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	<title>Oratorio Posting &#187; Bollywood</title>
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		<title>Bollywood: intervista a Paola Ricotti</title>
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		<pubDate>Fri, 10 Sep 2010 07:37:09 +0000</pubDate>
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Questa mattina a Venezia, in pieno Festival del Cinema, ho incontrato la mia amica Paola Ricotti e le ho chiesto di parlarmi di Bollywood, che conosce molto bene perché ci lavora da tanti anni. Paola è una raffinata e creativa imprenditrice che realizza eventi per i marchi in assoluto più prestigiosi al mondo nel settore [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="344" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/GnE6d3npcTI?hl=it&amp;fs=1" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="344" src="http://www.youtube.com/v/GnE6d3npcTI?hl=it&amp;fs=1" allowfullscreen="true" allowscriptaccess="always"></embed></object></p>
<p>Questa mattina a Venezia, in pieno Festival del Cinema, ho incontrato la mia amica Paola Ricotti e le ho chiesto di parlarmi di Bollywood, che conosce molto bene perché ci lavora da tanti anni. Paola è una raffinata e creativa imprenditrice che realizza eventi per i marchi in assoluto più prestigiosi al mondo nel settore moda e lusso. Per saperne di più su qui ci sono due link:<a href="http://www.roomservicefilm.com/"> <strong><span style="color: #000080;">roomservicefilm</span></strong></a>  e <a href="http://www.luna-piena.in/"><strong><span style="color: #000080;">Lunapiena</span></strong></a> . Nella nostra chiacchierata abbiamo esplorato il rapporto tra attori e pubblico indiano (diametralmente opposto a quello che lega le star di Hollywood ai propri fans), ma anche cosa significhi per un indiano un film e quali siano le figure e le professionalità che popolano il più performante dei distretti cinematografici . Alla fine abbiamo scoperto che gli occidentali da sempre sono attratti dalla magia dell&#8217;India, ma da un po&#8217; di tempo anche gli indiani ammirano incondizionatamente l&#8217;occidente&#8230;. e Bollywood, anche se molto distante, e sempre più vicina.</p>
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		<title>Not for Nothing</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Aug 2010 08:37:48 +0000</pubDate>
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Fino a qualche anno fa gli schemi di Hollywood erano più chiari. C&#8217;erano i produttori, gli studios, i registi, gli sceneggiatori, gli attori ecc. Oggi capita spesso invece, che produttore, regista e attore convergano nella stessa persona. Gli studios poi si fondono insieme, si dislocano in Canada, India, Cina, Europa, vengono acquistati da colossi giapponesi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="margin-bottom: 0cm;"><img class="alignleft size-full wp-image-1665" title="26 08 10" src="http://www.oratorio.biz/wp-content/uploads/2010/08/26-08-10.jpg" alt="26 08 10" width="130" height="182" /></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Fino a qualche anno fa gli schemi di Hollywood erano più chiari. C&#8217;erano i produttori, gli studios, i registi, gli sceneggiatori, gli attori ecc. Oggi capita spesso invece, che produttore, regista e attore convergano nella stessa persona. Gli studios poi si fondono insieme, si dislocano in Canada, India, Cina, Europa, vengono acquistati da colossi giapponesi produttori di tecnologie come il digitale ed il 3D, modificando radicalmente le scelte creative di sceneggiatori e registi, obbligati a confrontarsi con le politiche commerciali e distributive su scala mondiale. Ma a parte questi grandi cambiamenti ce ne sono altri, più sottili ma non meno interessanti. Una volta ad esempio New York era utilizzata prevalentemente da registi di culto nati nella grande mela (Woody Allen, John Carpenter, Amos Poe ecc.) o per i contesti invernali con sciarpa e cappotto (prevalentemente sentimentali, di riscatto o polizieschi). In California invece si giravano tutti i film (e telefilm)“estivi” di ogni genere e formato. Ora non è più così e New York è sempre più spesso la cornice di commedie estive come nel caso di “Not for Nothing”, che si comincerà a girare la prossima settimana. Le ragioni di questo cambio di “set” sono più d&#8217;una. Da una parte Los Angels ha perso smalto in termini di appetibilità, non riuscendo più ad esprimere la sua tipica cultura a base di musica west coast, cura del fisico, del look e follie creative legate al tempo libero. E questo non solo a causa della grave crisi economica che ha reso tutto ciò inappropriato.