Archive for the ‘Brand Integration’ Category

La Legge di Time Square

 

New York senza Time Square sarebbe un po’ meno attraente e Time Square lo sarebbe ancora meno senza i suoi megavideo. E noto come i poster ed i video che compaiono in Time Square rappresentino il meglio del glamour, della creatività e della grafica al mondo. Proprio questo aspetto fa di quello slargo, tra la Quinta Strada e Broadway, uno dei luoghi più visitati ma soprattutto ammirati al mondo (ora ci hanno addirittura messo una scalinata per permettere ai turisti di fotografare con una prospettiva quasi a volo d’uccello la piazza). Questo è vero al punto che non è nemmeno più sufficiente pagare lo spazio per essere certi di assicurarselo. Prima è necessario che un’apposita commissione accetti il contenuto del video o del poster in termini di appetibilità, qualità ecc. Ed è proprio questo aspetto, sommato alle innovazioni tecnologiche del video digitale, che ha dato una improvvisa accelerazione di popolarità a Time Square, cambiandone anche la sua fruibilità. Ora infatti le persone non si limitano a passare per fare due foto e poi pensare ad altro, ma sostano a gruppi sempre più folti sotto le decine di video grandi come navi da crociere, per guardare video veramente pazzeschi, proiettati con colori mai visti prima, con un audio che ti gira attorno come una centrifuga e con panorami, attori e storie sempre in esclusiva. Ora, cosa centri tutto questo con un blog dedicato al product placement è presto detto: sono regolati dalle stessi leggi.

Prima Legge: Il luogo
Nel caso di Time Square è nel pieno centro di Manhattan, ovvero nell’ombelico del mondo e l’effetto trascinamento è quindi indubbio.
Nel caso del cinema un Product Placement efficiente deve quindi essere al centro di un ottima produzione (Studios famosi, registi capaci, attori bravi e popolari) e di una eccellente distribuzione (more…)

Q School, The Golf Comedy

Ci sono molti thiller ed action movie sul set in questo momento… ne parleremo prossimamente. Ma per la ragione che, generalmente, il product placement preferisce le commedie, soprattutto quelle con attori e attrici che piacciono, che sono bravi o che divertono, vi segnalo “Q SCHOOL”. Prodotto dalla corazzata Dreamworks / Paramount, il film racconta di un torneo (realmente esistente) al quale partecipano centinaia di aspiranti professionisti del golf che, vincendo questa competizione, vengono ammessi al circuito professionistico mondiale (PGA Tour). Q. School che significa “Qualifying School, viene raccontato attraverso le vicende di Dennis Quaid e Tim Allen, una coppia inedita ma dal grande mestiere, che si darà da fare tra i “green” dei campi da golf ma anche nella vita.

Si tratta di un tipico caso di Product placement per un verso generalista (auto, abbigliamento, accessori come occhiali, cappelli, orologi ecc.) e per un altro verso invece, estremamente di nicchia quando si parla di abbigliamento accessori e attrezzatura da golf. Quest’ultima farà ragionevolmente la parte del leone in questa produzione. In Italia ci sono soprattutto ottime aziende di abbigliamento, che dedicano linee o intere produzioni a questo sport, ancora selettivo ma in grande espansione. L’opzione italiana potrebbe. per altro, trovare più di un consenso ad Hollywood, sia per la credibilità del nostro made in Italy, sia per l’opportunità di presentare qualcosa di nuovo in un film che di nuovo ha già la coppia di star.

Giorgio De Carlo affronta il Product Placement

 

