-network-il-vero-2x1.html/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>24 Hour Restaurant Battle</title>
		<link>http://www.oratorio.biz/product-placement/24-hour-restaurant-battle.html</link>
		<comments>http://www.oratorio.biz/product-placement/24-hour-restaurant-battle.html#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 19 Jan 2011 16:34:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Brand Integration]]></category>
		<category><![CDATA[Hands On]]></category>
		<category><![CDATA[Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[Serial TV]]></category>
		<category><![CDATA[TV]]></category>
		<category><![CDATA[Verbal Mention]]></category>
		<category><![CDATA[product placement]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.oratorio.biz/?p=2067</guid>
		<description><![CDATA[Quando mi chiedono quale sia le merceologia più indicata per il product placement, sono sempre indeciso se assegnare il primo posto al settore abbigliamento o a quello del food. Naturalmente ce ne sono molti altri che meritano il podio, ma questi due in effetti hanno potenzialità espressive superiori. Esistono molti TV Show, come il più [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="font-style: normal; margin-bottom: 0cm; font-weight: normal; text-decoration: none;" align="left"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: small;"><span style="text-decoration: none;"><img class="alignleft size-full wp-image-2068" title="19 01 11" src="http://www.oratorio.biz/wp-content/uploads/2011/01/19-01-11.jpg" alt="19 01 11" width="299" height="168" />Quando mi chiedono quale sia le merceologia più indicata per il product placement, sono sempre indeciso se assegnare il primo posto al settore abbigliamento o a quello del food. Naturalmente ce ne sono molti altri che meritano il podio, ma questi due in effetti hanno potenzialità espressive superiori. Esistono molti TV Show, come il più volte citato Martha Stewart Show <em>(che ritengo essere il prototipo dell&#8217;eccellenza per i prodotti enogastromici)</em>, i quali vivono una simbiosi inscindibile con cibi e bevande. Questo fattore rende il product placement un&#8217;inevitabile scelta artistica per il programma, al punto da sviluppare attorno al produttore <em>(o al marchio)</em> una percezione di prodotto molto alta e bene veicolata a costi contenutissimi. E&#8217; questo il caso di <strong>24 Hours Restaurant Battle, che a marzo ritorna con la seconda stagione,</strong> dopo un&#8217;eccellente esordio sempre su <a href="http://www.foodnetwork.com/"><strong><span style="color: #000080;">FoodNetwork</span></strong></a> <em>(a proposito ci sono canali tematici che riescono a segmentare in profondità il pubblico)</em>. L&#8217;idea del programma è quella di dare l&#8217;opportunità ad una coppia <em>(coniugi, o fratelli, o cugini o amici è lo stesso)</em> che ritenga di avere talento per la cucina l&#8217;uno e talento per il servizio in sala l&#8217;altro, di cimentarsi in un ristorante vero con clienti non solo reali ma addirittura assaggiatori, critici e commentatori professionisti. Il programma si svolge per metà nelle cucine e per metà nella sala, dove al centro delle conversazioni e degli eventi ci sono sempre cibi, bevande, condimenti, prodotti alimentari ecc. Una volta di più il made in Italy la può fare da padrona e sinceramente <strong>non riesco ad immaginare un mezzo migliore per promuovere un prodotto del food o del beverage.</strong> Niente costi di creatività, niente di panificazione ma invece una sinergia integrata e bidirezionale.</span></span></span></span></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.oratorio.biz/product-placement/24-hour-restaurant-battle.html/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Adesso si fa sul serio</title>
		<link>http://www.oratorio.biz/product-placement/adesso-si-fa-sul-serio.html</link>
		<comments>http://www.oratorio.biz/product-placement/adesso-si-fa-sul-serio.html#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 17 Jan 2011 17:52:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Brand Integration]]></category>
		<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Hollywood]]></category>
		<category><![CDATA[Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[Movie]]></category>
		<category><![CDATA[Serial TV]]></category>
		<category><![CDATA[TV]]></category>
		<category><![CDATA[product placement]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.oratorio.biz/?p=2060</guid>