<span id="more-1666"></span> Più in generale è il modello di città e di stile di vita che è decaduto, non dimentichiamoci che Los Angeles è una megalopoli senza forma e senza un vero centro città, dove per muoversi non esistono mezzi pubblici e la lingua più parlata è lo spagnolo. E&#8217; una città con poca identità, troppa delinquenza, inquinatissima, caldissima per troppi mesi all&#8217;anno e sotto il costante pericolo del “big one”, il grande terremoto originato dalla faglia di S.Andrea, che prima o poi colpirà la west coast distruggendola in buona parte. Dall&#8217;altra parte New York continua a produrre pensiero e intelletto. E&#8217; una città realmente multietnica e tollerante al punto da volere una moschea a ground zero. Broadway è in grande spolvero, così come la musica east coast batte regolarmente ogni altro concorrete. Gli scrittori (quelli bravi) sono tutti Newyorkesi e anche dal punto di vista turistico Manhattan è diventata una delle mete preferite dagli americani. Prima lo era molto di più Venice o San Diego, ora invece, con la scusa di andare a teatro, vedere ground zero o il Dave Letterman Show, molti più americani vacanzano da quelle parti. Se a ciò si sommano diverse produzioni TV stabilmente insediatesi, ecco che la cosa appare più chiara anche se davvero rivoluzionaria. Sono in molti infatti a ritenere che se il cinema dovesse trascurare Los Angeles, la città si disintegrerebbe. E questo in parte purtroppo sta accadendo. Spielberg se ne è già andato, molti registi non la prendono nemmeno in considerazione e altri distretti cinematografici come Vancouver, New York appunto, ma anche Bollywood e Cinecittà, sono altamente competitivi e professionali. Tutto questo fa da sfondo anche alla nostra commedia Not for Nothing, che racconta di Steve, un italo americano di prima generazione, interpretato dal trentenne Thomas Ian Nicholas, il quale sogna di diventare uno chef ma non ha gli studi adatti e soprattutto il padre ostile. E sarà proprio la città con le sue infinite risorse ed opportunità che darà una mano al ragazzo. Ho appena finito di leggere la sceneggiatura e vi posso dire che sono tante le opportunità per i marchi italiani di avere visibilità in questo progetto&#8230; in fondo dedicato proprio a noi.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"> </p>
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		<title>Non ci sono (ancora) le mezze stagioni</title>
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		<pubDate>Tue, 03 Aug 2010 09:44:37 +0000</pubDate>
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Ieri sulla home page di Corriere.it era pubblicata la notizia che per tutto il periodo estivo nessun canale avrebbe programmato nuove stagioni o peggio nuovi format. La qual cosa fa il paio con un post apparso sempre ieri su cineblog, che si lamentava della assenza di programmazione commerciale nei cinema Italiani. Dopo qualche stagione sperimentale [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="margin-bottom: 0cm;"><img class="alignleft size-medium wp-image-1647" title="03 08 10" src="http://www.oratorio.biz/wp-content/uploads/2010/08/03-08-10-300x210.jpg" alt="03 08 10" width="300" height="210" /></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Ieri sulla home page di <strong>Corriere.it</strong> era pubblicata la notizia che per tutto il periodo estivo nessun canale avrebbe programmato nuove stagioni o peggio nuovi format. La qual cosa fa il paio con un post apparso sempre ieri su <strong><a href="http://www.cineblog.it/"><span style="color: #0000ff;">cineblog</span></a></strong>, che si lamentava della assenza di programmazione commerciale nei cinema Italiani. Dopo qualche stagione sperimentale nella quale si sono proposti veri e propri blockbuster durante l&#8217;estate (con risultati altalenanti ma non decisamente negativi) si è evidentemente deciso di ritornare al passato. In entrambi gli interventi si leggeva una nota di biasimo per questa involuzione ma personalmente non sono d&#8217;accordo. La stagione estiva italiana infatti, ha offerto spesso ai cinefili eccellentissime opportunità. Negli ultimi due anni ad esempio, sulla RAI si programmano belle commedie Bollywoodiane (che questo blog palesemente appoggia e apprezza da sempre), così come su altri canali si rispolverano interi generi non “commerciali” come le commedie italiane dei mattatori, la nouvelle vague, i corti ecc. Con l&#8217;avvento dei canali digitali questa tendenza si è addirittura accentuata e si sta imponendo come un vero e proprio modello che auspico si possa consolidare. I cinema all&#8217;aperto infine, fanno il resto ripresentando il meglio della passata stagione, i vincitori degli ormai numerosi premi internazionali del cinema di qualità e/o indipendente, i film in lingua, i classici rimasterizzati e godurie varie. La via italiana all&#8217;entertainment estivo insomma è una eccellente occasione&#8230; speriamo che qualcuno se ne accorga.</p>