La settimana scorsa ho incontrato il sociologo Giorgio De Carlo, amministratore delegato di Quaeris, una società di sondaggi e ricerche di mercato con ha una grande esperienza nel mondo dell’entertainment. Vi propongo l’intervista perché il suo punto i vista è interessante. In particolare vi segnalo la sua tesi che l’efficacia del Product Placement si attenga anch’essa alla regola della quantità (ripetizione) e della qualità (pertinenza ed utilità… in due parole placement come scelta artistica.). Questo fatto, assimila quindi lo strumento del Placement a ogni altro mezzo di veicolazione del messaggio. Se questa considerazione vi sembrerà banale, provate a chiedere alle aziende quanto il product placement sia pianificato sulla scorta di analisi quali-quantitative….Interrogato sull’ipotesi e l’utilità di costituire un Osservatorio del Product Placement, progetto lanciato e sostenuto da questo blog, De Carlo lo ritiene uno strumento essenziale non tanto e non solo come fattore di valorizzazione degli investimenti, quanto come veicolo per la diffusione della cultura di prodotto. Fattore quest’ultimo essenziale per fare del pubblico un’utenza informata e consapevole. Anche noi crediamo che questo fattore sia determinante: “Oratorio Posting” è nato proprio dalla convinzione che, potendo usufruire di un mercato preparato ed attento (a punire le promozioni improvvisate o scorrette, ma anche a premiare quelle creative e coerenti), il product placement potrebbe diventare un mezzo ancora più efficiente e fruibile. Questa intervista infine, offre anche uno spunto pratico su uno strumento in effetti poco valorizzato: il colophon. Si tratta della possibilità data ad ogni spettatore di acquisire in autonomia e piena libertà delle informazioni alle quali è interessato. Poco utilizzato ad Hollywood, un po’ più in Europa ed in Italia in particolare, ha visto la sua massima espressione in Korea (si chiama Colophon Voiceover Placement e ne abbiamo parlato poco più di un anno fa). Tecnicamente la presenza nei titoli di coda non è un “product placement” ma una “brand integration”, certamente però entrambe agiscono nel medesimo contesto (lo show) ed in termini di sinergia sono assimilabili ad una pagina pubblicitaria di una casa automobilistica, su di un magazine, nella medesima uscita dove è pubblicato anche uno speciale sulle novità del Salone dell’Auto. Non sempre il colophon è così impegnativo dal punto di vista economico, la sua efficacia invece pare accertata anche secondo l’opinione del sociologo, che afferma di farne un uso anche personale per il recupero delle informazioni di suo interesse.Il video non è perfetto e il montaggio è “spartano”, ma i contenuti credo compensino in abbondanza le sbavature formali.

UP IN THE AIR: Tra le Nuvole del Product Placement

Mancano pochi giorni all’uscita nei cinema italiani di Tra le nuvole – Up in the Air, che vanta già 6 nomination ai Golden Globe. Una bella pellicola firmata Jason Reitman, dalla quale ne esce molto bene anche George Clooney, che comunque aveva già dimostrato un eccellente registro di interpretazione anche in altri progetti, ad esempio “Burn After Reading” dei fratteli Coen. Pochi giorni prima di Natale il film, o meglio un articolo di uno dei più influenti giornalisti di cinema americani (Brook Barnes), aveva originato una riflessione tra il polemico ed il divertito, attorno al pesante product placemet di cui avevano beneficiato American Airlines e Hilton Hotels. Il film segue infatti le vicende di un uomo che spende buona parte della sua vita tra aerei ed hotel, girando gli USA per licenziare dipendenti che i loro datori non hanno il coraggio di eliminare. A pochi giorni dall’uscita dell’articolo e della conseguente discussione allargata, i due colossi hanno tenuto a comunicare che per quella presenza non era stato pagato nemmeno un dollaro. E questa dichiarazione ha scatenato nuovamente il giornalista, il quale, in un successivo articolo, ha sottolineato come questa fosse solo una metà della verità. Dopo l’uscita del film negli USA infatti, si erano susseguite, tanto negli ambienti della American Airlines quanto in quelli dell’Hilton, eventi promozionali, party celebrativi, circolari ai dipendenti e molte altre iniziative finalizzate esclusivamente a tesorizzare l’ottimo placement. Pare per altro che questa importante declinazione di marketing abbia dato risultati positivi in un momento economicamente difficile per entrambi. Molto pragmaticamente, gli americani, davanti a questa terza rivelazione hanno plaudito al doppio centro.