		<description><![CDATA[Ho ricevuto la lista di tutte le produzioni del primo semestre di Hollywood. Un elenco di quasi 300 produzioni suddivise tra Features Film e TV Show. Di ciascuna di queste ho a disposizione scheda tecnica e sceneggiatura, oltre alle opportunità di product placement e brand integration possibili. Erano anni che non si registrava un numero [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="color: #333333;"><img class="alignleft size-full wp-image-2061" title="17 01 11" src="http://www.oratorio.biz/wp-content/uploads/2011/01/17-01-11.jpeg" alt="17 01 11" width="275" height="183" />Ho ricevuto la lista di tutte le produzioni del primo semestre di Hollywood. <strong>Un elenco di quasi 300 produzioni suddivise tra Features Film e TV Show.</strong> Di ciascuna di queste ho a disposizione scheda tecnica e sceneggiatura, oltre alle opportunità di product placement e brand integration possibili. <strong>Erano anni che non si registrava un numero così elevato di progetti </strong>in essere, ciò è dovuto in parte al miglioramento della situazione economica interna (ma anche internazionale) e in parte all&#8217;allargamento del mercato per questo tipo di prodotti. Recentemente infatti anche paesi un tempo molto ostili all&#8217;occidente hanno iniziato ad importare produzioni americane ed altri, come la Cina, stanno incrementando con percentuali a due cifre gli acquisti di entertainment. Tutto il materiale che ho raccolto è frutto di un grande lavoro di ricerca ma anche di trattativa con gli Studios e questo risultato <strong>può considerarsi un esclusiva mondiale. </strong><span style="text-decoration: underline;">Le aziende interessate potranno visionare i documenti su richiesta e con patto di riservatezza.</span></span></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.oratorio.biz/product-placement/adesso-si-fa-sul-serio.html/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Havana Heat prende Vyrus</title>
		<link>http://www.oratorio.biz/product-placement/havana-heat-prende-vyrus.html</link>
		<comments>http://www.oratorio.biz/product-placement/havana-heat-prende-vyrus.html#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 13 Jan 2011 17:25:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Brand Integration]]></category>
		<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Hands On]]></category>
		<category><![CDATA[Hollywood]]></category>
		<category><![CDATA[Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[Movie]]></category>
		<category><![CDATA[product placement]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.oratorio.biz/?p=2055</guid>
		<description><![CDATA[Ecco un caso esemplare di Product Placement. Nemmeno un mese ho raccontato su questo blog della bella sceneggiatura su cui si posava la produzione di Havana Heat. Proprio la figura della cattiva ma affascinante killer in pelle nera e moto futurista, ha ispirato il patron della Vyrus, il quale ha proposto agli Studios di utilizzare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="color: #000000;"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-2056" title="13 01 11" src="http://www.oratorio.biz/wp-content/uploads/2011/01/13-01-11-150x150.jpg" alt="13 01 11" width="150" height="150" />Ecco un caso esemplare di Product Placement. Nemmeno un mese ho raccontato su questo blog della bella sceneggiatura su cui si posava la produzione di <span style="color: #0000ff;"><strong><a href="http://www.oratorio.biz/product-placement/havana-heat.html">Havana Heat</a></strong></span>. Proprio la figura della cattiva ma affascinante killer in pelle nera e moto futurista, ha ispirato il patron della <span style="color: #0000ff;"><a href="http://www.vyrus.it/"><strong>Vyrus</strong>,</a></span> il quale ha proposto agli Studios di utilizzare uno dei suoi gioielli. L&#8217;idea è piaciuta così tanto che<span style="text-decoration: underline;"> lo sceneggiatore si è offerto di riscrivere alcune scene </span>proprio in virtù delle peculiari caratteristiche della moto, che a suo dire merita di essere valorizzata. Alla fine il film vedrà una Vyrus sin dalla scena di apertura ed un intero inseguimento che è attualmente allo studio proprio con lo scopo di profilare il personaggio assieme alla sua “Vyrus”. Si tratta di un caso con non troppi precedenti, che oltretutto assume ogni giorno più corpo anche in considerazione del fatto che proprio ieri è stata ufficializzata la presenza di <strong>Samuel Jackson e Kurt Russell</strong>, oltre ai già confermati Jean Claude Van Damme and Joey Lawrence. Non posso rivelarvi il costo dell&#8217;operazione, ma posso dirvi che è inferiore ad un set dressing (<em>ovvero il meno pregiato dei placement)</em> di qualche secondo.</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="color: #000000;"> </span></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.oratorio.biz/product-placement/havana-heat-prende-vyrus.html/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Looper</title>
		<link>http://www.oratorio.biz/product-placement/looper.html</link>
		<comments>http://www.oratorio.biz/product-placement/looper.html#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 06 Dec 2010 15:29:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Brand Integration]]></category>