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		<title>C&#8217;era una volta Lollywood</title>
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		<pubDate>Tue, 30 Mar 2010 13:29:08 +0000</pubDate>
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Lollywood è un eccellente distretto cinematografico pakistano che ha sede a Lahore, una delle più importanti città del Paese e capitale della regione del Punjab. A dire il vero sarebbe più corretto dire “era” un distretto cinematografico. Da tempo infatti o non si produce quasi più nulla, o comunque nulla riesce più a raggiungere il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="480" height="385" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/Kk1J62ciFwc&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="480" height="385" src="http://www.youtube.com/v/Kk1J62ciFwc&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" allowfullscreen="true" allowscriptaccess="always"></embed></object></p>
<p>Lollywood è un eccellente distretto cinematografico pakistano che ha sede a Lahore, una delle più importanti città del Paese e capitale della regione del Punjab. A dire il vero sarebbe più corretto dire “era” un distretto cinematografico. Da tempo infatti o non si produce quasi più nulla, o comunque nulla riesce più a raggiungere il mondo occidentale. Ed è davvero un peccato assistere al declino perché la sua storia, cominciata nel 1929 quando il territorio era ancora Indiano, è di quelle gloriose. Divenne subito la base operativa del grande attore e regista pakistano <strong>Abdur Rashid Kardar </strong><span style="font-weight: normal;">e vi è da dire che, questo vitale centro creativo, non perse la sua spinta nemmeno dopo la separazione dall&#8217;India e dai suoi due distretti gemelli (Bombay e Calcutta), con i quali aveva sempre operato in sinergia, contribuendo alla creazione di quello straordinario genere che per semplicità noi chiamiamo Bollywood.<span id="more-1392"></span> Fino a pochi anni or sono infatti, era pressoché impossibile distinguere i due generi, se non per la lingua nella quale erano girati, che nel caso di Lollywood era il l&#8217;Urdu e non l&#8217;Indi come per Bollywood. Le vicende politiche e sociali che hanno sconvolto quei luoghi negli ultimi anni, hanno però portato alla fine di questa risorsa del cinema internazionale, che fino ad allora aveva saputo produrre grandi progetti, non di rado doppiati anche in inglese e sottotitolati in diverse altre lingue, rendendo quindi i loro format più accessibili al grande pubblico. Così come per Bollywood, anche</span> per Lollywood i successi delle colonne sonore erano spesso maggiori dei film e comunque fattore determinante per il successo e la qualità della produzione. Gli attori ed i professionisti del settore non mancavano affatto, così come diverse riviste e siti<span style="color: #000080;"><strong> </strong></span><a href="http://www.lollywood.org/"><span style="color: #000080;"><strong>web ne raccontavano le vicende </strong></span></a>seguiti da un interessante numero di appassionati. Da oltre un anno tutto tace e, senza entrare nel merito delle questioni, il dato fattuale che dobbiamo registrare è la perdita per tutti di un meraviglioso, originale e sottovalutato patrimonio.</p>
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		<title>TeleFilmPop o TelePopFilm</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Nov 2009 11:01:28 +0000</pubDate>
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- Funny blooper videos are here
Questo interessante intervento della giornalista Stefania Carini pubblicato ieri sul portale “Corriere.it” racconta, forse per la prima volta in modo organico, il rapporto simbiotico che vivono la musica pop ed i serials. Si è detto molto (e spesso) a proposito delle colonne sonore dei film hollywodiani, europei e italiani, molto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="400" height="345" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="name" value="Metacafe_3782667" /><param name="src" value="http://www.metacafe.com/fplayer/3782667/telefilmpop.swf" /><param name="wmode" value="transparent" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="400" height="345" src="http://www.metacafe.com/fplayer/3782667/telefilmpop.swf" wmode="transparent" name="Metacafe_3782667"></embed></object><br />