Super Bowl 2010


Esiste un modo per esordire nel product placement e testare in pochi giorni quanto sia efficiente: sfruttare il Super Bowl.
Il Super Bowl previsto ai primi di febbraio è quasi sempre l’evento più seguito negli USA e tra i più seguiti nel mondo. Un’occasione che intere schiere di Celebrities (attori, musicisti, trendsetter, VIP, gornalisti e buyer) utilizzano come passerella per consolidare la propria immagine in una cornice che da tempo ha ormai solo sfumati connotati sportivi ed ha invece assunto più stabilmente quelli sociali e di costume. Potrebbe non essere così noto il fatto che tutte queste Star dello ShowBiz, in attesa di apparire davanti al pubblico o alle telecamere si rilassano in una lounge room dentro la quale sono abituati dalla consuetudine a trovare oggetti, accessori, personal gift, gadget elettronici di ultima generazione, abbigliamento, gioielli ed altro ancora. Tutti prodotti molto esclusivi che vengono loro donati affinché li utilizzino proprio per loro apparizioni durante il SuperBowl, durante i tanti reportage televisivi ( E! News Live, Extra Entertainment Tonight, Fox ecc.) e i servizi stampa ( US Weekly, Life& Style, Daily Variety, Enterteinment Weekly, LA Confidential, Hollywood Reporter ecc). Sia quando questi VIP stanno anche solo indossando questi oggetti per prova, sia quando li dovessero utilizzare in pubblico è permesso fotografarli ed utilizzare gli scatti per scopi pubblicitari e di marketing. Un occasione davvero alternativa che i tanti brand interessati a lanciarsi, rilanciarsi o consolidarsi nel mondo in generale e negli U.S.A. in particolare non dovrebbero trascurare. Questa della lounge room infatti è ormai una tradizione consolidata e molto amata dalle Star. Nell’ultima edizione del SuperBowl sono passati da questo special privè personaggi come Winona Rider, Samuel Jackson, Paris Hilton, Eva Longoria, Paula Abdul, Debra Messing, Jason Lee, Patrick Dempsey, Kate Walsh, Teri Hatcher e tanti altri.

 

BORDERMAN

 
Cominciano ad arrivare delle buone idee per il premio “7 produzioni per 7 prodotti” di cui abbiamo trattato un mesetto fa e che forse nella sua versione ufficiale si chiamerà “7 plot per 7 brand”.

E’ bene dire che questo premio non vede un solo vincitore; perché regalare coppe e medaglie non è il suo scopo. Il suo obiettivo infatti è individuare delle buone idee da segnalare ad aziende interessate a pianificare in product placement innovativi. I budget dei web serial sono così contenuti che, di fatto, i brand che investono nel progetto si trasformano in microproduttori e in questa nuova veste potranno gestire e veicolare il loro prodotto/webserial anche secondo proprie specifiche strategie (nel sito aziendale, nella pagina di facebook, su youtube o metacafe, attraverso DVD, videofonini e magari anche vendendo il format a qualche emittente del digitale).

Proprio all’interno di questo scenario il progetto “Borderman” è una sua eccellente interpretazione. Innanzitutto non si tratta nemmeno di una webserial tradizionale, non è cioè una semplice trasposizione sul web di una sit-com, ma si declina in una cosa diversa che viene definita un “multiformat” perché si divide in 5 sezioni tra di loro conseguenti ma che trattano lo stesso tema. Poi, proprio grazie a questa struttura modulare, Borderman si presta particolarmente a iniziative di product placement, tanto da essere stata concepita proprio per questa funzione, naturalmente salvaguardando le peculiarità narrative e l’appetibilità per il pubblico. I più interessati a questo progetto dovrebbero essere le aziende di articoli e abbigliamento sportivo, i brand più casual ed informali della moda, compresi gli accessori, e tutti quei marchi che gravitano a vario titolo attorno alla musica “Indi”. Data l’esiguità dell’investimento, la creatività del progetto e la sua duttilità nella pianificazione, si tratta di un opportunità dal grande potenziale su cui investire con sicurezza.

Golden Globe Celebrities


Manca un mese esatto all’assegnazione dei Golden Globes e ci sono grosse novità.
Per tutti coloro che avessero un’idea vaga di cosa siano, dirò che si tratta di una premiazione molto ambita, dedicata ai film e telefilm made in U.S.A. Uno show immancabile, trasmesso in mondovisione e seguitissimo da tutti i media, che anticipa di un paio di mesi gli Oscar. La differenza sostanziale tra i due riconoscimenti risiede nella giuria, che in questo caso è formata da giornalisti della stampa estera, ma che quasi sempre è in grande sintonia con i “cugini delle statuette”, tanto che i Globes sono unanimemente considerati “l’anticamera degli Oscar”.

La novità è che si sono aperti i giochi per il celebrity seeding e la presenza di brand e logo all’interno dello Show. Le opportunità sono eccellenti perché, diversamente da quanto fatto sino ad ora (ovvero una “blind gift bag” distribuita alle star e alle altre importanti personalità presenti all’evento), la visibilità del prodotto e dei loghi è stata una priorità per gli organizzatori. Con cifre più che ragionevoli un’azienda interessata a comparire abbinata alle più grandi personalità (attori, musicisti, giornalisti, produttori e molti altri trend setter di Hollywood.) ha garanzia di successo. Abbigliamento, accessori e oggetti di design compariranno indossate o esibite dalle star, i marchi campeggeranno nelle conferenze stampa e nelle press hits. Inoltre, nel documento diffuso alle agenzie dal management dell’evento, si precisa anche una seconda e forse più sottile chiave di lettura: la sponsorizzazione di un evento di questo tipo è un generatore di business automatico, nel senso che viene preso a parametro dalla quasi totalità dei buyers, dei consulenti d’immagine, dei personal shopper e delle tante altre figure indispensabili a decretare il successo di un brand.