		<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Hollywood]]></category>
		<category><![CDATA[Movie]]></category>
		<category><![CDATA[product placement]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.oratorio.biz/?p=1999</guid>
		<description><![CDATA[Ecco un interessante film del genere Futurista carico di Suspence, che è stato dedicato ad un target giovane o giovanile (17-39 anni). Sto parlando di &#8220;Looper&#8221;, un termine che in genere serve ad indicare persone troppo distaccate dalla realtà o comunque fissate su cose e argomenti almeno apparentemente irreali e irrisolvibili. La storia racconta di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-2000" title="06 12 10" src="http://www.oratorio.biz/wp-content/uploads/2010/12/06-12-10-300x104.jpg" alt="06 12 10" width="300" height="104" />Ecco un interessante film del genere Futurista carico di Suspence, che è stato dedicato ad un target giovane o giovanile (17-39 anni). Sto parlando di &#8220;Looper&#8221;, un termine che in genere serve ad indicare persone troppo distaccate dalla realtà o comunque fissate su cose e argomenti almeno apparentemente irreali e irrisolvibili. La storia racconta di un gruppo di Killer che viaggia nel tempo compiendo delitti per conto del crimine organizzato. La cosa parecchio interessante è che <strong><span style="color: #000000;">Bruce Wills e Jospeph Gordon Lewitt </span></strong>(Inception, G.I. Joe, 500 giorni insieme) interpreteranno lo stesso personaggio, &#8220;Joe&#8221;, che a seconda dello spazio-tempo nel quale si svolge l&#8217;azione sarà appunto Lewitt (Joe) o Willis (Il Vecchio Joe). Il ruolo femminile è invece affidato a <strong><span style="color: #000000;">Emily Blunt</span></strong> (Il diavolo veste Prada, The Young Victoria, Wolfman), attualmente impegnata anche nelle riprese di &#8220;The Muppets. Il film è stato scritto e sarà diretto dal bravo e giovane <strong><span style="color: #000000;">Rian Johnson</span>,</strong> che nella sua carriera aveva già firmato anche &#8220;Brick&#8221; nel 2005, con il quale <strong><span style="color: #000000;">ha vinto il prestigiosissimo Sundance Film Festival</span></strong> e &#8220;The Brothers Bloom&#8221; nel 2006, non ancora arrivato nelle sale italiane. Le riprese cominceranno alla fine di gennaio e vedranno come location New Orleans e la Cina. Del progetto non verrà rilasciata la sceneggiatura completa, ma le aziende interessate al product placement o al brand integration riceveranno parti consistenti dello script.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.oratorio.biz/product-placement/looper.html/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Il Placement Etico del “World Food Programme”</title>
		<link>http://www.oratorio.biz/product-placement/il-placement-etico-del-%e2%80%9cworld-food-programme%e2%80%9d.html</link>
		<comments>http://www.oratorio.biz/product-placement/il-placement-etico-del-%e2%80%9cworld-food-programme%e2%80%9d.html#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 28 Nov 2010 17:43:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Brand Integration]]></category>
		<category><![CDATA[Creative Utilization]]></category>
		<category><![CDATA[Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[merchandising]]></category>
		<category><![CDATA[product placement]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.oratorio.biz/?p=1978</guid>
		<description><![CDATA[Per una volta si può anche pensare di posizionare il marchio di altri vicino al nostro. Una specie di Product Placement al contrario, che farebbe bene a molte persone in difficoltà e magari anche allo spessore etico del nostro lavoro, quindi del marchio che ci rappresenta. Marsha Levine, fondatrice e presidente di Alist Entertainment, è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-1979" title="28 11 2010" src="http://www.oratorio.biz/wp-content/uploads/2010/11/28-11-2010-300x216.jpg" alt="28 11 2010" width="300" height="216" /><span style="color: #000000;">Per una volta si può anche pensare di posizionare il marchio di altri vicino al nostro. <strong>Una specie di Product Placement al contrario</strong>, che farebbe bene a molte persone in difficoltà e magari anche allo spessore etico del nostro lavoro, quindi del marchio che ci rappresenta. </span><span style="color: #0000ff;"><a href="http://lastheplace.com/2008/05/06/product-placement-queen-levine-reins-on-americas-top-model/">Marsha Levine</a></span>, <span style="color: #000000;">fondatrice e presidente di <a href="http://www.alistentertainment.com/">Alist Entertainment</a>, è da anni Ambasciatrice del </span><span style="color: #0000ff;"><a href="http://www.wfp.org/">“United Nations World Food Programme” </a></span><span style="color: #000000;">e quello che propone (<em>e che io propongo a voi</em>) è proprio di<strong> investire nel co-marketing con questo meraviglioso e grande progetto</strong>.  