<span style="font-size: xx-small;"><a href="http://www.metacafe.com/watch/3782667/telefilmpop/"></a>- <a href="http://www.metacafe.com/">Funny blooper videos are here</a></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Questo interessante intervento della giornalista Stefania Carini pubblicato ieri sul portale “Corriere.it” racconta, forse per la prima volta in modo organico,<strong> il rapporto simbiotico che vivono la musica pop ed i serials. </strong>Si è detto molto (e spesso) a proposito delle colonne sonore dei film hollywodiani, europei e italiani, molto meno si è parlato di quanto sia determinante la musica e la coreografia nelle produzioni di Bollywood, dove invece non è raro che si vendano più copie dei CD, che biglietti per il film. <strong>Quello però che lega i divi della musica al telefilm è qualcosa di più sostanziale</strong>. Accade infatti che l&#8217;artista interpreti se stesso nella storia (Ally McBeal, Las Vegas, Eli Stone, Dharma e Greg, ecc.) o un personaggio diverso, appositamente integrato nella vicenda della puntata, anche se talvolta parodiando il suo personaggio. In &#8220;Will &amp; Grace&#8221; questo è accaduto praticamente in ogni stagione, con artisti del calibro di Madonna, Elton John e Janet Jackson ad esempio. In entrambi i casi questo matrimonio, quando è ben gestito, diventa la declinazione quasi accademica della logica del “<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Win-win"><strong><span style="color: #000080;">Win-Win</span></strong></a><strong><span style="color: #000080;">”</span></strong> tanto amata dagli americani. Quella cioè dove entrambi traggono profitto dall&#8217;accordo senza che vi sia discapito per alcuno, nemmeno per il pubblico. La produzione arricchisce qualitativamente la puntata con una hit o con un personaggio comunque di spessore, spesso anche allargando la sua fetta di pubblico con quella parte di zoccolo duro di fans, che altrimenti non seguirebbero l&#8217;episodio (magari riuscendo addirittura a fidelizzarli). L&#8217;artista utilizza questo potente strumento per dare visibilità al suo personaggio; per passare la sua musica su di un canale alternativo e ad un pubblico altrimenti non facilmente (od economicamente) raggiungibile e magari si propone persino dignitosamente come attore. E&#8217; utile anche notare come<strong> sempre più le produzioni musicali e quelle televisive utilizzino le medesime agenzie di product placement</strong>.<strong> Questo inevitabilmente conduce a politiche di sinergia, che sono probabilmente destinate a consolidarsi fino al punto di non ritorno.</strong> In un futuro prossimo i telefilm, che già ora negli USA chiamano opportunamente TV Show, diverranno in parte commedy, in parte musical, in parte mall. Agli inizi si griderà alla scandalo, ma del resto questo è già successo quando si è passati dal teatro al cinema e poi dal cinema alle televisione e poi dalla televisione alle web serials. Poi ciascuno di questi strumenti espressivi ritroverà i suoi spazi, i suoi linguaggi e la sua linfa. E chi ama scandalizzarsi avrà altri obiettivi da puntare.</p>
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		<title>South Asian International Film Festival</title>
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		<pubDate>Wed, 11 Nov 2009 16:12:49 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[ Non se ne è parlato molto da queste parti, ma il S.A.I.F.F che si è celebrato la settimana scorsa a New York (metropoli che è sempre stata un po&#8217; ricettacolo un po&#8217; laboratorio) è uno degli eventi più interessanti per il cinema mondiale. E&#8217; un festival dedicato ai filmaker sudasiatici che lavorano negli Stati Uniti. I [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p> <a href="http://www.oratorio.biz/wp-content/uploads/2009/11/11-11-09.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1037" title="11-11-09" src="http://www.oratorio.biz/wp-content/uploads/2009/11/11-11-09.jpg" alt="" width="166" height="114" /></a>Non se ne è parlato molto da queste parti, ma il <a href="http://www.saiff.org"><span style="color: #000080;">S.A.I.F.F</span></a> che si è celebrato la settimana scorsa a New York (metropoli che è sempre stata un po&#8217; ricettacolo un po&#8217; laboratorio) è uno degli eventi più interessanti per il cinema mondiale. E&#8217; un festival dedicato ai filmaker sudasiatici che lavorano negli Stati Uniti. I Paesi interessati a questo evento sono quindi India sicuramente, ma anche Pakistan, Sri Lanka, Bangladesh, Nepal e sopratutto la diaspora Indiana. E&#8217; la celebrazione del cinema crossover, una specie di matrimonio inter-etnico e bipolare, che negli ultimi anni ha regalato ottimi prodotti (più volte segnalati in questo blog), che hanno saputo attrarre pubblico di ogni longitudine, avvicinandoli a nuove rappresentazioni della realtà e anche della surrealtà.