Tutti coloro che sono interessati possono contattarmi.

Max Ryan, Celebrity & Placement.

 
In “Sex and the City 2” il nuovo amore di Samantha si chiama Rikard ed è interpretato da Max Ryan, un bravo attore quarantenne che ha già nel suo curriculum buone cose in una ventina di film (La Leggenda degli Uomini Straordinari, Kiss of the Dragon, Death Race ecc.), ma soprattutto che sta lavorando parecchio in questo periodo su progetti molto validi. Ha già terminato di recitare in “Dark Moon Rising”, in “Fours Years Running”, in Blackline: The Beirut Contract (tutti già in post-produzione), ma soprattutto lavorerà in eccellenti produzioni come “Crashing Wall Street”, “The Rogue” e Double Faullt”.

Impegni che, almeno fino al 2012, lo vedranno sotto i riflettori di tutto il mondo, impegnato al cinema, sul set, sui tappeti rossi, nei talk show, sui tavoli delle conferenze stampa e alle vernissage per promuovere il suo lavoro e le produzioni alle quali partecipa.

Tutto questo è piuttosto interessante perché l’attore è disponibile a valutare Branding deal, product placement e celebrity seeding. Aziende italiane di moda ed accessori per uomo dovrebbero tenere in alta considerazione questa ottima opportunità con una star estremamente professionale, di indubbio fascino e talento, con un futuro assicurato per il prossimo triennio.

Baci & Abbracci & Placement Planning

 

 Il Product placement è uno strumento che aiuta a profilare i prodotti, serve a proporre velocemente e globalmente un marchio o un mood e risulta molto utile per le successive ineludibili attività di PR e Ufficio Stampa. Se volessimo dire tutto questo con meno parole si potrebbe affermare che il Product Placement è una leva del Marketing. Questa semplice considerazione ne porta però subito ad un’altra, che fino ad oggi non era così evidente ed accettata: “Il Product Placement è un’attività che deve essere pianificata per tempo ed integrata nel piano marketing. Anche in Italia si cominciano ora a cogliere i segnali di un salto di qualità negli interventi di placement. Baci & Abbracci ad esempio, solo nell’ultimo mese è infatti apparso sul collossal di Hollywood “2012” e sulla produzione italiana di “Meno Male che ci sei” dove ha vestito in diversi momenti la protagonista Luisa, interpretata da Claudia Gerini. Una convergenza temporale che lascerebbe supporre non essere casuale e che certamente posiziona il marchio milanese tra i più dinamici in questo comparto nuovo e quindi poco affollato. Per tutte le case ed i marchi che stanno pensando di destinare una parte del budget promozionale al product placement, questo periodo è quello giusto per cominciare a dialogare con le agenzie di placement. A fine anno, infatti, oltre che tempo di bilanci è anche tempo di previsioni e non è difficile prevedere che i primi che sapranno presidiare questo mercato ne trarranno i migliori benefici.

 

Charlie’s Angels Reloaded

 A cavallo tra gli anni ‘70 e ‘80 (negli U.S.A è andato in onda dal 1976 al 1981), Charlie’s Angels incantava gli spettatori della TV per la sua formula originale, che mescolava il glamour di tre belle ragazze molto “posch”, con il “soft thriller” buono per tutte le età.
Dopo una ventina d’anni il format è stato importato al cinema con due episodi (nel 2000 “Charilie’s Angels” e nel 2003 “Charlie’s Angels: Full Throttle”) che hanno ottenuto dignitosi riscontri, tanto che è già programmato un terzo remake, anche se non ancora entrato in produzione. Il plot è stato poi declinato nel 2003 in versione videogame per diverse consolle (Nintendo, GameCube e PlayStation 2) e addirittura anche per telefonini.
Dall’inizio dell’anno poi si parla di una sua nuova versione in telefilm, un po’ come è già successo di recente con Beverly Hills”, “Merlose Place”, V Visitor” e “Supercar”. Serials questi che non tutti hanno raggiunto l’Italia e quelli che l’hanno raggiunta (90210) con risultati non sempre all’altezza delle aspettative (negli USA invece hanno ottenuto premi e segnalazioni). Le premesse in questo caso sono però un po’ diverse: sceneggiatori e produttori sono tra i migliori, ma soprattutto sono in parte gli stessi di allora. A fare da cerniera con la versione per cinema è Drew Barrymore, che nel serial affianca i produttori Josh Friedman e Leonard Goldberg. Anche se non è ufficiale le riprese dovrebbero cominciare nell’autunno del 2010. Tempistica ideale per quei marchi (moda, accessori, design e motori in primis) che hanno voglia di fare una brand integration longeva e trasversale.