Solo l&#8217;anno scorso il WFP  ha sostenuto e in molti casi <strong>salvato la vita ad oltre 90 milioni di persone </strong>in tutto il mondo. Si tratta della più estesa e articolata attività umanitaria mai realizzata, con la quale si può dialogare perché così come essa necessita di realtà economiche (<em>oltre che naturalmente istituzionali)</em> per esistere, così anche noi potremo trovare un senso nuovo e diverso con cui proporci nel mercato. Il Natale è così vicino che vale la pena provarci.</span></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.oratorio.biz/product-placement/il-placement-etico-del-%e2%80%9cworld-food-programme%e2%80%9d.html/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Tablet Placement</title>
		<link>http://www.oratorio.biz/product-placement/tablet-placement.html</link>
		<comments>http://www.oratorio.biz/product-placement/tablet-placement.html#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 25 Nov 2010 14:45:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Brand Integration]]></category>
		<category><![CDATA[Creative Utilization]]></category>
		<category><![CDATA[Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[Mobile]]></category>
		<category><![CDATA[Web]]></category>
		<category><![CDATA[product placement]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.oratorio.biz/?p=1973</guid>
		<description><![CDATA[Il fenomeno dei tablet e degli e-book sta costringendo gli editori di libri e giornali a riconfigurarsi, inseguendo i loro inserzionisti e clienti. Solo nei primi sette mesi del 2010 Apple ha venduto più 3 milioni di Ipad, oltre ad aver aperto un book store dedicato ai possessori del sistema. In giugno i prezzi dei [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1974" title="25 11 10" src="http://www.oratorio.biz/wp-content/uploads/2010/11/25-11-10-150x150.jpg" alt="25 11 10" width="150" height="150" />Il fenomeno dei tablet e degli e-book sta costringendo gli editori di libri e giornali a riconfigurarsi, inseguendo i loro inserzionisti e clienti. Solo nei primi sette mesi del 2010 Apple ha venduto più 3 milioni di Ipad, oltre ad aver aperto un book store dedicato ai possessori del sistema. In giugno i prezzi dei libri negli U.S.A. sono crollati e hanno costretto Barnes &amp; Nobles ad adeguarsi con politiche di chiusura di punti vendita, promozioni di prezzo e convenzioni con i nuovi e-readers <em>(Apple infatti non è ormai l&#8217;unico a proporsi nel mercato)</em> <strong>Il product placement si è velocemente insinuato in questa dinamica che ben si concilia con la sua natura</strong>. Sino ad ora infatti si era ben radicato in Televisione, al cinema, nei videogiochi, sul web e stava cominciando prima della crisi economica a infilare un piede nel <em>mobile</em>. Ora invece l&#8217;esplosione delle piattaforme e-book e l&#8217;apertura al dialogo da parte degli editori apre uno scenario nel quale il product placement viene indicato come <em>“l&#8217;ammortizzatore delle perdite su obsolescenza.</em>” I settori merceologici pionieri di questo nuovo comparto sono probabilmente quelli della <strong>tecnologia e dei prodotti del lusso</strong>. In considerazione del costo medio di questi dispositivi e dell&#8217;impiego che ne viene fatto dagli utenti infatti, potranno trovare soddisfazione i prodotti ad alto contenuto tecnologico <em>(auto e moto, orologi, gadget elettronici, audio-video)</em> prodotti rivolti a fasce di popolazione a reddito medio alto<em> (prodotti assicurativi, di investimento mobiliare ed immobiliare, articoli di lusso,)</em> e soluzioni innovative per il web<em> (servizi on line, market place, consulenze per lo sviuppo di soluzioni software e dell&#8217;e-commerce).</em> In considerazione della massa critica di consumatori già in grado di interagire su questo mezzo la proposta di pianificare adv o placement su questi supporti può e deve essere presa subito seriamente.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.oratorio.biz/product-placement/tablet-placement.html/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Sua Celebrità Kim Kardashian</title>
		<link>http://www.oratorio.biz/product-placement/sua-celebrita-kim-kardashian.html</link>
		<comments>http://www.oratorio.biz/product-placement/sua-celebrita-kim-kardashian.html#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 20 Nov 2010 06:26:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Brand Integration]]></category>
		<category><![CDATA[Celebrity Seeding]]></category>
		<category><![CDATA[Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[Serial TV]]></category>
		<category><![CDATA[TV]]></category>
		<category><![CDATA[product placement]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.oratorio.biz/?p=1957</guid>