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">In questa sesta edizione dove per una settimana si è proiettato, premiato e recensito quasi di tutto, a vincere i premi più ambiti sono stati l&#8217;attore e produttore “Sunil Shatty” per la sua interpretazione in <a href="http://www.redalertthemovie.com/">“<span style="color: #000080;">Red Alert the War Within”</span> </a>basato su la storia vera di un lavoratore povero e disperato (Narasimha) che per dare un futuro ai suoi figli si arruola in un gruppo terroristico per poi vivere le contraddizioni e i conflitti etici, morali e spirituali della sua terra e del mondo intero. Il premio per la miglior regia è stato assegnato invece a “Anjali Menon” che ha sceneggiato e diretto <span style="color: #000080;">“</span><a href="http://luckyredseeds.blogspot.com/"><span style="color: #000080;">Manjadikuru”</span></a> una storia di fede, di perseveranza e di coraggio, che sorreggono una donna e i suoi ideali.. Due progetti che sarebbero stati un&#8217;ottima occasione di product placement, per proporre a popoli diversi e lontanissimi una filosofia di brand capace di unire e di comunicare forse tanto quanto questi pionieri del cinema intercontinentale. Uomini e donne idealisti, coraggiosi e creativi , che riescono a regalarci una boccata di aria fresca&#8230;. ma anche una secchiata di acqua gelata.</p>
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		<title>News &amp; Newsletter</title>
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		<pubDate>Mon, 09 Nov 2009 09:14:50 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Immagino che abbiate notato il banner sulla destra che suggerisce di iscriversi alla Newsletter. E&#8217; una delle quattro novità con la quale ci piace festeggiare il primo anno di attività di “Oratorio Posting”: un blog che riflette e studia il Cinema, la TV e l&#8217;Entertainment di Hollywood e Bollywood, dal punto di vista del Product [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><a href="http://www.oratorio.biz/wp-content/uploads/2009/11/09-11-09.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-1034" title="09-11-09" src="http://www.oratorio.biz/wp-content/uploads/2009/11/09-11-09-300x224.jpg" alt="" width="300" height="224" /></a>Immagino che abbiate notato il banner sulla destra che suggerisce di iscriversi alla Newsletter. E&#8217; <strong>una delle quattro novità con la quale ci piace festeggiare il primo anno di attività di “Oratorio Posting”</strong>: un blog che riflette e studia il Cinema, la TV e l&#8217;Entertainment di Hollywood e Bollywood, dal punto di vista del Product Placement.</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="left"><span style="font-family: Arial, sans-serif;">Insieme alla<strong> Newsletter</strong> la seconda novità sono le <strong>video-interviste.</strong> In agenda sono già prenotati incontri con un sociologo, un cool hunter, il creativo di un bel marchio che utilizza il product placement ed un nostro collega di Los Angeles spesso sul set. </span><span style="font-family: Arial, sans-serif;">La Newsletter avrà una cadenza quindicinale ed il suo scopo è di segnalare i post più interessanti del periodo arricchiti di analisi e commenti. </span><span style="font-family: Arial, sans-serif;">Ovvio che l&#8217;intervista invece, servirà a raccogliere i pareri e le informazioni direttamente dalla fonte; da dove cioè il Product Placement nasce e si sviluppa. </span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="left"><span style="font-family: Arial, sans-serif;">Da qualche settimana Oratorio Posting ha anche <strong>una finestra su Twitter</strong> (anche di questo trovate il bottone sulla destra ben visibile.) La sua funzione è quella di segnalare agli interessati la pubblicazione di un post ed il suo argomento. Tutti quelli che diventeranno nostri “Follower” sapranno in tempo reale quello che sta succedendo dalle nostre parti.</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="left"><span style="font-family: Arial, sans-serif;">Infine abbiamo pensato di raccogliere in un unico spazio tutti i video che proponiamo nel blog. Per questo su<strong> youtube</strong> all&#8217;indirizzo<a href="http://www.youtube.com/labretter"> www.youtube/labretter</a>, trovate ogni video pubblicato e in generale altro materiale utile.</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="left"><span style="font-family: Arial, sans-serif;">Se intendente seguirci la cosa migliore da fare quindi è iscriversi alla Newsletter e diventare nostri follower su Twitter.</span></p>