 

SPIDERMAN 4: la computer grafica aiuta il product placement


 Spiderman 4 si trova in questi giorni nelle prime fasi della preproduzione. Lo shooting è invece previsto per i primi giorni di gennaio negli Studi di Hollywood della Universal, appena ricostruiti dopo il disastroso incendio di giugno dell’anno scorso. Questo sarà infatti il primo ciak girato da allora e vedrà ancora una volta come protagonisti Tobey Maguire e Kirsten Dunst, ovviamente diretti come sempre da Sam Raimi. Per l’occasione nel backlot degli Studios saranno ricostruiti fedelmente ben 9 isolati di New York, che rappresenteranno tre diverse aree di NYC:il Greenwich Village, la 5° Avenue nella zona tra Uptown e Midtown e Wall Street.. In considerazione dell’uso di computer graphics molto spinti, la produzione è disponibile ed interessata ad implementare le scenografie del film (vetrine di negozi, manifesti stradali…cose così) con i logo di aziende o di brand interessati al product placement. Un’operazione del genere si presta anche molto bene (forse addirittura meglio) ad operazioni di brand integration, che infatti sono i preferiti anche dai responsabili marketing della Universal. Articoli come gioielli (di cui esiste una specifica richiesta dagli studios), abbigliamento, design, accessori ed elettronica, sono i perfetti candidati per questa opportunità, tra le più sicure ed efficienti della categoria blockbuster.

140 Caratteri Gratuiti che si chiamano Twitter


La settimana scorsa Evan Williams, CEO di Twitter, è stato intervistato dal quotidiano inglese Telegraph. Quello che ha detto, anche se non ha stupito nessuno perché erano già cose piuttosto note, in realtà avrebbe dovuto far pensare.. e parecchio, gli strateghi del marketing ed i media planner. Il modello di business che propone Twitter (140 caratteri gratuiti per tutti, ogni volta che si vuole) è rivolto alla telefonia mobile. Questo perché la sua brevità e la sua alta frequenza sono compatibili con gli SMS, gli MMS e più in generale con quella generazione trasversale che ormai ha integrato nella propria vita in modo insostituibile il telefonino. Non a caso, anche qui in Italia uno dei casi più clamorosi di campagna pubblicitaria a mezzo Twitter è stata H3G (su “L’impresa di Comunicazione del mese di settembre c’è un ottimo articolo di Angela D’Amelio). Williams fa però anche notare che il suo social network, oltre che essere efficiente ed innovativo, propone i suoi spazi gratuitamente e non con un listino, come qualsiasi altro mezzo di comunicazione.

Questi due fattori lo avvicinano davvero molto alle teorie sul marketing che hanno permesso la nascita e lo sviluppo del Product Placement (tipologia scelta artistica), e potrebbero anche suggerire la soluzione alla tematica (trattata già diverse volte in questo blog) del “Mobile Enterteinment”. Il momento di abbandonare i loghi, le icone, i colori, la grafica, l’animazione e i jingle è arrivato prima che ce ne accorgessimo… anche se un po’ tutti noi lo avevamo da tempo invocato.

Barilla segna la svolta al Product Placement di HSN

 

Se ne era accorto anche Il Wall Street Journal quando, qualche giorno fa in un articolo della giornalista Suzanne Vranica, aveva raccontato delle novità in casa HSN.

HNS è ormai un multicanale (TV, Web, Catalogo Cartaceo) interamente dedicato allo shopping di capi di moda, oggetti per la casa, per la persona ed altri gadget prevalentemente femminili. Un fenomeno per intenderci, con un pubblico pagante di circa 94 milioni di persone. Con la nuova stagione iniziata in autunno HSN (acronimo di Home Shopping Network) si era riproposta di individuare nuove risorse economiche con cui sostenere i suoi progetti di sviluppo. Cosa non facile se si considera che, per evidenti ragioni di coerenza e serietà, il canale non ha mai raccolto pubblicità di nessun tipo.