		<description><![CDATA[Ieri il New York Times ha dedicato il paginone della rubrica &#8220;Fashion &#38; Style&#8221; alla celebrazione ufficiale e definitiva di Kim Kardashian come nuova icona.  Kim ha così scalzato Paris Hilton, finita (almeno così si dice nell&#8217;articolo) al terzo posto tra le “Appaerance Star” e da più parti ormai la associano all&#8217;immagine della “nostra” Sofia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-1959" title="19 11 2010" src="http://www.oratorio.biz/wp-content/uploads/2010/11/19-11-2010-205x300.jpg" alt="19 11 2010" width="205" height="300" />Ieri il<a href="http://www.nytimes.com/2010/11/18/fashion/18KIM.html?_r=2"> <span style="color: #0000ff;"><strong>New York Times</strong></span></a> ha dedicato il paginone della rubrica<em> &#8220;Fashion &amp; Style&#8221;</em> alla celebrazione ufficiale e definitiva di <span style="color: #0000ff;"><strong><a href="http://www.oratorio.biz/product-placement/kourtney-and-khloe-take-miami.html">Kim Kardashian</a></strong></span> come nuova icona.  Kim ha così scalzato Paris Hilton, finita <em>(almeno così si dice nell&#8217;articolo</em>) al terzo posto tra le “<strong>Appaerance Sta</strong>r” e da più parti ormai la associano all&#8217;immagine della “nostra” Sofia Loren. Anche la rivista <span style="color: #0000ff;"><strong><a href="http://www.wmagazine.com/">“W”</a></strong></span> che fino ad ora aveva ignorato  il fenomeno mediatico <em>(se vogliamo anche con un filino di snobismo)</em>, si è piegata, dedicandole la copertina di novembre. Del resto, i <span style="text-decoration: underline;">5 milioni e 300 mila followers su Twitter</span> e le scene di isterismo che ha provocato durante le sue apparizioni nella grande mela, sono fatti concreti che superano le più ottimistiche prospettive. Di segno uguale anche i suoi progetti imprenditoriali, come la linea di gioielli e quella di abbigliamento che le stanno fruttando montagne di dollari. Ora con la sorella sta realizzando un franchising di suoi negozi, così da “<em>dare a tante donne splendidamente belle e brillanti, un&#8217;opportunità di realizzarsi</em>” Parola di Kardashian.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.oratorio.biz/product-placement/sua-celebrita-kim-kardashian.html/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Placement Compilation</title>
		<link>http://www.oratorio.biz/product-placement/placement-compilation.html</link>
		<comments>http://www.oratorio.biz/product-placement/placement-compilation.html#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 16 Nov 2010 20:38:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Brand Integration]]></category>
		<category><![CDATA[Creative Utilization]]></category>
		<category><![CDATA[Hollywood]]></category>
		<category><![CDATA[Movie]]></category>
		<category><![CDATA[Serial TV]]></category>
		<category><![CDATA[TV]]></category>
		<category><![CDATA[Telefilm]]></category>
		<category><![CDATA[product placement]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.oratorio.biz/?p=1942</guid>
		<description><![CDATA[A questo link trovate lo Show Reel della Alist Entertainment di Los Angelels, fondata da Marsha Levine nei primi anni &#8216;90, è diventata una delle più grosse agenzie di placement e brand integration di Hollywood. Nel video ci sono diversi placement interessanti, come quello storico della Duracell su Matrix, che a mio parere è uno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="color: #000000;"><img class="alignleft size-full wp-image-1950" title="logo terza prova" src="http://www.oratorio.biz/wp-content/uploads/2010/11/logo-terza-prova2.jpg" alt="logo terza prova" width="229" height="66" />A questo<span style="color: #008080;"> </span></span><span style="color: #008080;"><a href="http://www.youtube.com/watch?v=796P1LfsqC8">link</a></span><span style="color: #000000;"><span style="color: #008080;"> </span>trovate lo Show Reel della Alist Entertainment di Los Angelels, fondata da Marsha Levine nei primi anni &#8216;90, è diventata una delle più grosse agenzie di placement e brand integration di Hollywood. Nel video ci sono diversi placement interessanti, come quello storico della Duracell su Matrix, che a mio parere è uno dei migliori placement in assoluto. Poi ci sono anche brand integration di grande entità ed efficacia, come quello dei Jet di lusso della Falcon Dassalut impiegati in America&#8217;s Next Top Model da Tyra Banks o le cuffie Sennheiser in “The Departed” nella scena centrale e più inquietante del film. Ma c&#8217;è molto altro in questo quarto d&#8217;ora di storia della creative utilization.</span></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.oratorio.biz/product-placement/placement-compilation.html/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>