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		<title>Bollywood: placement dell&#8217;altro mondo</title>
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		<pubDate>Fri, 23 Oct 2009 13:41:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Bollywood]]></category>
		<category><![CDATA[Cinema]]></category>
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Bollywood produce più film ed ha più spettatori di qualsiasi altro distretto cinematografico al mondo, anche più di Hollywood. E&#8217; lontano questo è vero, o per lo meno questo era vero fino a qualche tempo fa. I format hindi ora si stanno evolvendo e la strada che hanno intrapreso si avvicina molto alle aspettative degli [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="344" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/HLf3vb15rJE&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="344" src="http://www.youtube.com/v/HLf3vb15rJE&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;" allowfullscreen="true" allowscriptaccess="always"></embed></object></p>
<p><span style="font-family: Arial, sans-serif;">Bollywood produce più film ed ha più spettatori di qualsiasi altro distretto cinematografico al mondo, anche più di Hollywood. E&#8217; lontano questo è vero, o per lo meno questo era vero fino a qualche tempo fa. I format hindi ora si stanno evolvendo e la strada che hanno intrapreso si avvicina molto alle aspettative degli occidentali. Mentre i numeri di spettatori e la qualità produttiva dei film invece, sono già estremamente interessanti per tutto il mondo. Per questa ragione (e anche per il fatto che io apprezzo quel particolarissimo mood) le produzioni di Bollywood meritano più visibilità.</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;">La GS entertainment ad esempio, è un&#8217;interessante studio di produzione di Bombay, che sta ultimando la post-produzione di<strong> Lamhaa: un action movie a dicembre nelle sale</strong>. La location è il Kashmir, conosciuta una volta come il paradiso terrestre, adesso è invece al centro di guerriglia, intrighi politici, spionaggio e affari illeciti. L&#8217;eterna lotta tra le bombe e la ragione rischia di avere come vittima sacrificale un territorio, quello del Kashmir appunto, che invece potrebbe essere l&#8217;ombelico spirituale del mondo. Una storia un po&#8217; cruda quella che Lamhaa racconta, e noi sappiamo quanto questo possa essere poco indicato per un&#8217;azione di placement. Molto meglio vanno invece le commedie, i teen movie e i sentimentali. Ma se è vero che un brand è anche portatore di valori e se è vero che il film è anche un mezzo per comunicare una realtà, allora forse qualche marchio che non vive sempre e solo nel mondo patinato delle favole, <strong>potrebbe trovare in questo genere ed in questa dimensione lontana ma terribilmente affascinante dei film hindi, un partner dalle potenzialità inaudite.</strong></span></p>
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		<title>Bollywood con&#8230;turbanti e product placement</title>
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		<pubDate>Wed, 12 Aug 2009 10:08:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Bollywood]]></category>
		<category><![CDATA[Cinema]]></category>
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		<description><![CDATA[Per gli amanti del genere questa estate sarà tra quelle da non dimenticare. Da un paio di mesi a questa parte Rai Uno programma delle ottime e recenti pellicole di Bollywood, del genere commedia sentimentale (il più diffuso e tradizionale), che vanno sotto il cappello di “Amori con&#8230;.turbanti” Purtroppo per ragioni credo di palinsesto e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.oratorio.biz/wp-content/uploads/2009/08/12-08-09.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-798" title="12-08-09" src="http://www.oratorio.biz/wp-content/uploads/2009/08/12-08-09-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a>Per gli amanti del genere questa estate sarà tra quelle da non dimenticare. Da un paio di mesi a questa parte Rai Uno programma delle ottime e recenti pellicole di Bollywood, del genere commedia sentimentale (il più diffuso e tradizionale), che vanno sotto il cappello di “Amori con&#8230;.turbanti” Purtroppo per ragioni credo di palinsesto e forse anche di “digeribilità”, questi filmoni vengono edulcorati attraverso il taglio di tutti i balletti, le scenografie e i canti, che invece sono parte distintiva e caratterizzante di queste belle produzioni normalmente della durata di 3 ore e mezzo&#8230;. ma è sempre meglio di nulla.