La soluzione pensata dal management è stata quindi quella del product placement. Una scelta capace di preservare la credibilità e l’autorevolezza del marchio e nel contempo idonea al reperimento di finanziamenti attraverso la brand integration. Tra i casi più esemplari di questa nuova strategia del Network, il WSJ segnala già dal titolo quello della Barilla (a noi era giunta voce anche di Kraft), che è diventata titolare di una rubrica di cucina nella quale si danno consigli per migliorare ed arricchire le proprie ricette casalinghe. Dopo il primo mese di sperimentazione pare che ora il settore marketing del canale abbia sguinzagliato tutti i propri commerciali, distribuiti in quasi tutto il mondo, allo scopo di promuovere questa opportunità. In effetti l’offerta è appetibile per una lunga serie di marchi anche qui in Italia ed in Europa, che avrebbero l’occasione di rendersi visibili come sponsor tecnico (quindi in un contesto coerente e affidabile) ed in tempi pressoché immediati, ad una platea di quasi 100 milioni di persone.

Transformers Aprilia Placement

Tra quattro giorni nei cinema degli Stati Uniti esce il sequel di Transformer “La Vendetta del Caduto”. Come era logico aspettarsi la General Motors si è assicurata buona parte dei product placement automobilistici, ma non quello delle moto. Megan Fox che è considerata una delle più affascinanti attrici di Hollywood, cavalcherà infatti una Aprilia RS125. Il marchio del gruppo Piaggio non ha ovviamente mancato di promuovere questo prestigioso risultato nel corso del AMA Pro Daytona Sportbyke dove una RSV 1000 ha partecipato con un vistoso logo del Film. Un’intelligente operazione di brand integration, sicuramente concordata con la produzione, per veicolare la promozione del film nelle settimane prima della sua uscita. E’ logico supporre che l’operazione avrà anche avuto un costo limitato (in considerazione della convergenza degli interessi) ed un seguito sufficiente a far rimbalzare la notizia nel “Vecchio Continente”, dove il film sarà distribuito in data non ancora definita.

10 Suggerimenti di Product Placement per il Cinema

Circa una settimana fa sul post “Telefilm: le 10 più interessanti nuove stagioni” ho suggerito una decina di buone occasioni di Product Placement legati a progetti televisivi. In molti casi questi sono un’ottima soluzione, soprattutto per iniziare a conoscere questo potente strumento di comunicazione. Sono molto economici (dai 3.500 ai 5.000 dollari per un sano posizionamento), hanno dei tempi di realizzo piuttosto brevi (passano circa tre mesi dalla registrazione alla messa in onda) ed una ottima visibilità internazionale. Ci sono molti casi nei quali però un film per il cinema è più adatto alle esigenze e agli obiettivi di marketing delle aziende. Quasi sempre l’attore è molto più quotato e quindi il placement è più prestigioso. L’attenzione posta al cinema inoltre è molto diversa da quella solitamente dedicata alla televisione ed i particolari si colgono meglio in una sala buia con uno schermo gigante…. e questo è determinante per l’efficacia di questa tecnica. La vita del prodotto è poi molto più lunga (circa 7 anni tra pubblicazione al cinema, rilascio del DVD, replica a rassegne estive, trasmissione in TV e replica in TV). In occasione di eventi come la “Prima” o magari l’assegnazione di un premio vinto a qualche Festival, è possibile parteciparvi con proprie iniziative di supporto che danno una visibilità, un prestigio ed un ritorno altrimenti impossibile.

Per tutte queste ragioni, non potevo mancare di segnalare anche una decina di buoni Features Film in cui è possibile pianificare Product Placement, Brand Integration, Tie in ecc.

The A - Team – Twentieth Century Fox

o Tratto dall’omonimo serial TV degli anni ‘80, si svolge però nell’epoca attuale. Il gruppetto è composto da veterani dell Iraq (nella versione originale lo erano del Vietnam.) che cercano di riabilitare il proprio nome agli occhi dell’Esercito, macchiato da ingiusti sospetti di crimini che i 4 non hanno commesso

o Starring: Bruce Willis Woody Harleson Ice Cube

o Start Date: May 11 2009

oDelivery Date: Immediately

 ØThe Widows Adventures – Gold Circle Films

o Due Vedove intraprendono un viaggio attraverso la California. Il punto è che una non ha mai guidato e l’altra è cieca

o Starring: Diane Keaton (The Godfather) Jane Fonda (Georgia Rule)

o Start Date: June 15 2009 (more…)