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Anche in questo caso vale l&#8217;appello di molti critici televisivi che ritengono la programmazione di terza serata e quella estiva, molto spesso migliore di quella di prima serata in alta stagione. Amori con&#8230;turbanti è una grande occasione di incontrare un cinema alternativo, ma dalla lunga e gloriosa tradizione, che da qualche anno si sta sforzando di occidentalizzare il suo prodotto per poterlo esportare su più ampia scala. Cuori in onda (Salaam Namastee), ad esempio, una frizzante commedia del 2005 andata in onda mercoledì scorso, è ambientato a Sidney e tratta temi piuttosto inediti per il cinema indiano, come la gravidanza extraconiugale, la convivenza e l&#8217;indipendenza dalla famiglia. Ma soprattutto si concede un bacio tra i due amanti&#8230; cosa che per i nostri canoni sarebbe un fattore marginale ma nel loro comune senso del pudore invece è estremamente lincenzioso.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><strong>Con questa nuova generazione di commedie il cinema di Bombay si prepara a crescere sensibilmente il suo già considerevole numero di spettatori,</strong> che nei casi migliori arriva già al miliardo di persone (considerando solo la visione al cinema&#8230; poi ci sarebbe il DVD, il passaggio televisivo ecc.). Evidentemente questi calcoli e queste considerazioni sono già stati fatti dalle aziende più intraprendenti, che infatti <strong>hanno abbondantemente rifornito gli attori di abbigliamento e accessori alla moda; Diesel e Adidas su tutti.</strong></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><strong>La strada è segnata e molte aziende del made in Italy potrebbero e dovrebbero seguirla. Per info: p.latini (at) oratorio.biz</strong></p>
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		<title>Bollywood tra Creative Utilization e Brand Integration</title>
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		<pubDate>Mon, 05 Jan 2009 17:31:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Bollywood]]></category>
		<category><![CDATA[Creative Utilization]]></category>
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		<description><![CDATA[ “Fashion”, l&#8217;ultimo film di Madhur Bhandarkar uscito a fine ottobre nelle sale indiane, faceva parlare di sé già prima della sua “prima”. Il fenomeno continua ancora e questa volta in ragione di una dichiarazione del produttore, che rivela come il 40% del suo budget di spesa (220 milioni di Rupie n.d.r.), sia stato coperto anticipatamente [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.oratorio.biz/it/wp-content/uploads/2009/01/mugdha2.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-351" title="mugdha2" src="http://www.oratorio.biz/it/wp-content/uploads/2009/01/mugdha2-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a> “<span style="font-family: Arial, sans-serif;">Fashion”, l&#8217;ultimo film di Madhur Bhandarkar uscito a fine ottobre nelle sale indiane, faceva parlare di sé già prima della sua “prima”. Il fenomeno continua ancora e questa volta in ragione di una dichiarazione del produttore, che rivela come il 40% del suo budget di spesa (220 milioni di Rupie n.d.r.), sia stato coperto anticipatamente da contratti di Product Placement e Brand Integration. Certo la sceneggiatura ed il cast bene si prestava (con star come Priyanka Chopra, Kangana Ranaut, Mugdha Godse e Arjan Bajwa),</span><span style="font-family: Arial, sans-serif;">ma i numeri restano comunque importanti. Sei marchi internazionali quali Reebok, Lenovo, Sunsilk, Kimaya, Cellucom e LG hanno stanziato 85 milioni di Rupie (circa 1.270.000 euro) per apparire con evidenza, ma con la clausola che che questo non sia dissonante rispetto alla sceneggiatura e alla fotografia. Un Manager della produzione ha inoltre fatto notare che gli sponsor hanno preso la loro decisione con grande attenzione, valutando ogni aspetto dell&#8217;operazione. Le agenzie di advertising indiane, prosegue il dirigente, si stanno accorgendo solo ora del potenziale di questo veicolo e continuano a valutare la sua efficacia separatamente rispetto alle altre iniziative pubblicitarie che intraprendono per il medesimo cliente. La strategia invece va nell&#8217;esatto senso opposto, ovvero il Product Placement e la Brand Integration danno certamente un grandissimo aiuto al marketing mix, ma non sono certo lo strumento che da solo può risolvere ogni problema di visibilità.<span id="more-349"></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;">Ecco quindi che i main sponsor di “Fashion” hanno ideato una campagna di creative utilization in grado di prolungare ed allargare gli effetti del Product Placement, attraverso eventi (nemmeno a dirlo sempre legati al mondo del fashion) e di crossing advertising.</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;">Madhur Bhandarkar ci fa anche sapere che il tempo in cui bastava inserire un prodotto in un film per godere dei risultati di visibilità è ormai passato, adesso il marchio deve essere integrato e profilato nella sceneggiatura e diventare una parte integrante e necessaria del progetto per raccogliere successo. Ma quando questo avviene, il prodotto diventa un pezzo di storia del cinema e di cultura popolare, fissato per sempre nella memoria collettiva.</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="font-family: Arial;"><a href="mailto:p.latini@oratorio.biz">p.latini@oratorio.biz</a></span></p>
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		<title>Secondo la FCC il Product Placement è Lecito e Innovativo</title>
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		<pubDate>Tue, 23 Dec 2008 08:58:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Bollywood]]></category>
		<category><![CDATA[Creative Utilization]]></category>
		<category><![CDATA[Hollywood]]></category>
		<category><![CDATA[product placement]]></category>

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		<description><![CDATA[ Deborah Taylor, membro della Federal Communication Commission degli Stati Uniti, il 20 novembre scorso è intervenuta al congresso annuale dell&#8217;associazione degli avvocati americani specializzati in marketing ed ha dedicato un intero capitolo del suo discorso al Product Placement.. La Taylor ha giustificato la crescita importante del Product Placment, in controtendenza rispetto agli altri canali di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.oratorio.biz/it/wp-content/uploads/2008/12/fcc.gif"><img class="alignleft size-medium wp-image-347" title="fcc" src="http://www.oratorio.biz/it/wp-content/uploads/2008/12/fcc.gif" alt="" width="165" height="56" /></a> <span style="font-family: Arial, sans-serif;">Deborah Taylor, membro della Federal Communication Commission degli Stati Uniti, il 20 novembre scorso è intervenuta al congresso annuale dell&#8217;associazione degli avvocati americani specializzati in marketing ed ha dedicato un intero capitolo del suo discorso al Product Placement.. La Taylor ha giustificato la crescita importante del Product Placment, in controtendenza rispetto agli altri canali di promotion, con la sua capacità di proporre e profilare i marchi senza essere invasivo ma neanche “occulto”. Sempre più spettatori si rivolgono ai canali tematici a pagamento e questo esclude la pubblicità o la limita molto. La risposta a questa tendenza è proprio il product placement. Nonostante qualche associazione di consumatori abbia presentato interrogazioni alla commissione in merito al suo supposto occultamento di pubblicità, la Taylor ha spiegato che già altre volte il suo istituto si è espresso a favore di questa forma di promozione, in quanto non vi sarebbe nulla di occulto ma in effetti risulti tutto piuttosto palese. Con il non secondario vantaggio di non interrompere lo spettacolo ne di squalificarlo (eccetto rari trascurabili casi). La Commissione ha quindi concluso la Taylor, continuerà a seguire e monitorare questo come ogni altro settore della comunicazione, ma non ritiene vi sia la necessità di regolamentare di più di quanto già non sia in vigore in materia di promozione e tutela del consumatore.</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;">In Italia, invece, i numerosi pasticci originati da alcuni incapaci e gli interessi di poche lobby del settore, tendono a screditare una pratica che malgrado questo cresce e si affina sempre più, gratificando le imprese che pianificano brand integration, product placement e creative utilization&#8230;ovviamente all&#8217;estero su Hollywood e Bollywood.</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="color: #000080;"><span style="text-decoration: underline;"><a href="mailto:Info@oratorio.biz"><span style="font-family: Arial, sans-serif;">Info@oratorio.biz</span></a></span></span></p>
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